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CRISI, IO TI SFIDO»STORIE DI CORAGGIO E IMPRENDITORIA

LIMITE SULL’ARNO. Punta sul made in Italy del vino. Non quello della grande distribuzione, bensì su etichette che ha ricercato con scrupolo per tutta la Penisola. Un prodotto principalmente di...

LIMITE SULL’ARNO. Punta sul made in Italy del vino. Non quello della grande distribuzione, bensì su etichette che ha ricercato con scrupolo per tutta la Penisola. Un prodotto principalmente di qualità, di aziende italiane storiche ma anche poco conosciute. «Un vino dal vero stile italiano – lo definisce Vincenzo Dell’Accio, empolese di 34 anni che ha aperto da poche settimane la sua enoteca a Limite, in via Dante 87 – che per me significa legato alla storia di un territorio, alle tradizioni, un vino fatto con sapienza, con cultura dei materiali e della natura. Penso che dietro ad un ottimo vino ci sia sempre un ottimo produttore».

Vincenzo, sommelier, si divide tra un impiego ai operaio e la passione per il vino. Da qualche anno ha lanciato sul web un sito di successo, www.attoadivenire.com, dove vende online le circa 40 etichette rigorosamente italiane che colleziona. «Dopo che questa attività è andata bene – spiega – ho deciso di fare un passo avanti e aprire anche una enoteca. Lo faccio in un territorio come l’Empolese Valdelsa in cui ancora la mia attività è poco conosciuta e dove vorrei promuovere una certa cultura del vino».

Atto a divenire è anche il nome della sua enoteca, ispirato alla denominazione che un vino ha quando ancora non è stato registrato. Racchiude il senso dell’attesa e delle cure che sono necessarie per fare in modo che possa esprimere al meglio tutte le sue potenzialità. «Ricerco per tutta Italia vini veri, buoni, vado di persona nelle aziende e parlo coi produttori – spiega Vincenzo – mi faccio raccontare cosa c’è dietro la produzione di ogni vino, prima del prodotto mi interessano le storie e le persone che ci sono alle spalle».

Punta sulla qualità e all’interno della sua attività ha riprodotto non a caso una frase del famoso enologo Luigi Veronelli: «Col rifiuto dei vini cattivi, sofisticati, con la ricerca di quelli veri, quindi anche buoni, facciamo onesta contestazione». Vincenzo lo spiega chiaramente. «Per apprezzare un vino non è sufficiente berlo, occorre degustarlo, conoscere le aziende e i luoghi dove le uve sono state coltivate. Parlare con i produttori, scoprire le loro idee, la passione e anche le fatiche che hanno portato quel vino a nascere e che quel vino sempre esprime. Io punto a dare al cliente un prodotto meno commerciale e più di qualità. Oggi la crisi si combatte a mio avviso così».

Vincenzo ha costruito la sua enoteca in maniera curiosa, usando materiali di recupero per realizzare praticamente tutto, dai ripiani dove tiene le bottiglie al bancone. Coi fondi delle casse di vino ha costruito persino una porta. «Ho fatto tutto da solo – spiega –e grazie anche ai tanti colori diversi delle etichette che espongo sono riuscito a creare un ambiente elegante, colorato e curioso». Qui si può acquistare un toscano Montevertine, un Valentini oppure un Barbacarlo dell’Oltrepò pavese o un Barolo Rinaldi. Ci sono anche i distillati del vicentino Vittorio Capovilla, Vincenzo espone anche un rum agricolo riconosciuto come il più buono al mondo.

Prodotti introvabili nei supermercati. Una bottiglia qui non supera gli 80 euro, la qualità insomma è anche accessibile. L’enoteca è aperta dal martedì al venerdì dalle 18 alle 20, il sabato dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 20. Il numero di telefono è 3201414283.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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