San Miniato

Ricatta l'amante che la lascia, condannata

Lui la fece anche arrestare: ricostruita in tribunale la fine della relazione extraconiugale di un medico di San Miniato e una straniera

    di Sabrina Chiellini SAN MINIATO. Si conoscono su internet: «Mi occupo di associazioni umanitarie, cercavo una insegnante di lingua portoghese», dirà in seguito lui. Subito dopo intrecciano una relazione sentimentale. Protagonisti della liaison, conclusa in carcere (con una condanna per estorsione per lei), sono una donna straniera e un uomo sposato, medico, molto conosciuto insieme alla famiglia, a San Miniato. Lei, Juliana Catia Dias Paulino, nata in Mozambico, ora residente a Fiesole, ha 35 anni e ha viaggiato molto. Quando i due si intercettano chattando la donna vive a Parigi e accoglie di buon grado la proposta del medico italiano. Tanto che poco dopo si trasferisce a Firenze, in una bella casa, presa in affitto con i soldi del professionista, per circa mille euro al mese. Viaggia con una bella macchina, anche questa un benefit del dottore. Tutto corre liscio fino a quando il cinquantenne di San Miniato decide di mettere fine alla storia extraconiugale, rendendosi conto forse anche del fatto che le richieste di denaro dell'amica sono sempre più pressanti. La donna però non gradisce. Anzi, non vuole accettare la realtà e reagisce con le minacce. Chiede soldi, con insistenza che diventa sempre maggiore. Oltre all'affitto di casa, si fa pagare una nuova Renault Twingo, poi decide di frequentare un master internazionale che costa la modica cifra di diecimila euro. Soldi che naturalmente la donna pretende da quello che ormai è l'ex fidanzato, visto che l'uomo, presa la decisione, non torna sui suoi passi. «Se non mi dai i soldi - questa più o meno è una delle minacce della donna - faccio un articolo sul giornale, rivelo tutto ai tuoi, chiamo tua moglie, racconto tutto ai tuoi amici». Il medico continua a cedere: paga i primi quattromila euro del master. Fortunatamente ogni movimento bancario e il passaggio di denaro alla donna è almeno fedelmente registrato dagli estratti conti bancari e tutta questa mole di carte è stata poi usata in tribunale per provare il reato. Nel frattempo alla famiglia del medico arrivano le telefonate di vendetta dell'ex amante. Partono le prime rivelazioni, seguite da nuove richieste di denaro.
    Una domenica - siamo nell'ottobre 2004 - la presunta insegnante di lingua portoghese si presenta a casa del professionista a San Miniato. Vuole altri soldi. Non sa che l'ex amico ha deciso di spezzare la catena del ricatto. Lui prende 200 euro e li mette in una busta. Li consegna a Juliana e la congeda. Tempo zero minuti chiama i carabinieri e fa arrestare la donna. L'accusa è pesante: estorsione. Il conto corrente del professionista alleggerito parecchio, almeno di trentamila euro.
    La vicenda è stata ricostruita in tribunale a Pontedera, nell'udienza che si è svolta giovedì. L'imputata - descritta come una donna di bella presenza che peraltro non è stata notata al processo visto che è stata giudicata in contumacia - è stata condannata a tre anni e sei mesi di reclusione e al pagamento di una multa di 500 euro. Pena in parte condonata per i tre anni. Tra i testimoni anche la moglie del professionista che ha confermato le telefonate dell'ex del marito seguite dalle richieste di denaro, aiutando a ricostruire il contesto dell'estorsione.
    Sabrina Chiellini
    27 settembre 2009

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