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Scuolabus fermi ai box mille bambini a piedi

A Vinci e Cerreto veicoli senza il contrassegno originale dell’assicurazione Gli autisti si sono rifiutati di partire, le famiglie sul piede di guerra

VINCI. «Ho aspettato il pulmino insieme a mio figlio, agli altri genitori e ai loro bambini. Sono passati cinque minuti, poi dieci, quindici... Ma non è arrivato. Ho pagato per un servizio che non mi è stato fornito e senza una spiegazione». Un racconto identico a quello di altre centinaia di genitori. Perché ieri mattina buona parte degli scuolabus della ditta Falaschi di Pontedera, non sono partiti dalla base di Bassa. E un migliaio di bambini e ragazzi delle scuole materne, elementari e medie di Vinci e Cerreto Guidi (insieme ad altri 400 di Tavarnelle e Barberino), sono rimasti a piedi. Per scelta degli autisti: «Avevo in mano – racconta uno di loro – le fotocopie del contrassegno dell’assicurazione, ma non l’originale. L’azienda non me l’ha fornito e io non mi potevo assumere la responsabilità di far salire 15-20 bambini e andare in giro senza avere la certezza della copertura assicurativa. E se mi fermavano a un posto di blocco magari mi facevano pure la multa. Abbiamo tutelato noi e i bambini».

Zero comunicazione. Ognuno ha le sue ragioni ed è pronto a farle valere all’interno di un contesto molto delicato. L’azienda ha subito dimostrato che le polizze erano regolarmente pagate, ma era riuscita a consegnare al deposito soltanto una parte dei tagliandi, mentre gli altri li aveva trasmessi via fax. I 25 autisti che garantiscono il servizio oltre a Vinci e Cerreto, anche a Montelupo Fiorentino e Capraia e Limite, dal canto loro non riscuotono da mesi e sono inevitabilmente ai ferri corti con la ditta. Per ora a rimetterci sono state le centinaia di famiglie che ieri si sono ritrovate alle prese con disagi non indifferenti. Perché il servizio è stato ripristinato già nella tarda mattinata, con i pulmini che erano ad attendere i bambini all’uscita dalle scuole. Dove però c’erano anche tanti genitori, che alla luce del problema mattutino hanno preferito recarsi personalmente a riprendere i propri figli.

Comuni in tilt. In poche ore i centralini e gli uffici scuola di Cerreto e Vinci sono stati letteralmente presi d’assalto da genitori infuriati, molti dei quali si sono rivolti anche alla nostra redazione per esprimere tutto il loro disappunto. Gli enti si sono subito messi in moto per cercare di far luce sulla vicenda. Si sono assicurati che effettivamente i mezzi fossero coperti dall’assicurazione, in modo da ripristinare il servizio. Ma l’episodio, anche per le sue proporzione, avrà inevitabilmente degli strascichi.

L’ira e la multa. «Ciò che è successo è troppo grave per non avere conseguenze» sbotta Dario Parrini, sindaco di Vinci, dove hanno viaggiato appena 2 scuolabus su 7, con almeno 400 ragazzi rimasti a piedi. «Stiamo valutando attentamente ciò che prevede il contratto, ma sicuramente l’azienda sarà sanzionata. Conosciamo bene le difficoltà economiche dell’azienda e in questi mesi abbiamo fatto tutto il possibile per effettuare i pagamenti anche in anticipo rispetto ai 60 giorni pattuiti. Non voglio entrare nel merito delle responsabilità, ma di fatto si è trattato di un’interruzione di un servizio pubblico. E l’azienda ne dovrà rispondere. Comunque le assicurazioni erano state effettivamente pagate il 7 settembre».

Sotto controllo. Anche il sindaco di Cerreto Guidi, Carlo Tempesti, ha vissuto una mattinata d’inferno, alle prese con la rabbia dei genitori degli oltre 300 bambini che usufruiscono del trasporto scolastico: «Nel giro di un paio d’ore siamo riusciti a verificare, attraverso la polizia municipale, che gli scuolabus erano assicurati. E quindi il servizio è potuto ripartire. Continueremo a monitorare la situazione, anche sul piano delle problematiche aziendale: da questo punto di vista è anche in programma un incontro in Provincia per mercoledì».

L’azienda. Intanto la Falaschi di Pontedera si difende: «Tutti i nostri 600 mezzi sparsi in Italia sono regolarmente assicurati: non mandiamo certo allo sbaraglio gli autisti e migliaia di bambini. Il nostro assicuratore – spiega Elena Mutinelli dalla sede pontederese – ha sottoscritto una dichiarazione rafforzativa, inviata in mattinata ai dipendenti, dove

spiega che le polizze sono state regolarmente pagate e che le fotocopie saranno sostituite dai contrassegni originali, che mi porterà già stamani (ieri, ndr). Nel frattempo valuteremo eventuali provvedimenti nei confronti degli autisti che non sono partiti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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