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traghetto dalla grecia

Dimitra e l'incubo vissuto sul traghetto
"Picchiata e trascinata da altri passeggeri"

Il racconto di Theodossiou: "Ho assistito a scene drammatiche, di vero panico". Nelle prossime ore si saprà se potrà esibirsi nel recital in programma a Cerreto Guidi

CERRETO GUIDI. "Ho assistito a scene drammatiche, di vero panico, e per ore e ore non si vedeva la fine dell'incubo, soprattutto quanto è calato il buio e gli elicotteri tardavano a tornare". Il soprano greco Dimitra Theodossiou, che era tra i passeggeri, racconta il dramma vissuto a bordo del traghetto Norman Atlantic .

Dimita era attesa per il 5 gennaio sarebbe a Cerreto Guidi per un recital di beneficenza ma soltanto nelle prossime ore si saprà se sarà confermato.

Dimitra sembra aver raccolto una forza insperata per raccontare le ore trascorse da prigioniera sulla nave avvolta da fumo nero e fiamme. Parla al telefono con voce ferma, mentre da Lecce sta raggiungendo in auto Rimini. Vuole tornare in teatro, dove spera di cantare nel Nabucco, al teatro di Rimini, come prevedeva il calendario dei suoi impegni prima del dannato imbarco.

"E' stato allucinante - ricorda la cantante lirica, ancora provata - perchè i militari portavano prima i bambini, le donne e gli anziani al livello dove potevano salire sull'elicottero, ma c'erano almeno una cinquantina di uomini, soprattutto turchi, iracheni e pachistani, che li picchiavano, tiravano loro i capelli e li buttavano fuori per prendere il loro posto. Anch'io sono stata picchiata e trascinata, hanno tentato di tirarmi giù dalle scale, ma ho reagito con forza. Ho detto: tocca a noi!".

Due i momenti più difficili in cui Dimitra Theodossiou ha avuto più paura: "La prima volta al mattino presto, alle cinque, quando ho visto il fuoco e ho sentito degli scoppi; la seconda volta alle dieci di sera, nel momento in cui ho temuto di non essere salvata. Dalle otto non arrivavano più elicotteri, ed ero tutta ghiacciata. Ma poi, alla fine, ci hanno portato via e ci hanno ricoverato all'ospedale di Scorrano".

Nel nosocomio leccese, Dimitra ha trascorso la notte della salvezza ed è stata sottoposta a dei controlli prima di essere dimessa in mattinata e poter raggiungere la casa di amici.

"Io che mi raffreddo subito alla prima corrente d'aria, sono riuscita a sopravvivere senza troppe conseguenze a una lotta di 18 ore contro il gelo e il freddo pungente", scherza ora il soprano greco che aggiunge: "E' la forza inaspettata che esce fuori in momenti come questo!". La cantante, aveva raccontato ieri il suo collaboratore Augusto Lombardini nelle ore di apprensione per la sua sorte, prendeva raramente il traghetto, quella era la seconda volta, ma aveva deciso di utilizzare la nave per portare auto e bagagli per le date in Italia. "Ora è finito l'incubo, sto andando a Rimini, intendo mantenere i miei impegni se sarà possibile. Ci devo provare. Domani sarò in teatro", racconta ancora Dimitra. La recita del Nabucco è in programma per il primo e il tre gennaio, ma ora il soprano dovrà verificare con le prove se davvero, come pensa e spera, le ore passate al freddo sul ponte del Norman Atlantic non hanno avuto conseguenze sulla sua voce.

Traghetto in fiamme, la soprano Theodossiou: "Ho visto uomini picchiare le donne per salvarsi" Traghetto in fiamme, la soprano Theodossiou: "Ho visto uomini picchiare le donne per salvarsi"
A bordo del traghetto in fiamme c'era anche il soprano greco Dimitra Theodossiou, attesa in Italia per una tournée. E' stata portata all'ospedale di Lecce, per un principio di ipotermia e poi dimessa. E' stata salvata grazie a un elicottero dell'esercito italiano e questo è il suo raccontodi Laura Montanari

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