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Colpito in aula, sviene e la maestra non c’è. Bambino all’ospedale

Empoli, a 10 anni è stato messo ko da una ginocchiata all’addome. Genitori infuriati: «Nessuno ci ha avvertiti, pronti alla denuncia». L’alunno è stato dimesso con quattro giorni di prognosi. L’assessore: «Episodio grave, possibili provvedimenti disciplinari»

EMPOLI. È stato colpito da un compagno di classe con una ginocchiata all’addome ed è crollato a terra privo di sensi, sbattendo violentemente la testa sul pavimento. I suoi amici sono piombati nel panico, alcuni hanno cercato di aiutarlo. Ma si è ripreso soltanto dopo alcune decine di secondi. E la maestra non c’era: «Non solo, quando è arrivata non ha neanche chiamato l’ambulanza e non ci ha avvertiti. Abbiamo saputo tutto soltanto quando siamo andati a prendere nostro figlio all’uscita, dopo quasi tre ore». Il bambino è finito al pronto soccorso, da dove è stato dimesso con una prognosi di quattro giorni. Ma i genitori - superato lo choc - denunciano quanto è accaduto in una scuola primaria dell’Empolese e sono pronti a rivolgersi ai carabinieri.

Secondo il racconto del bambino, che ha trovato conferma, l’episodio è accaduto intorno alle 10.30 di venerdì scorso. Era suonata da poco la campanella della ricreazione e l’insegnante si è allontanata dall’aula. Proprio in quel momento - probabilmente in seguito a un banale litigio tra bambini - uno dei due ha aggredito l’altro, colpendolo con una ginocchiata all’addome, mandandolo a sbattere contro un banco e poi a terra: «Mio figlio è svenuto e nessun adulto è intervenuto per aiutarlo - si sfoga il padre -. Non faccio altro che pensare a tutto quello che sarebbe potuto accadere. Alcuni compagni di classe sono andati a cercare la maestra». Che si è precipitata in aula: «Sì, ma nel frattempo è passato almeno un minuto. E poi ha fatto peggio: perché quando è arrivata lì, ha visto che il bambino si era ripreso, gli ha chiesto come stava e non ha preso alcun provvedimento. Avrebbe dovuto avvertirci. Mio figlio è svenuto a scuola e lei non era presente. Avrebbe dovuto quantomeno telefonarci. E poi anche tutti gli altri coetanei erano comprensibilmente sotto choc».

L’alunno è rimasto in classe fino al termine delle lezioni. Ad attenderlo, fuori dalla scuola, c’erano i genitori: «Mia moglie si è subito resa conto che era accaduto qualcosa di strano. E lui gli ha raccontato tutto». I genitori - a quel punto - hanno accompagnato loro figlio al pronto soccorso dell’ospedale San Giuseppe di Empoli, dove è stato sottoposto a una serie di accertamenti che hanno evidenziato una contusione alla parete addominale. È stato dimesso con una prognosi di quattro giorni. «Ho già contattato i carabinieri - spiega l’uomo - e stiamo valutando se sporgere denuncia per la mancata sorveglianza».

Dell’episodio è stato informato anche l’assessore comunale, che è in contatto con il dirigente scolastico dell’istituto per fare chiarezza sulla vicenda e sugli eventuali provvedimenti. L’insegnante - al di là delle conseguenze penali - rischia conseguenze anche sul piano disciplinare (in arrivo provvedimenti anche nei confronti dell’alunno che ha sferrato la ginocchiata): «Il primo compito di un insegnante - sottolinea l’assessore - è la sorveglianza dei ragazzi. Se ha bisogno di assentarsi, anche per pochi minuti - deve assicurarsi che ci sia un collega pronto a sostituirlo. Sicuramente l’ha fatto in buonafede, ma quello che è accaduto in sua assenza è grave. In una situazione del genere non ci si può prendere la responsabilità di non chiamare il 118. Episodi del genere possono accadere, ma l’insegnante deve chiedere l’intervento

dei sanitari, perché dopo uno svenimento non può sapere se ci sono conseguenze o meno per la salute». Quindi un messaggio ai genitori del bambino picchiato: «Siamo a disposizione, pronti ad ascoltarli per fare chiarezza sull’accaduto e per lavorare affinché certe cose non si ripetano».

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