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I sindaci: il Tar ci dà ragione sulle nozze gay

EMPOLI. «La sentenza del Tar del Lazio conferma quella che abbiamo sempre sostenuto e che stata fin da subito la linea delle nostre amministrazioni comunali. Secondo noi, i prefetti non potevano...

EMPOLI. «La sentenza del Tar del Lazio conferma quella che abbiamo sempre sostenuto e che stata fin da subito la linea delle nostre amministrazioni comunali. Secondo noi, i prefetti non potevano annullare le trascrizioni nei registri di stato civile dei matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti all'estero».

Così un intervento congiunto dei sindaci dell'Empolese Valdelsa (Firenze) Brenda Barnini (Empoli), Paolo Masetti (Montelupo Fiorentino), Giacomo Cucini (Certaldo) e Giulio Mangani (Montespertoli), dopo la sentenza del Tar del Lazio che ha dichiarato illegittimi gli annullamenti delle trascrizioni dei matrimoni fra persone dello stesso sesso celebrati all'estero per mano dei commissari ad acta nominati dai prefetti.

«Questa sentenza - concludono - dimostra ancora una volta che serve una legge limpida. Occorre che il legislatore quanto prima faccia chiarezza, per il bene di tutte le istituzioni interessate. Per non creare inutili conflitti».

A rivolgersi al Tar, con tre distinti ricorsi amministrativi, erano stati due delle coppie e il Comune

di Roma Capitale. Tutti chiedevano l’annullamento dei provvedimenti con i quali il prefetto di Roma aveva annullato le trascrizioni dopo la circolare del Ministro dell’interno, Angelino Alfano, del 7 ottobre scorso, con la quale aveva disposto che i prefetti annullassero le trascrizioni.

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