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Interviene il Colle e il sindaco di Certaldo cambia i manifesti

Via la scritta dell’Alto Patronato dal poster di Boccaccio. La Provincia: «È sfruttamento». Polis: «No, questa è arte»

CERTALDO. «Caro sindaco, togli i manifesti. O almeno cancella la scritta “sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica». Il prefetto Varratta ha telefonato ieri pomeriggio ad Andrea Campinoti su specifica richiesta del Quirinale. All’entourage di Napolitano non è piaciuto l’accostamento con quelle quattro ragazze seminude nei manifesti per la promozione degli eventi per il settimo centenario di Giovanni Boccaccio: «Non può essere consentito – fanno sapere da Roma – che la massima adesione presidenziale sia associata ad un’immagine suscettibile di urtare la sensibilità di cittadini e cittadine». E il sindaco di Certaldo ha obbedito, assicurando che la scritta sarà rimossa dai manifesti affissi nelle maggiori città toscane. Capitolo chiuso? No. Perché la Provincia di Firenze alza il tiro: «Il corpo delle donne – tuona la presidente della commissione pari opportunità Loretta Lazzeri – non può essere preso a pretesto per iniziative di promozione, qualsiasi esse siano. Dispiace che per celebrare un’iniziativa di carattere culturale si sia fatto ricorso all'ennesimo sfruttamento dell'immagine della donna. Noi facciamo tante iniziative contro la violenza, ma anche per combattere certi stereotipi e poi ci ritroviamo di fronte a manifesti di questo genere e non possiamo accettarlo. Manifesti, cartoline e poster che mostrano immagini di ragazze più o meno nude devono essere».

Parola dell’ente che ha concesso il patrocinio alle celebrazioni: «Come sempre avviene in questi casi, gli organizzatori avevano presentato un calendario di massima e il livello culturale degli appuntamenti non si discute. Ma questi manifesti vanno tolti».

Critiche respinte dall'associazione Polis, che gestisce il Centro giovani I Macelli di Certaldo creatore del concept "Boccaccesco 700 - arte urbana", che ha prodotto le immagini finite sui manifesti nelle città toscane: «Le immagini - spiega Emilio Pampaloni

- non sono pubblicità, ma delle opere d'arte che sono esposte sui muri delle strade. "Boccaccesco 700 - arte urbana" non promuove alcunché, è esso stesso un evento culturale. Sulla lotta contro l'abuso della immagine femminile in ambito pubblicitario siamo pienamente d'accordo anche noi».

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