Boom di allergie tra i bimbi a pollini farmaci e alimenti

Le cause principali: l’aria che respiriamo e lo stile di vita A Empoli un centro di prevenzione e cura all’avanguardia

    di Francesco Turchi

    EMPOLI

    Un bambino su sei soffre di asma bronchiale. Uno su dieci è allergico ai farmaci, uno su venti sviluppa intolleranze alimentari (la percentuale raddoppia nei primi quattro anni di vita), a cominciare da latte e uovo. E uno su tre soffre di oculorinite. «L’allergia è la nuova epidemia – sottolinea Roberto Bernardini, direttore dell’unità operativa complessa di pediatria all’ospedale di Empoli – tanto che nei prossimi anni il 50% della popolazione sarà allergica. Il boom nell’Empolese Valdelsa c’è, anche se non ci sono dati recenti a livello locale. E molto dipende dall’aria che respiriamo e dagli stili di vita. In questo quadro diventa fondamentale la prevenzione».

    I segnali. Con l’arrivo della primavera bambini e ragazzi (si parla della fascia di età compresa tra zero e quindici anni), presentano i classici sintomi allergici a livello degli occhi (prurito, arrossamento e lacrimazione), del naso (naso che gocciola, prurito, starnuti), delle vie respiratorie (tosse, soprattutto “secca”, difficoltà a respirare e sibili udibili anche senza il fonendoscopio).

    Come muoversi. Al San Giuseppe c’è un centro specializzato nella cura delle allergia, secondo – come volumi e tipi di prestazione – a livello regionale soltanto al Meyer di Firenze. I genitori dei bambini con sospetta allergia, che sia respiratoria, alimentare o a farmaci, possono rivolgersi (attraverso il Cup), all’unità operativa complessa di pediatria: l’equipe diretta da Bernardini, che si avvale della collaborazione di quattro medici, eseguirà indagini specifiche e fornirà indicazioni di profilassi e trattamento adeguate. Ma è comunque consigliabile rivolgersi prima al pediatra di famiglia. Sarà lui, eventualmente, a indirizzare la famiglia al San Giuseppe.

    Chi è. «Bernardini – sottolinea Leonello Guidi, direttore della rete specialistica dell’Asl 11 – che è anche coordinatore regionale della società italiana di immunologia ed allergologia pediatrica (Siaip), prima di arrivare al San Giuseppe ha acquisito un bagaglio importante di conoscenza ed esperienza al Meyer. Grazie al lavoro suo e dell’équipe abbiamo un centro di riferimento a livello regionale».

    Prevenzione. Bernardini sottolinea quanto sia fondamentale intervenire in tempo: «Individuare le allergie nei primi anni di vita, fa guadagnare tempo e risorse, oltre a evitare complicazione nell’età adulta: in futuro quel bambino farà risparmiare soldi alla sanità, tempo alla sua famiglia e non dovrà sottrarre ore alla scuola o al lavoro».

    I rimedi. «La prevenzione deve partire dai soggetti più a rischio – spiega Bernardini – cioè coloro che hanno un genitore o un fratello che sono allergici». E cosa si può fare? «Promuovere l’allattamento al seno fino a sei mesi. In assenza di latte materno, si può utilizzare il latte idrolisato, dove le proteine a differenza di quello naturale, sono fatte a “pezzettini” e quindi meno allergeniche». Ma al di là di questo, contribuiscono a tenere alla larga le allergie anche la lontananza dal fumo passivo e uno stile di vita “normale”.

    I numeri. Nel 2011 sono state eseguite circa diecimila visite, di cui il 40% su soggetti allergici (provenienti anche da altre zone della Toscana e da fuori regione), con 1.800 test cutanei e 400 tra spirometrie e Rint (Misurazione della resistenza del sistema respiratorio con la tecnica dell’interruzione).

    Gli strumenti. Meyer escluso, nel resto della regione solo a Empoli viene praticata la tecnica di desensibilizzazione: consiste nel somministrare a piccole dosi la sostanza che ha provocato l’anafilassi (reazione allergica che può portare al collasso, molto più grave dei sintomi tradizionali: gastrointestinali, cutanei e respiratori). Ma in generale, grazie alle tecnologie dell’ambulatorio empolese, i medici sono in grado di “isolare” la sostanza che provoca allergia: «Possiamo cucire la terapia a misura di paziente. È come il caso del glutine: il soggetto allergico, mangia prodotti privi di questa sostanza. La stessa operazione può essere fatta con altri alimenti, come il latte per esempio, isolando le proteine dannose, o con le graminacee».

    Polline. I sintomi di oculorinite e asma sono dovuti ai “pollini”, cioè granuli pollinici diffusi nell'aria. La periodicità è distinta in tre fasi: una precoce (prima della primavera) nella quale i pollini derivano da piante arboree (come il cipresso); una primaverile o primaverile-estiva nella quale i pollini derivano dalle graminacee, urticaceae e oleaceae; una estiva-autunnale ove i pollini derivano principalmente dalle asteracee. I soggetti, nei quali si sospetta la presenza di una allergia ai pollini, devono essere curati al momento della fase acuta con farmaci (antistaminici, steroidei, broncodilatatori), ma devono poi rivolgersi allo specialista.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    02 marzo 2012

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