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Barnini al prefetto: "Ora basta, vogliamo i rinforzi contro furti e rapine"

La presidente dell’Unione e sindaco di Empoli avverte Giuffrida dopo l’escalation nel circondario: «Più poliziotti e carabinieri per far fronte all’emergenza. Richiesta a nome di tutti i sindaci»

EMPOLI. «Siamo di fronte a un’emergenza. Servono più uomini e mezzi per contrastare questi criminali. E li chiederemo, tutti insieme, al prefetto». La misura è colma, anche per i sindaci. Che non possono più rimanere in silenzio di fronte alle scorribande dei malviventi e alle loro continue irruzioni nelle vite delle famiglie, dei commercianti, degli imprenditori. Due mesi d’inferno per un territorio che si sente ostaggio dei ladri. E che - attraverso i cittadini - chiede aiuto, a gran voce. Ma ogni appello, finora, è caduto nel vuoto. Nell’unica risposta ufficiale arrivata dal prefetto di Firenze, a fine ottobre (quando il “bollettino” di furti e rapine era già drammatico), si assicurava che nell’Empolese Valdelsa «non c’è alcun allarme, come testimoniano i dati relativi ai reati». Ma le statistiche lasciano il tempo che trovano. E nelle tre settimane successive è successo di tutto. Anzi, c’è stata un’ulteriore impennata.

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In questo contesto arriva l’intervento di Brenda Barnini, sindaco di Empoli e presidente dell’Unione dei Comuni. «La situazione è peggiorata, questo è innegabile. E abbiamo il dovere di raccogliere le preoccupazioni dei cittadini. I fatti di cronaca delle ultime settimane confermano che gli organici di polizia e carabinieri presenti sul nostro territorio, sono insufficienti in un momento così delicato». All’orizzonte, anche se non c’è ancora una data ufficiale, c’è un summit tra il prefetto Giuffrida (che si è insediato nell’estate scorsa, prendendo il posto di Varratta) e i sindaci dell’Empolese Valdelsa, proprio per far fronte all’emergenza-sicurezza. «In quell’occasione - spiega Barnini - chiederemo rinforzi». Perché i Comuni (al di là delle note difficoltà di bilancio e dei limiti alle spese imposti dal patto di stabilità), in buona sostanza, possono dare una mano. Ma non hanno né le competenze, né le forze per contrastare fenomeni di questo tipo: «Noi possiamo contribuire - attraverso l’impiego di agenti di polizia municipale e con il supporto della videosorveglianza - a contrastare gli episodi di microcriminalità e di degrado. Allo stesso tempo possiamo mettere in campo dei progetti per riqualificare e rendere più vivibili alcune zone considerate più a rischio: penso per esempio alla zona della stazione di Empoli, dove a breve faremo un intervento importante. Ma non abbiamo gli strumenti per assicurare il controllo del territorio. Quello spetta a polizia e carabinieri, che però sono i primi ad essere consapevoli che gli organici sono carenti in una situazione di questo tipo».
Barnini sa che di fronte a un’escalation di questo tipo non possono bastare i protocolli come “Mille occhi sulla città”, firmato a gennaio con Comune di Empoli e istituti di vigilanza privati , con gli agenti “invitati” a prestare un’attenzione particolare a situazioni, movimenti e mezzi sospetti comunicando subito le notizie alle centrali operative per consentire alle forze di polizia di intervenire il prima possibile.

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Azioni di quotidiano buonsenso, che nell’attuale scenario non bastano: «Quello deve rappresentare un primo passo, con l’obiettivo di intensificare i rapporti di collaborazione. Ora però serve una maggiore presenza di polizia e carabinieri sulle strade, anche come deterrente». Però, a proposito di collaborazione, secondo Barnini, i margini di miglioramento ci sono: «Credo che ci dovrebbe essere una maggiore integrazione tra le forze dell’ordine, anche perché siamo di fronte a varie tipologie di crimini. Il ladro che spacca le auto nel parcheggio del palazzo delle esposizioni - dove da tempo chiediamo più controlli alle forze dell’ordine - è un tipo di problema; le bande che studiano i piani nei minimi dettagli e colpiscono nelle ville o nelle aziende, fanno parte di ben altre organizzazioni. Ecco perché il coordinamento diventa fondamentale, anche per non disperdere energie, soprattutto quando ci sono carenze negli organici. Ma questi aspetti sono di competenza del prefetto». Che, anche secondo i sindaci, deve intervenire in tempi rapidi. Anche perché la percezione di insicurezza dilagante, sta esasperando i cittadini. Che sempre più spesso minacciano di armarsi, di reagire con violenza e pallottole in caso di faccia a faccia con i ladri. Insomma, il rischio di assistere a scene da Far West si fa sempre più concreto.

E Barnini ne è consapevole: «La prima cosa che i cittadini chiedono allo Stato è la sicurezza. Dove questa viene meno, anche in parte, la gente finisce per organizzarsi da sola. Ma in questo modo si va a creare una situazione molto pericolosa, che in questo momento non va sottovalutata. Ecco perché chiederemo a Giuffrida di rinforzare gli organici di polizia e carabinieri in tutto il circondario, almeno fino a quando la situazione non tornerà alla normalità».

I sindaci chiederanno rinforzi al prefetto, quando verrà a Empoli (per la prima volta dal suo insediamento). Ma l’incontro non è ancora stato fissato. Era già stato preannunciato dallo stesso Giuffrida a fine ottobre, attraverso una nota stampa nella quale, tra l’altro, spiegava che non c’era alcun allarme furto nell’Empolese Valdelsa: «Il quadro evidenzia una situazione che non desta significativo allarme. Penso - aveva scritto - di recarmi quanto prima nel circondario Empolese Valdelsa, così come in altre realtà della provincia fiorentina, per incontrare sindaci e amministratori locali e affrontare in sinergia le singole problematiche». Ma l’incontro è rimasto in stand-by, anche perché la Prefettura è stata alle prese con un mese di novembre decisamente impegnativo, complici le visite a Firenze di Papa Francesco e del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Ora però che i grandi eventi sono alle spalle, l’attenzione tornerà anche sulle altre questioni. E tra queste c’è anche la “tappa” a Empoli, per incontrare sindaci e forze dell’ordine: «Sarà quello - fanno sapere dalla Prefettura - il luogo ideale per tornare sulla questione e dare delle risposte agli enti e ai cittadini in merito alla situazione». Che nel frattempo, rispetto a tre settimane fa, è degenerata: ormai siamo a oltre quaranta colpi (considerando soltanto quelli raccontati sulle pagine del nostro giornale), in meno di due mesi.

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