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«Io, preso in giro e provocato: ecco perché ho picchiato Campigli»

Giancarlo Cecchi, dopo aver aggredito il presidente della casa del popolo racconta la sua verità sulla battaglia contro il circolo di Ponte a Elsa e l’Arci

EMPOLI. «L’ho picchiato perché mi ha provocato. Il collegio dei garanti mi prende in giro da un anno e mezzo, e io pretendo rispetto. Per ogni episodio che mi viene contestato ho testimoni dalla mia parte. Non sono un delinquente». Giancarlo Cecchi, 52 anni, ha aggredito il presidente del circolo “Ristori” di Ponte a Elsa, Rossano Campigli, 61 anni, finito al pronto soccorso con una prognosi di trenta giorni. Ma anche a freddo non mostra alcun segno di pentimento, è comunque convinto che sia stato giusto farsi giustizia in quel modo, con calci e pugni, nel cuore di via Nazionale, in pieno giorno. Anzi. Convoca i giornalisti e racconta la sua verità. Quella che lui definisce «un’ingiustizia che mi ha portato all’esaurimento nervoso». Cecchi, che è socio Arci (dopo l’allontanamento dalla casa del popolo di Ponte a Elsa ha sottoscritto la tessera in un altro circolo della zona), si definisce «una persona seria e perbene, che finora non era mai stato denunciato ma che si ribella di fronte alle ingiustizie e si prende le sue responsabilità».

«I miei guai – sostiene – sono iniziati con Campigli presidente». Che però è stato eletto nel 2013, quando Cecchi aveva già avuto problemi di comportamento con alcuni soci: «Ma avevo sempre ragione e ci sono testimoni pronti a confermarlo, il mio avvocato Alessandro Fioravanti ha tutta la documentazione. E comunque non mi era stato mai contestato nulla dal consiglio precedente. Poi il 14 luglio 2013 l’episodio che fa scattare la diffida, il provvedimento con il quale i vertici vietano all’ex commerciante di auto l’ingresso nella casa del popolo di Ponte a Elsa: «C’era un gruppo di ragazzi che aveva l’abitudine di fare manovre azzardate davanti al circolo. In quell’occasione un mio amico ne redarguì uno. Io lo invitai a lasciar perdere: “Se non gli dicono niente loro, perché vuoi farlo tu?” gli dissi indicando un consigliere. Che mi rispose offendendomi. A quel punto reagii e lo presi per il collo. Smisi di frequentare il circolo e dopo un mese mi arrivò la lettera con la quale mi vietavano l’ingresso alla casa del popolo». Cecchi non ci sta. Si rivolge all’avvocato e presenta ricorso al collegio dei garanti: «Ma non mi rispondono. Io mi rivolgo anche all’Arci, ma non si muove niente: anzi, mi dicono “di lasciar perdere tanto posso frequentare altri circoli”. Nel frattempo cambia anche il presidente del collegio, lo contatto e mi dice che è all’oscuro di tutto». Poi, sempre secondo il racconto di Cecchi, i garanti gli chiedono di presentare entro il 15 settembre 2014 una specie di memoriale difensivo, «comprensivo di tutte le testimonianze. Dopo alcuni giorni non vedo alcuna risposta e non mi convocano. Poi mi mandano un altro documento dove ribadiscono il divieto di entrare al circolo. In pratica decidono senza ascoltarmi».

E poi arriva il fattaccio. È il pomeriggio del 1º ottobre: «Ero davanti al bar. Passa Campigli e io lo guardo. Lui mi dice “cosa vuoi?”. A quel punto l’ho aggredito».

Dunque, nessun passo indietro. Stasera al circolo ci sarà un’assemblea straordinaria dei soci , ma il 52enne di Ponte a Elsa va avanti per la sua strada: «Devono ascoltarmi, sono pronto a un confronto, voglio che sentano anche i testimoni di quell’episodio del 14 luglio 2013. E l’Arci dovrebbe tutelare anche me, non soltanto la casa del popolo, perché io sono un socio».

Stasera (lunedì 6 ottobre) alle ore 21.30 al circolo Arci “Ristori” di via Livornese a Ponte a Elsa, si terrà l’assemblea straordinaria dei soci dedicata proprio all’episodio dell’aggressione subita dal presidente Rossano Campigli. Che sarà presente e parlerà per la prima volta della vicenda: finora ha preferito non rilasciare dichiarazioni, proprio in vista dell’appuntamento di stasera. All’incontro parteciperanno anche presidenti di altri circoli, i vertici dell’Arci dell’Empolese Valdelsa – guidati dalla presidente Chiara Salvadori – e i rappresentanti

di altre associazioni con l’obiettivo di valutare misure comuni ma anche ulteriori provvedimenti dell’Arci dell’Empolese Valdelsa, per fare in modo che quanto accaduto resti un episodio isolato. Invitati anche i sindaci di Empoli, Brenda Barnini e di San Miniato, Vittorio Gabbanini.

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