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A Empoli scrutini anche in notturna per via dello sciopero

Proclamati due giorni di sciopero ma i giudizi devono essere pubblicati entro il 17 giugno. Tra i presidi c’è chi ha già pronto un calendario no-stop e chi resta alla finestra

EMPOLI. Lo sciopero in vista degli scrutini, convocato da tutte le sigle sindacali contro il ddl ribattezzato dal governo “Buona scuola”, potrebbe far slittare la presentazione dei risultati di una settimana. In sostanza, i giudizi potrebbero essere affissi il 17 giugno prossimo invece che il 13.

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Nelle scuole del circondario qualche istituto si è già organizzato in vista del blocco, ma la maggior parte rimane alla finestra in attesa di capire quale sarà l’impatto. Il blocco degli scrutini è stato convocato per i primi due giorni di calendarizzazione delle operazioni, cioè giovedì e venerdì prossimi. La fine delle lezioni, infatti, è prevista per domani e, salvo alcuni casi in cui gli insegnanti cominceranno fin dal pomeriggio, le valutazioni di fine anno dovrebbero per calendario cominciare da giovedì. Ma il blocco potrebbe farli slittare a sabato. Rimarranno fuori dalla protesta – in base a quanto dispone la legge 146 – gli scrutini delle classi che devono affrontare gli esami, ovvero delle terze medie e delle quinte superiori. La mobilitazione è aperta ai docenti e a tutto il personale della scuola di ogni ordine e grado.

«Ovviamente l’esito di uno sciopero è difficilmente pronosticabile – spiega Grazia Tarani, referente Slc-Cgil di zona – tuttavia posso dire che la protesta nel circondario sta andando avanti da settimane, abbiamo svolto molti incontri con genitori e personale e la sensibilizzazione sul disegno di legge del governo è forte. I lavoratori della scuola sono compatti nel chiedere modifiche ad un disegno di legge che rischia, se approvato così come è, di peggiorare ulteriormente una situazione già resa difficile dai tagli di personale e di fondi degli scorsi anni. La nostra impressione è che l’interesse sia grande e staremo a vedere quale sarà il risultato dello sciopero».

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Sul versante dei dirigenti scolastici, come accennato, i più non hanno per ora preso delle contromisure. «Ci organizzeremo in base alle adesioni che avrà il blocco», commenta il preside dell’istituto Virgilio, Alessandro Marinelli. «Mercoledì (domani, ndc) mattina c’è un’assemblea – dice Daniela Mancini, dirigente del Ferraris-Brunelleschi – vediamo cosa decideranno e poi ci muoveremo».

Ma non manca chi, invece, ha già preparato un piano b. «Per quanto riguarda le quinte tutto rimarrà come previsto – spiega Tommaso Bertelli, preside del Pontormo – mentre per le altre classi, in caso di sciopero, ho organizzato scrutini ad oltranza dal 13 al 16 di giugno che andranno avanti dalle otto della mattina alle undici la sera». Questa è la situazione delle scuole superiori, per le quali la data di inizio dell’esame di stato è già stata fissata per tutti al 17 giugno con la prima prova di italiano. Mentre per le scuole medie c’è molta più eterogeneità dal momento che tocca al dirigente, tenendo conto della prova Invalsi e del termine delle lezioni, fissare la data di inizio dell’esame. Per invalidare lo scrutinio è sufficiente l’assenza di un solo insegnante, dal momento che le operazioni debbano svolgersi alla presenza del consiglio di classe al completo. Le indicazioni dei sindacati, quindi, sono di scioperare la prima ora.
 

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