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Servizi scolastici tra tagli e rincari, i genitori contro il sindaco

A Castelfiorentino hanno scritto una lettera all'amministrazione per i disagi del bus e la chiusura dei centri gioco. La difesa di Falorni

CASTELFIORENTINO. Aumento delle tariffe e taglio dei servizi: la politica di austerity applicata al mondo della scuola fa discutere. Mensa, trasporti, servizi accessori: sono tanti i punti che hanno suscitato polemiche. «L’analisi del costo del servizio scolastico è una nota dolente – afferma Vincenzo Tricarico, consigliere di opposizione (Forza Italia) – e parlo anche come parte in causa, avendo due figli. Bisognerebbe analizzare cosa ha fatto la giunta Falorni in questo primo anno di mandato. Non è intervenuta sull’aumento del costo del prescuola, ha posticipato l’apertura del servizio mensa e, per di più, anche usufruire del pulmino è diventato più caro». I problemi principali possono essere divisi in quattro categorie. Quello che balza agli occhi, più di tutti, è il costo del prescuola – il servizio per cui i genitori possono lasciare i figli alle elementari prima delle 8.30 – triplicato nell’ultimo biennio. «Due anni fa – illustra Tricarico – il costo era di 40 euro a bambino. Negli ultimi giorni della giunta Occhipinti è stato portato a 140. L’attuale amministrazione ha preso la decisione di togliere 5 euro, così che al momento ogni famiglia che ha bisogno del servizio paga 135 euro a bambino».

Disagi anche per pulmino e mensa: «Il trasporto scolastico è passato da 120 a 140 euro, e sembra che la mensa parta il 5 o il 6 di ottobre invece che a settembre». Il disagio legato ai problemi della scuola è sentito anche dai genitori. «Abbiamo inviato una lettera al sindaco e all’amministrazione – spiega Vito Colella, presidente di A.GE. (Associazione Genitori) Castelfiorentino – in cui evidenziavamo alcune criticità per cui le famiglie incontrano difficoltà. Una su tutte, la cosiddetta territorialità che riguarda il trasporto». Infatti, i pulmini percorrono solo alcune tratte, trasportando i bambini che abitano in varie zone del paese solo ad alcune scuole, senza possibilità di portarli in altre. «Chi abita in centro a Castello, così come a Cambiano – chiarisce Colella – non viene trasportato alle scuole di là dal ponte e viceversa. Certamente ai bambini che hanno iniziato il percorso viene garantito il trasporto, ma così facendo si mettono in difficoltà genitori che, per motivi organizzativi o personali decidono di voler mandare anche altri figli alla stessa scuola. Uno viene prelevato dal pulmino e l’altro no. L’unico modo per mandarlo a quella scuola sarebbe portarlo personalmente». Anche lo slittamento della mensa porta difficoltà: «Per i genitori la mensa è anche una risorsa logistica. Usufruire del servizio da ottobre in poi comporta dei costi aggiuntivi: ci sono genitori costretti a prendere ferie per accudire i figli. E dispiace che il motivo del ritardo sia puramente economico».
Un problema ulteriore riguarda la mancata conferma dei servizi di integrazione all’asilo nido Panda, cioè lo Scoiattolo (centro gioco educativo aperto la mattina) e la Giostra (centro bambini e famiglie). «Sui moduli di iscrizione per i bambini questi servizi non sono presenti – conclude Colella – e dovremmo dedurne che da quest’anno non verranno più attuati. La chiusura dei centri rappresenterebbe un altro disagio per le famiglie».

Intervenuto sulla questione, il sindaco Alessio Falorni ha difeso il suo operato: «Siamo obbligati a operare dei tagli e ad aumentare i costi a causa della riduzione dei trasferimenti dei fondi dallo Stato al Comune. Solo sul fondo di solidarietà, per esempio, c’è stata una diminuzione di mezzo milione di euro, che pesano molto sul nostro bilancio». E afferma: «Bisogna essere chiari su alcune questioni. Prendiamo il trasporto scolastico: è vero che noi non usiamo le fasce di reddito Isee, perché il passaggio al nuovo sistema di misurazione è complesso, ma nonostante l’aumento i 140 euro di quota annuale la rendono una delle tariffe più basse del circondario. Castelfiorentino è, in questo senso, un paese virtuoso. Sullo Scoiattolo daremo una comunicazione precisa con il bilancio entro venti giorni, non c’è ancora niente di certo. È comunque possibile che uno dei due centri venga tolto. Non abbiamo preso le iscrizioni perché non sappiamo ancora con certezza che servizio daremo».

Sul resto: «Il problema della territorialità esiste al momento, ma riguarda solo le famiglie con più figli ed è destinato a sparire in pochi anni. Il servizio mensa partirà a inizio ottobre, esattamente come due anni fa e

prima di quattro anni fa. Il prescuola è stato leggermente ridotto rispetto alla passata amministrazione, e comunque non basta a coprire i dodicimila euro di spese del servizio. A fronte di questo, abbiamo ampliato i centri estivi e confermato gratuitamente alcune attività extrascolastiche».

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