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Castello Civico Zero: il Comune trascura il centro storico alto

L’associazione chiede interventi concreti contro il degrado Al suo fianco Italia Nostra: «Tante parole, pochi fatti»

CASTELFIORENTINO. Riqualificazione del centro storico, tutela del patrimonio naturale e trasparenza nelle decisioni di interesse pubblico: sono questi i tre temi scottanti di cui si fa portavoce l'associazione Castello Civico Zero, nata a dicembre dello scorso anno dalla ex Associazione per Castello Alto. In occasione dell’avvio di una discussione pubblica relativa al centro storico alto, che ha però coinciso con l'inizio dei lavori di riqualificazione di piazza Gramsci, uno dei cuori pulsanti del centro storico basso e quindi della parte commerciale, l’associazione è tornata a chiedere al Comune risposte chiare e interventi reali sullo stato di degrado della parte alta del paese, che ormai da anni è argomento di discussione, ma su cui finora ben pochi sono stati gli interventi effettivamente realizzati.

«Lungi da noi il voler criticare a prescindere le scelte dell’amministrazione - afferma il portavoce Giovanni Rubattu - al contrario la nostra volontà è quella di contribuire fattivamente, ma a patto che ci sia un'inversione di tendenza, ovvero che i progetti diventino realtà e che gli investimenti non vadano nella direzione di sempre, volti solo a valorizzare il centro storico basso. Esempio lampante sono i lavori di riqualificazione di piazza Gramsci, che non rappresentavano certo un’emergenza ma che sono già partiti con il primo lotto, che avrà una spesa di 739mila euro, ed al quale seguiranno altri due lotti, per un totale di oltre 1milione e 800mila euro. Al contrario per il centro storico alto, che vive nel più totale degrado, ci sono state, è vero, due assemblee dalle quali sono emerse interessanti proposte, ma la nostra paura è quella di vedere un film già visto: ovvero proposte e progetti che restano tali. Il degrado di oggi è frutto di 40 anni di disinteresse e adesso chiediamo che nell'arco di 4/5 anni si riesca a dare un nuovo volto al centro storico alto».

«A questo si aggiunga l'abbattimento di 120 piante nell'ultimo anno - prosegue Fabrizio Bastianoni, altro esponente dell'associazione - azione per la quale l'amministrazione non ha dato né preventiva comunicazione ai cittadini né ha informato su quelli che saranno i piani futuri, se saranno piantati nuovi alberi».

«Ad esempio a Firenze - commenta Elena Romoli, coordinatrice toscana del Gruppo d'Intervento giuridico ambientale - è passata un'ordinanza per la quale il Comune, ogni volta che decida di intervenire con l'abbattimento delle piante, deve darne comunicazione preventiva ai cittadini almeno un mese prima».

A dar man forte alle richieste dell'associazione, anche Italia Nostra Nazionale, associazione ambientalista tra le più longeve a livello italiano la quale, come spiega la rappresentante Maria Rita Signorini «già nel 2006 aveva sollevato il problema del degrado del centro storico di Castelfiorentino, e nel 2007 aveva di nuovo sottolineato come l'amministrazione non avesse ancora dato risposta alle mille domande poste. C'è

bisogno di correre ai ripari per rivalorizzare la zona della Pieve e dell'intero centro. A questo si aggiunga la decisione di spostare gli affreschi di Benozzo Gozzoli nella parte bassa, quando invece il loro posto sarebbe stato nel cuore di Castelfiorentino».

Camilla Trillò

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