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Massacrò carabiniere a un posto di blocco, ergastolo

E' la sentenza del tribunale di Grosseto per Matteo Gorelli. Il pm aveva chiesto 20 anni

Ergastolo per Matteo Gorelli, il giovane di Cerreto Guidi - 21 anni il prossimo 4 gennaio - accusato dell’omicidio del carabiniere Antonio Santarelli e del tentato omicidio del collega Domenico Marino (25 aprile 2011, al ritorno da un rave in provincia di Grosseto). Il gip Marco Bilisari ha pronunciato la sentenza (rito abbreviato) alle 21, dopo un’udienza lunga quasi 7 ore. Non lo voleva il pm, l’ergastolo (aveva chiesto 20 anni). Non lo voleva nemmeno la parte civile. Una sorpresa. «Da togliere il fiato - dice Claudia Francardi, la vedova Santarelli - Sono sconvolta, non riesco a parlare». Piangono i genitori di Matteo, Irene e Francois, mentre due carabinieri scortano il giudice fuori dell’aula, e mentre Claudia cerca di avvicinare Irene.
«Si è giocato tutto sulle attenuanti generiche - dicono i difensori di Matteo, Luca Tafi e Francesco Paolo Giambrone - Il giudice non le ha concesse e dunque si è passati dai 20 anni all’ergastolo: per noi c’erano tutti i presupposti per la concessione. La sentenza ha stupito: leggeremo le motivazioni poi faremo appello».
Oltre alle pene accessorie come la sospensione della patente, Gorelli è stato condannato a versare oltre 1 milione

di provvisionale: 300 mila al figlio di Santarelli, Niccolò; 200 alla madre dell’appuntato, Maria Restauri, 100 al fratello Gianluca e 100 alla sorella Ida; 260 mila al ministero della difesa; 2.000 euro all’associazione Vittime del dovere. Al resto penserà il giudice civile.
 

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