Ritrovano la tomba dello zio morto in guerra: «Ora ti riportiamo a casa»

    EMPOLI. C'è una lapide con il nome di Edolo Frassinelli, vittima della follia nazista. La tomba si trova nel cimitero militare di Francoforte. Ma i suoi familiari l'hanno scoperto solo ieri. Perché in 66 anni, nessuno si era ricordato di avvertirli, di indicare loro dove potevano portare un fiore. Sapevano solo che era morto. Il resto l'hanno letto ieri sul Tirreno.

    Nella lista dei 37 deportati del circondario dimenticati dallo Stato, c'è anche il soldato empolese morto nel campo di prigionia di Hemer, in Germania. «Fin da piccola - racconta Fulvia - mio padre Giancarlo mi ha raccontato spesso di suo zio morto in guerra. Aneddoti familiari, ricordi. Ma sulla sua fine non sapevamo molto. Poi abbiamo visto il giornale. È stata un'emozione particolare».

    La lista dei duecento soldati fiorentini sepolti in Germania, Polonia e Austria e "dimenticati" dallo Stato è stata realizzata dal blogger veronese Roberto Zamboni che dopo una lunga ricerca negli archivi del Vaticano, del ministero della difesa e dell'Anpi ha elencato i duecento soldati della provincia di Firenze, riesumati e traslati nel dopoguerra senza avvertire i familiari. Tra i trentasette deportati del circondario c'è Edolo (Edo per i familiari) Frassinelli, nato il 1º novembre 1919 a Empoli, soldato internato nello Stammlager VI C Matricola 99319 - deceduto presso lo Stalag VI A di Hemer/Hiserlon (nord Reno Westfalia) il 17 luglio 1944; causa della morte: pleurite e meningite tubercolare inumato in prima sepoltura nel cimitero per gli italiani il 19 luglio 1944. Riesumato e attualmente sepolto a Francoforte sul Meno (Germania) nel cimitero militare italiano d'onore. Giancarlo Frassinelli è il nipote di Edolo. Oggi ha 77 anni e vive a Fontanella. Il tempo ha ridotto i ricordi, ma non ha appannato la figura di quello zio-eroe di cui il nipote conserva gelosamente una foto in divisa da soldato. Quella stessa divisa che gli è costata la vita e non gli ha dato il diritto alla sepoltura nel suo paese. Almeno per ora. Quando Giancarlo ha visto per l'ultima volta lo zio aveva appena 11 anni: «Non era sposato, abitava coi miei nonni a Fontanella, sopra il bar. Faceva il barrocciaio. Mi ricordo che prima di essere fatto prigioniero venne a casa in licenza per due giorni. Poi ripartì e dopo poco tempo arrivò la terribile notizia».

    Flash rimasti scolpiti nella mente un decennio dopo l'altro: «Una mattina arrivò una lettera, che annunciava la morte di Edolo. Andai a chiamare mio padre, che era a pescare sull'Elsa. Era scritta dal cappellano militare che l'aveva sepolto: "Gli ho messo accanto una bottiglia di vetro con il nome, in modo tale che chi un giorno troverà i resti saprà a chi appartengono». E così è stato. Peccato che chi ha riesumato la salma per seppellirla nel cimitero di Francoforte, non abbia mai avvertito la famiglia: «Non sapevamo nulla. Ora - assicura Fulvia - ci metteremo in contatto con il commissariato generale per le onoranze ai caduti di guerra del ministero della difesa, per capire come dobbiamo muoverci per l'eventuale rimpatrio della salma. Ne parleremo in famiglia e decideremo cosa fare. Ma almeno ora sappiamo dov'è la tomba di Edolo e dove dobbiamo andare per portargli un fiore».

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    28 ottobre 2010

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