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PERSONAGGI/1

Busoni, un antifascista ignorato

Organizzò la fuga di Rosselli, Lussu e Nitti dall’isola di Lipari

EMPOLI

«Sbarcammo l’11 marzo 1927 a Lipari, svuotati e barcollanti ma soddisfatti di esservi giunti. Incatenati per le manette, trascinando valigie e ogni altra sorta di nostro bagaglio, dovevamo sembrare una piccola mandria agli occhi dei confinati già nel luogo e di quanti altri, da distanza, essendo proibito avvicinarsi, seguivano con lo sguardo lo spettacolo anche se da alcuni mesi divenuto abitudinario».

L’autore della narrazione è un empolese oggi – purtroppo - quasi dimenticato, Jaures Busoni, confinato a Lipari, quell’isola da cui erano fuggiti Rosselli, Lussu e Nitti, quell’isola che lo stesso Mussolini aveva scelto come sede di confino, convinto – a torto evidentemente - che un bel braccio di tempestoso mare fosse efficace nello scoraggiare le evasioni. A preparare la loro fuga era stato proprio l’empolese Busoni al suo ritorno a Firenze in libertà vigilata.

Jaures era nato a Empoli il 25 novembre del 1901, all’età di 18 anni ricopriva già l’incarico di segretario della federazione giovanile socialista toscana e dirigeva il settimanale empolese “Vita Nuova”. Il 1921 sarà un anno cruciale per Busoni; prima la scissione di Livorno che vedrà uscire dal partito l’ala massimalista, contemporaneamente i “fatti di Empoli”, e l’arresto, insieme al padre, da parte delle autorità di pubblica sicurezza.

Il padre del giovane Jaures

era Raffaello Busoni, uno dei massimi dirigenti del partito socialista locale, fondatore della camera del lavoro di Empoli. Jaures fu scarcerato dopo tre anni e mezzo e dopo un processo conclusosi con una condanna a sei anni e tre mesi diminuita da indulto.

Paolo Santini

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