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Giuntini e Bocelli, incontro di voci doc

Dopo l'omaggio dell'amico cantante, l'attore si prepara a mesi intensi

EMPOLI. Gli ha chiesto un fuori programma, per la domenica sera, e Andrea Giuntini non ha detto di no all'altro Andrea: Bocelli. Sicché ha letto la poesia su Lajatico, scritta dal cantante in omaggio al paese natale. E ha voluto accompagnarlo al pianoforte. È stato uno dei momenti più toccanti dello spettacolo tenutosi nel "Teatro del silenzio", gremito, lì tra le colline della Valdera. Lo ricorda con particolare piacere, Giuntini, protagonista anche dell'apertura dello spettacolo con la lettura di una prosa poetica di Dino Carlesi sul tema della terra e del fuoco.  Un'esperienza di rilievo, avvenuta per intervento di Alberto Bartalini, il regista e l'ideatore del "Teatro del silenzio", con cui Giuntini ha lavorato in passato. Avrebbe dovuto esserci anche altro, il venerdì sera. Racconta: "Bocelli, durante gli incontri di preparazione, mi aveva sottoposto alcuni suoi testi poetici, da far confluire nel concerto sinfonico, poi annullato per la malattia improvvisa del direttore d'orchestra".  Ma sabato sera, dopo la prova generale aperta al pubblico, inaspettatamente, Bocelli l'ha chiamato per manifestare il desiderio di fargli leggere una sua poesia su Lajatico, accompagnandolo al piano. "Il fuori programma è stato inserito dopo l'esibizione di José Carreras". Il "Teatro del silenzio" è nato cinque anni fa. Un anfiteatro naturale, enorme, in mezzo alla campagna, posti per diecimila persone. Uno spettacolo, d'estate, di luglio, eppoi il silenzio per il resto dell'anno. Una cosa originale, che Bocelli ha deciso di far finire, ora, sull'onda del successo.  «Si sono levate molte voci contrarie - rileva Giuntini - Si vuole che questo spazio, unico nel suo genere, continui a vivere. Il cantante Zucchero, ospite del concerto, s'è offerto, con ironia, per esibirsi con il suo repertorio, trasformandolo nel teatro del rumore».  Accantonata questa esperienza, Giuntini ha davanti mesi intensi. «L'adattamento e la regia di un testo scritto da una donna Rom sulla sua esperienza nel campo di sterminio di Bergen-Belsen, da presentare a gennaio, in occasione della giornata della memoria. E un recital di narrativa e poesia a Chicago, in collaborazione con l'Istituto di cultura italiana degli Stati Uniti». Oltre a serate di narrativa e poesia, organizzate da associazioni ed enti comunali.  Dopo essersi formato alle scuole teatrali di Vittorio Gassman, Orazio Costa ed Eduardo De Filippo, si è dedicato, e si sta dedicando, con impegno come attore e animatore anche nelle scuole e negli istituti psichiatrici. Come attore teatrale, ha realizzato spettacoli su testi di Majakovskij, Lorca ed Esenin, tanto per rammentarne alcuni. Ha partecipato a "Il Decamerone" e "Maledetti toscani", trasposizione radiofoniche realizzate dalla Rai. Lo troviamo in "L'istruttoria" di Peter Weiss, regia di Virginio Puecher, e in "Il potere e la gloria" di Graham
Greene. Ma anche nel teatro di strada di Mercantia a Certaldo e nella Luna è azzurra a San Miniato.  Nel cinema, è il renitente alla leva Gufo nel celebrato "La notte di San Lorenzo" di Paolo e Vittorio Taviani ed è tra i protagonisti del bel lungometraggio "Empoli 1921" di Ennio Marzocchini.

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