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Riapre il campanile grazie all’aiuto dei parrocchiani

Cena e lotteria per finanziare i lavori all pieve di S. Leonardo Don Donato: «Speriamo di essere pronti a settembre»

CERRETO GUIDI. Un intero paese unito per vedere finalmente ultimati i lavori alla torre campanaria della pieve di San Leonardo, ma anche per dare un sostegno concreto all’Associazione italiana ricerca sul cancro. La cena organizzata domenica sera al circolo Arci Luigi Rossetti dal consiglio stesso del circolo in collaborazione con il comitato di Suoni nella Notte, l’associazione Amici della Villa, i commercianti, le contrade e diverse altre associazioni di Cerreto Guidi, è stata un successo. Oltre 250 le persone che hanno aderito, ma se ne poteva contare ancora una cinquantina dietro le quinte, intente ad un’attenta preparazione. «Abbiamo già le cifre in mano – ha sottolineato Renato Picchi, factotum dell’evento a cui ha partecipato anche il sindaco Carlo Tempesti – per cui possiamo annunciare che per la cena di questa sera devolveremo 460 euro all’Airc e 2.000 euro a don Donato per la riapertura del campanile. A questi ultimi dobbiamo aggiungere ancora 700 euro frutto della lotteria organizzata dai commercianti». Soddisfatto della riuscita della serata anche l’arciprete don Donato Agostinelli, accompagnato dall’architetto Gabriele Nannetti, coordinatore della tutela paesaggistica per la Soprintendenza dei beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Firenze, Pistoia e Prato. «È sicuramente un buon risultato – hanno concordato il parroco e l’architetto – soprattutto perché si tratta di un obiettivo raggiunto in un’unica serata. Perché la torre campanaria sia fruibile al pubblico servono infatti dai 10 ai 15mila euro, mentre per tutte le rifiniture complete il conto sale a 50mila euro.«I lavori, iniziati oltre dieci anni fa grazie a fondi statali e poi a lungo sospesi, sono costati finora 200mila euro comprendendo anche una scala in alluminio, completamente in sicurezza, che attraversa i sei livelli per giungere alla sommità. L’obiettivo principale era il consolidamento della struttura, ma ben presto il panorama di cui si gode dall’alto della torre ha stregato i responsabili. «Adesso il progetto – spiega don Donato Agostinelli – condiviso anche dalla Soprintendenza, è quello di inserire la torre campanaria in un contesto museale e quindi di esporvi

tutti i drappi del Palio del Cerro che i pittori hanno donato alla chiesa. «Di questo passo - ha concluso don Donato - speriamo di poter aprire il campanile a settembre, in occasione della visita del nostro vescovo Monsignor Fausto Tardelli».

Sara Bruni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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