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la polemica

Sponsor e materiale “griffato” nel corredo chiesto dalla scuola

A Empoli le maestre distribuiscono la lista del materiale da comprare, con l’indicazione della marca e la pubblicità di un negozio, i genitori protestano: "Principio sbagliato e poi cosa ci guadagna l’istituto?". La dirigente Barbara Zari: "Non lo sapevo e non condivido l’iniziativa. Ne parlerò con le maestre"

EMPOLI. La lista del corredo scolastico è sponsorizzata da un negozio. Non solo. Nell’elenco del materiale da portare a scuola per il proprio figlio c’è anche l’indicazione delle marche di pennarelli e colla da comprare.
I genitori protestano e la preside si arrabbia: «Non ne sapevo nulla. Non ero a conoscenza di questa iniziativa». Succede alla scuola dell’infanzia Peter Pan di via Antiche Mura a Empoli. Dove, come in altri istituti, all’inizio dell’anno scolastico è stata distribuita a tutti i genitori la lista del corredo. «Un sacco con nome cognome ben visibile contenente un cambio invernale e estivo completo (calzini, mutande canottiera, maglietta, pantaloni), tutti con nome e cognome del bambino». E ancora «un sacco con cuscino basso, una copertina, lenzuolino di sopra e di sotto senza angoli e cono gli elastici». E subito sotto, accanto al disegno del lenzuolo, c’è la pubblicità di un negozio che vende abbigliamento e intimo.

Una “sponsorizzazione” definita «fuori luogo» dai genitori, che chiedono «se almeno la scuola trae un vantaggio economico da questa pubblicità. Altrimenti non si capisce proprio perché sono stati inseriti gratuitamente i riferimenti di un’attività in particolare. E tutte le altre del settore cosa dovrebbero dire?».
E poi c’è un altro aspetto che ha attirato le critiche: l’elenco del materiale necessario per la didattica. Ogni bambino che frequenta la scuola dell’infanzia empolese deve essere equipaggiato da «un bavaglio elastico in un astuccio di plastica, due foto tessera, una risma di carta da fotocopie formato A4, un grembiule ampio per la pittura, due rotoli di asciugatutto grandi da cinquecento strappi, un raccoglitore ad anelli con settanta inserti trasparenti».

Ma anche, e qui nasce la polemica, «una scatola da dodici pennarelli a punta grossa e due stick di colla da quaranta grammi», entrambi con l’indicazione della marca.
«Questo è scorretto - spiegano i genitori - perché non tutte le famiglie hanno le stesse possibilità economiche o il tempo di cercare un prodotto di una marca particolare. E poi è anche una questione di principio. Noi dobbiamo garantire che il bambino o la bambina abbiano i loro dodici pennarelli, la marca non conta nulla. E si dà un esempio sbagliato».

Una protesta che ha spiazzato Barbara Zari, dirigente scolastico del primo circolo didattico empolese (che comprende quattro scuole primarie e quattro dell’infanzia, compresa la Peter Pan): «Non ne sapevo assolutamente nulla. Io sono contraria a qualunque tipo di sponsorizzazione. Non abbiamo nessun legame economico con attività commerciali. Sicuramente si è trattata di un’iniziativa delle maestre.

Sono dispiaciuta per l’accaduto e ribadisco che ogni genitore può comprare il materiale del corredo scolastico dove vuole e che la marca non ha nessuna importanza. Parlerò quanto prima con le maestre - conclude la dirigente del circolo didattico - per chiarire la vicenda».
 

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