Quotidiani locali

disagio

Stressati e aggressivi già a 9 anni: «Troppe aspettative, poco gioco»

L’episodio delle botte a scuola è un fatto isolato ma la neuropsichiatra dell'Asl 11 Annalisa Monti lancia un altro allarme: «Le tensioni dei genitori si riflettono sui bambini, colpa di crisi e società super-competitiva»

VINCI. L’episodio del bambino disabile picchiato dai compagni di classe ha una storia (in parte da chiarire) tutta sua. Ma c’è anche un disagio, sempre più precoce, che si manifesta con gesti violenti. Quello che è successo nel comune di Vinci è un fatto isolato che non va utilizzato per nessun tipo di generalizzazione. Anche perché, come ha sottolineato la neuropsichiatra Elide Ceragioli, «per un caso così ce ne sono mille che invece funzionano».

leggi anche:

Il bambino è stato aggredito a una festa di compleanno (foto d'archivio)

Botte al compagno disabile, i bimbi: "La maestra dice di fare così"

Dopo i maltrattamenti a una festa di compleanno, i genitori hanno deciso di ritirarlo dalla scuola nel comune di Vinci. Associazione sul piede di guerra invoca provvedimenti. Il sindaco Giuseppe Torchia: "Brutta storia". La dirigente scolastica sta con le maestre: "Banale litigio tra coetanei. Storia devastante per tutti, i coetanei piangono perché non è più con loro"

La premessa è d’obbligo, per non rischiare di colpevolizzare bambini già traumatizzati dalle conseguenze di quell’episodio, avvenuto a una festa di compleanno, dove un bambino disabile è stato picchiato da un coetaneo e i compagni sono rimasti fermi a guardare. Quando i genitori hanno chiesto il motivo di questo comportamento, i bimbi hanno risposto che «ce l’ha detto la maestra di fare così: quando lui è aggressivo, dobbiamo esserlo anche noi». I genitori dell’alunno “speciale” hanno deciso di non mandarlo più in quella scuola. Ed è scoppiato un caso, con richieste di provvedimenti nei confronti delle maestre e la dirigente che respinge ogni responsabilità, difendendo le “sue” insegnanti.
La vicenda è arrivata anche sul tavolo della dottoressa Annalisa Monti, direttore dell’Uoc Neuropsichiatria infantile dell’Asl empolese. Che coglie l’occasione per lanciare un altro tipo di allarme, sulla base dell’esperienza quotidiana: «L’età in cui si manifestano problemi di aggressività si sta abbassando in maniera preoccupante: certi comportamenti emergono già a 9 anni. Colpa di una società convulsa, delle aspettative eccessive che nutrono i genitori verso i figli, che affrontano giornate troppo piene di impegni e povere di spazi da dedicare al gioco».

Un quadro preoccupante, testimoniato dall’escalation di situazioni complicate: «Alla base di questo fenomeno - spiega Monti - c’è un mix di fattori. A cominciare dal contesto generale, con un numero crescente di famiglie alle prese con difficoltà economiche, che condizionano lo stato d’animo dei genitori: le tensioni si ripercuotono inevitabilmente sui bambini, che perdono serenità». C’è chi è già stressato a 9-10 anni poi per i troppi impegni tra scuola e attività sportive, con gli spazi da dedicare al gioco che sono sempre più ristretti: «Per non parlare - aggiunge la neuropsichiatra infantile - delle eccessive aspettative che si ripongono nei bambini all’interno di una società che sta diventando sempre più competitiva». Una situazione complessa con conseguenze tangibili: «Se prima certi fenomeni di aggressività si manifestavano a partire dai 12-13 anni, ora sempre più spesso, certi problemi emergono anche a 9 o 10 anni».
 

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Empoli Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro