PRATO
Usura, applicavano tassi al 220%
a persone in difficoltà: due arresti
Approfittavano di imprenditori in difficoltà per prestare denaro con tassi che oscillavano tra il 70 e il 220%. E per chi non riusciva a pagare c'erano minacce e intimidazioni. Sono due le persone arrestate da finanza e carabinieri a Prato. Sequestrati beni per 1 milione di euro
Due persone arrestate e beni per un milione di euro sottoposti a
sequestro finalizzato alla confisca: è il bilancio di un'inchiesta
a Prato su usura ed estorsione condotta dalla guardia di finanza e
dai carabinieri della città toscana.
Secondo quanto reso noto dagli investigatori tra le vittime
figurerebbero imprenditori, che a causa di difficoltà economiche
connesse alla propria attività, si sarebbero rivolti a canali
finanziari collaterali, ritrovandosi poi costretti a pagare per i
prestiti ottenuti tassi oscillanti tra il 70 e il 220%.
Non sarebbero inoltre mancate intimidazioni e minacce per la
restituzione del denaro che in un caso avrebbero portato anche a
due episodi di violenza fisica ai danni di un imprenditore. I due
arrestati, in esecuzione di misura cautelare, sono entrambi
italiani, indagati per concorso in usura ed estorsione.
Tra i beni sottoposti a sequestro finalizzato alla confisca ci sono
tre appartamenti in provincia di Prato, le quote di quattro società
operanti nell'hinterland pratese, 7 auto di grossa cilindrata e 17
polizze assicurative. Sottoposte inoltre a sequestro probatorio
disposto dal pm 156 posizioni riferite a circa 25 istituti
finanziari. L'inchiesta era partita a marzo.
Sono due uomini, uno di 36 anni residente a Montemurlo (Prato) e un
pistoiese di 46 anni, le persone arrestate per estorsione e usura
dalla guardia di finanza e dai carabinieri di Prato, coordinati dal
pm Eligio Paolini.
Secondo quanto appurato dagli investigatori, i due arrestati erano
titolari di appartamenti e quote societarie il cui volume d'affari
non giustificava il largo giro di denaro sul quale si è concentrata
l'inchiesta. I due uomini sono tra l'altro risultati titolari di
ben 156 rapporti, libretti e conti correnti compresi, con 25
istituti di credito, oltre che di polizze assicurative e di varie
forme d'investimento.
I prestiti, a tassi compresi fra il 70 e il 220 per cento,
superavano in alcuni casi i 200 mila euro e, in particolare, a due
imprenditori della zona di Montemurlo erano stati concessi 400 e
300 mila euro da restituire a rate mensili o bisettimanali. I due
erano soliti minacciare gli imprenditori, coinvolgendo anche mogli
e figli e, in almeno un caso contro una delle vittime sarebbe stata
usata anche violenza fisica.
Al momento, risultano coinvolti nell'inchiesta, quali vittime, 6
imprenditori, due dei quali stanno collaborando con gli inquirenti.
Gli imprenditori coinvolti sarebbero però almeno una ventina ed è
per questo che gli investigatori invitano a farsi avanti chi fosse
per il momento rimasto in silenzio. Le indagini sono scaturite, in
primavera, da alcune informazioni raccolte in via confidenziale
nell'ambiente degli imprenditori tessili di Montemurlo e sono
proseguite con l'obiettivo di verificare che cosa ci fosse dietro
il giro di prestiti del quale carabinieri e guardia di finanza
erano venuti a conoscenza.
L'inchiesta va avanti per individuare eventuali complici dei due
arrestati, uno dei quali aveva collegamenti stabili con altre
regioni italiane, che rimangono in carcere in attesa
dell'interrogatorio di garanzia.
In meno di un anno la fiamme gialle di Prato hanno arrestato per
usura ed estorsione 19 persone e hanno sequestrato 78 unità
immobiliari destinate ad essere confiscate dallo Stato, 11 società,
17 automezzi, 72 polizze assicurative e 454 rapporti bancari
riferiti a 62 istituti. Il tutto per un valore stimato di oltre 31
milioni di euro. Lo rende noto la guardia di finanza di Prato.
Questi risultati sono il frutto, afferma la guardia di finanza, del
lavoro del 'pool antiusura' voluto e costituito dalla procura della
Repubblica e dai finanzieri.
(30 luglio 2009)