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AMBIENTE

Un coro di no all'ipotesi nucleare

Piombino tra i 45 siti in Italia che potrebbe ospitare una centrale nucleare. Lo dice un documento vecchio più di 30 anni. Un documento del Cnen (Comitato nazionale energia nucleare) che è stato messo nero su bianco nel 1979. E ancora oggi, non è stato aggiornato. Un'ipotesi che i piombinesi conoscono bene
di Francesca Gori

PIOMBINO. Piombino tra i 45 siti in Italia che potrebbe ospitare una centrale nucleare. Lo dice un documento vecchio più di 30 anni. Un documento del Cnen (Comitato nazionale energia nucleare) che è stato messo nero su bianco nel 1979. E ancora oggi, non è stato aggiornato. Un'ipotesi che i piombinesi conoscono bene. Alla quale però, oppongono da sempre un fermo no. Perché la costa, già massacrata dall'erosione, non può permettersi anche una centrale nucleare. Soprattutto, i piombinesi non la vogliono.

Anche perché, il sito individuato, ragionevolmente, potrebbe essere proprio la centrale Enel di Torre del Sale. Anche se nella mappa disegnata dal Cnen i cerchietti rossi che indicano i probabili siti sono tra Cecina e Follonica. Piombino quindi, è proprio al centro.
E l'ipotesi della centrale nucleare a Torre del Sale è un'ipotesi sostenuta da più fattori, almeno tanto a quel documento di oltre trent'anni fa: la nostra zona è quella a più bassa sismicità, l'approvvigionamento d'acqua sarebbe garantito e alla bassa intensità abitativa. Criteri rimasti fermi a trent'anni fa appunto. «Sì, le caratteristiche della nostra città sono queste - dice il sindaco Gianni Anselmi - ma noi abbiamo già detto no alla costruzione di una centrale a carbone. Figuriamoci se staremo zitti di fronte al nucleare». Il sindaco Anselmi non fa giri di parole. Almeno sulla possibilità o meno che una centrale venga costruita a Piombino. «Ci vogliono 20 anni per costruire una centrale - dice - il governo dovrebbe cercare di capire insieme agli scienziati quali saranno le alternative tecnologiche da qui ai prossimi anni. E poi dovrebbe spiegare davvero una volta per tutte cosa ne farebbero delle scorie. Qui si sta creando un dibattito solo perché Berlusconi ha fatto merenda con Sarkozy». Un dibattito che è arrivato in parlamento grazie a un'interrogazione di Ermete Realacci. Che ha tirato fuori dal cassetto proprio quella mappa. Spiegando che, sebbene il governo presenterà il progetto per i nuovi siti, un progetto ancora top secret, il prossimo mese, i siti resteranno gli stessi. «Ringrazio Realacci di aver sollevato la questione - aggiunge il sindaco - Il governo deve sapere che i piombinesi non hanno l'anello al naso.


E sulla riconversione della centrale Enel al nucleare, sentiranno dire soltanto no». Il sindaco non lo dice soltanto a chi fa domande. Lo ha scritto sulla bacheca di facebook. «Nessuno ha mai proposto al Comune una centrale nucleare a Piombino - scrive - Se avvenisse, sarei contrario come cittadino italiano e come sindaco». Due minuti. Poi arrivano i commenti e le risposte. No alla centrale, si a una riconversione alle energie rinnovabili.
Riconversione che comunque era già stata richiesta anche da Legambiente. «Abbiamo detto più volte che quella centrale doveva essere riconvertita a metano - spiega Adriano Bruschi, responsabile di Legambiente - perché in città si consuma più energia di quella che viene creata, e anche perché così facendo, si creerebbero nuovi posti di lavoro». Il messaggio, da parte di sindaco, partiti del centrosinistra, cittadini e ambientalisti pare chiaro. La centrale nucleare a Torre del Sale non s'ha da fare. Né con un decreto del governo né senza. Un no, senza se e senza ma.
(17 gennaio 2010)
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