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La chiesa è a rischio inagibilità, appello del parroco alle istituzioni

In corso sopralluoghi e conta dei danni provocati dal fulmine che ha colpito il campanile della Vergine a Fucecchio. Don Andrea Cristiani: «C’è bisogno di aiuto per i lavori, la contrada Ferruzza si è già fatta avanti ma non basta»

EMPOLI. Si deciderà nelle prossime ore il destino della chiesa della Vergine della Ferruzza, colpita nel primo pomeriggio di domenica 14 giugno da un fulmine sul campanile. I danni ci sono ma la speranza è che la struttura non venga dichiarata inagibile, anche perché ogni domenica alle 8 qui viene celebrata la messa per una sessantina di fedeli, in un ambiente molto raccolto ma al quale molti fucecchiesi tengono particolarmente.
La chiesa fa parte della parrocchia di San Giovanni Battista alla Collegiata e don Andrea Cristiani si dimostra ottimista: «Dalle informazioni che ho attualmente la chiesa non è stata dichiarata inagibile: ci saranno dei lavori da fare e diversi soldi da spendere; per questo confido che le istituzioni non ci lascino sole, senza considerare che la contrada Ferruzza si è già dichiarata disponibile a darci una mano. Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni, non vogliamo chiudere una chiesa nella quale si erge una delle più belle immagini della Vergine che abbiamo». Venerdì 18 giugno è stato fatto un sopralluogo dai tecnici della parrocchia mentre nel frattempo il sindaco Alessio Spinelli ha firmato un'ordinanza «a tutela della pubblica o privata incolumità con cui si disponga la realizzazione dei lavori idonei al ripristino delle normali condizioni di stabilità e sicurezza dell’immobile».

In poche parole entro sessanta giorni dalla pubblicazione dell'ordinanza dovranno esser svolti i lavori di messa in sicurezza dell'area. Dal primo intervento dei vigili del fuoco emerse che la croce cadde al suolo e che si sono riscontrati danni al supporto delle campane. Alcuni detriti sono caduti su una porzione di tetto laterale ed esterno alla chiesa perforandoli. I vigili hanno provveduto a rimuovere i detriti ed effettuare opere provvisorie di supporto. La chiesa è agibile nonostante tutti i danni riportati e l'accesso laterale, dove è stato perforato il tetto, è stato transennato per motivi di sicurezza. Altre transenne sono state messe a protezione esterna del campanile. L'oratorio fu realizzato nella seconda metà del Quattrocento vicino a un dormitorio risalente al Duecento, fuori dalla Porta Nuova del castello. Prese il nome dalla vicina fonte della Peruzza, fatta costruire da Perizzo o Pieruccio di Nuto e ribattezzata negli anni successivi fonte della Ferruzza. Fu a lungo patronata dal Comune, che ne nominava gli "operai" addetti alla sua cura e abbellimento, finché nel Settecento passò sotto il Capitolo della collegiata di San Giovanni Battista, i cui sacerdoti la officiano tuttora in occasioni speciali. Ha in facciata un aggraziato portico seicentesco

e custodisce all'interno un affresco rappresentante la Madonna e santi di un ignoto pittore fiorentino della metà del Quattrocento, probabilmente un allievo di Andrea del Castagno, uno dei protagonisti della pittura fiorentina nei decenni centrali del quindicesimo secolo.
 

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