ECONOMIA
Vendemmia ok, ma vendite giù
anche il vino risente della crisi
Nelle nostre cantine si è registrata una produzione di vino di circa 398.000 ettolitri, con un incremento, rispetto allo scorso anno, di circa il 16%. Ma le vendite di vino toscano calano dal 20 al 30% e per questo Fedagri toscana chiede interventi per aiutare i produttori sospendendo per esempio, i mutui
La vendemmia in Toscana, si avvia, in questi ultimi giorni di
ottobre, ormai a conclusione, e da Fedagri Toscana, la federazione
dell'agroalimentare di Confcooperative che rappresenta molte delle
cantine cooperative della nostra regione, si traccia un primo
bilancio del raccolto.
"Nelle nostre cantine - dice Francesco Colpizzi, Presidente
Regionale di Fedagri-Vino - si è registrata una produzione di vino
di circa 398.000 ettolitri, con un incremento, rispetto allo scorso
anno, di circa il 16%. Contando su 14 cantine con oltre 6.500
ettari di vigneti ubicati in tutti i territori più vocati della
nostra regione, oltre i 2/3 del raccolto è destinato alla
produzione di vini docg e doc: dal Chianti al Nobile di
Montepulciano, dalla Vernaccia di San Gimignano ai vini di Maremma,
dal Chianti Classico al Brunello di Montalcino".
"Dopo i due grandi millesimi del 2007 e 2008, anche quest'anno -
ha aggiunto Colpizzi - si sono ripetute le premesse per un'altra
ottima annata, grazie, non solo ad un andamento climatico
particolarmente favorevole, ma anche all'accurata e costante
selezione delle uve praticata dai nostri viticoltori, e nelle
cantine, alle moderne tecniche di vinificazione impiegate sempre
nel rispetto della tradizione: un costante felice connubio che
potrà offrire ai consumatori, ancora una volta, vini di qualità
sicuramente sopra la media".
Tuttavia, gli effetti della crisi dell'economia si fanno sentire
anche sul settore della viticoltura toscana. Il calo delle vendite
di vino toscano, infatti, nei primi 9 mesi di quest'anno, rispetto
alla media del triennio precedente è complessivamente del 21%, ma
sfiora anche il 30% per alcune denominazioni particolarmente
importanti.
"Il mercato del vino italiano (e quello toscano non fa eccezione) -
ha proseguito Colpizzi - dopo quindici anni di crescita, registra
da 18 mesi una decisa contrazione delle vendite, tanto sui mercati
internazionali, quanto su quelli domestici. Le cantine toscane
hanno una forte vocazione all'internazionalizzazione, come è
testimoniato dal fatto che il 57% del fatturato è sviluppato dalle
esportazioni (31% in area U.E. - 26% in area extra U.E.); ma la
recessione in tre paesi, Stati Uniti, Regno Unito e Germania, che,
da soli, negli ultimi anni assorbivano il 36% della produzione, sta
incidendo pesantemente sulle prospettive delle nostre
aziende".
"In Italia, poi, alla crisi dell'economia - ha puntualizzato
Colpizzi - si sono aggiunti gli effetti della campagna 'anti alcol'
che sta colpendo fortemente anche il nostro settore".
"E' fuori dubbio che, soprattutto nei momenti di crisi, ognuno
debba fare bene la sua parte - dice Gianfranco Tilli, Presidente
Regionale di Confcooperative - le imprese, le istituzioni, gli
altri soggetti economici. L'aumento di produzione registratosi
nelle nostre cantine è la riprova che gli agricoltori hanno fiducia
nelle loro cooperative. Ma, prima di tutto, nelle fasi economiche
straordinariamente recessive, occorre rispondere con scelte e
provvedimenti straordinari. Anche per questo, nei giorni scorsi,
abbiamo richiesto alla Presidenza della Regione Toscana,
unitariamente alle altre associazioni regionali della cooperazione
e dell'agricoltura, l'attivazione delle procedure per il
riconoscimento dello Stato di Crisi dell'agricoltura toscana, con
una serie articolata di misure che potranno alleggerire le finanze
delle aziende, come ad esempio la sospensione del pagamento degli
oneri sociali o il rientro differito delle rate dei finanziamenti
bancari a lungo termine".
(19 ottobre 2009)