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Pedofilia, inchiesta choc a Empoli

Perquisite la vecchia casa di un parroco e quella di un ragazzo che l’avrebbe accusato di molestie

EMPOLI. Un risveglio con choc. Una realtà molto cara agli empolesi, la Madonnina del Grappa, è al centro di un’inchiesta della magistratura fiorentina per un presunto caso di pedofilia. E il cuore della vicenda descritta è a Empoli, alla parrocchia di San Giovanni Evangelista.

Al centro dell’inchiesta ci sarebbe un cappellano, don Daniele Rialti, 60 anni, viceparroco per 17 anni in via Masini che ha lasciato Empoli tre anni fa per andare in una parrocchia di Scandicci. Poche le indiscrezioni che trapelano dalla procura di Firenze sull’inchiesta: don Rialti, che è anche giudice del tribunale ecclesiastico diocesano e appartenente alla comunità dei neocatecumenali, sarebbe indagato per atti sessuali con minori.

Naturalmente, al momento si tratta di gravi accuse, tutte da provare. Il presunto caso sarebbe stato scoperto dalla procura fiorentina indagando sull’attentato subito il 4 novembre 2011 dall’arcivescovo Giuseppe Betori di fronte alla Curia, in piazza Duomo a Firenze. A rimanere ferito da un colpo di pistola fu il suo segretario, don Paolo Brogi di Castelfiorentino.

I due episodi non sarebbero collegati tra loro ma gli accertamenti eseguiti dalla polizia avrebbero fatto emergere il caso di presunta pedofilia. Casidi abusi che sarebbero avvenuti dai tre ai cinque anni fa. Secondo poi quanto riportato dal settimanale Panorama, sarebbe stato «un gruppo di fedeli della parrocchia empolese ad accusare il sacerdote di molestare i ragazzi». E anche il parroco don Paolo Cioni (quello precedente all’attuale e ora in servizio a Calenzano), come scrive il settimanale, «avrebbe denunciato all’arcivescovo questi comportamenti nei confronti di un gruppo di minorenni stranieri ospitati nel dormitorio della Madonnina del Grappa accanto alla parrocchia. Denuncia a suo dire avvalorata da una lettera inviata a Betori da alcuni genitori e catechisti della parrocchia». «Altre confidenze di un minorenne assistito dall’Opera Madonnina del Grappa sarebbero state raccolte da un assistente sociale». E la procura di Firenze avrebbe già ascoltato anche Betori a riguardo.

E ieri, in una nota, la Curia ha spiegato che «all’arcivescovo non sono emersi specifici fatti ascrivibili ad abusi in materiale sessuale nei confronti di minori». L’arcivescovo, prosegue la nota, «di fronte a notizie consistenti in giudizi generici raccolti per sentito dire ha cercato verifica dell’esistenza di fatti specifici rispondenti a tali voci. L’azione per giungere al giudizio di verosimiglianza è stata condotta ascoltando più persone che potevano essere informate su eventuali fatti e sentendo lo stesso accusato». Proprio questo «non ha permesso l’avvio di un’indagine».

Ieri mattina sono state eseguite alcune perquisizioni tra Scandicci ed Empoli. La polizia di Firenze è andata all’abitazione di don Rialti a Scandicci, alla parrocchia di San Bartolomeo in Tuto.

Avrebbe poi controllato anche l’appartamento dove viveva il sacerdote a Empoli, nel complesso tra via Masini e via Puccini. Sarebbero stati acquisiti materiali informatici dai quali gli investigatori pensano di poter risalire ai nomi di persone da ascoltare come testimoni.Sarebbe stata poi perquisita anche l’abitazione

di un giovane di origine albanese di 20 anni che vive e lavora a Empoli, ora maggiorenne ma minorenne all’epoca dei fatti, che poi è stato sentito a lungo in questura dagli investigatori. Il giovane, che non è indagato, sarebbe uno tra i giovani che avrebbe raccontato episodi di molestie.

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