3-0 A CAGLIARI
Tutto da rifare: il Livorno torna da Cagliari senza punti. Ma Cosmi guarda già alla sfida interna contro il Napoli
di Alessandro Bernini
CAGLIARI. Si torna alla realtà. In modo brusco,
con uno (anzi tre) di quelli schiaffi in faccia che non ti danno
neanche il tempo di chiederti “perché?”. Dilaga il Cagliari, 3-0,
ma non massacrate il Livorno: per questi ragazzi è già un piccolo
miracolo essere a 21 punti.
Poco da dire sul risultato, ci sta tutto anche se forse è
un po’ troppo pesante nelle dimensioni. Questo Cagliari ha qualcosa
in più del Livorno sotto ogni profilo: classe, potenza, velocità,
astuzia, organico. Dopo il 4-1 contro la Lazio, è un altro segnale
di come adesso la squadra vada puntellata in ogni reparto. Un
difensore, un centrocampista, un attaccante, risolvendo il
caso-Candreva prima possibile perché bisogna capire su chi si può
puntare. Se può servire per comprendere come rinforzare l’organico,
questa sconfitta non sarà poi così disastrosa. Ripetiamo. Solo se
in cattiva fede si può fare un processo ai giocatori o a Cosmi per
questa sconfitta. Anche se errori ci sono stati, soprattutto
ingenuità.
Il pasticcio/1. Pesante come un macigno ad
esempio quello del 3’, che ha condizionato tutta la partita. Un
pallone da rilanciare subito, senza ricami, sulla trequarti del
Livorno, invece Bergvold si è concesso un retropassaggio prendendo
in controtempo Vitale, con quest’ultimo costretto a stendere Cossu.
Sulla punizione, calciata proprio da Cossu, è spuntata la testa di
Larrivey più in alto di Rivas e da due passi l’attaccante argentino
ha punito De Lucia di testa.
Una bella mazzata considerando che non erano passati neanche 300
secondi.
Reazione e Cossu. Il Livorno c’ha provato a
rialzare la testa subito, con Bergvold e Mozart a cucire gioco in
mezzo al campo. In realtà è stato il Cagliari a sfiorare il
raddoppio in due occasioni con Matri, in una decisiva la parata di
De Lucia. Il vero problema è stato fermare Cossu: partiva da
destra, finiva al centro, poi lo vedevi a sinistra, ora dietro alle
punte, ora in mezzo al campo. Una zanzara senza frontiere.
Al Livorno invece è mancato il guizzo negli ultimi metri, il morso
decisivo. Non è un caso che le iniziative più pericolose siano
arrivate coi tiri di Mozart, le penetrazioni di Bergvold, un paio
di angoli. Poco o niente nel primo tempo da Tavano e
Lucarelli.
Il pasticcio/2. Neanche il tempo di vedere il
Livorno con Candreva al posto di Tavano, che il Cagliari ha
raddoppiato uccidendo la partita. Altro gol con complicità
amaranto. Perché, pensate, il contropiede vincente è nato da un
angolo del Livorno chiuso da un tiro sbilenco da fuori area di
Candreva. Inutile l’uscita disperata di De Lucia su Matri sulla
trequarti, sulla respinta Larrivey ha trovato il pallonetto giusto
da 40 metri a porta ormai vuota.
La disperazione. Con 40’ ancora da giocare, Cosmi
ha provato a cambiare tutto. Dentro Danilevicius per Vitale,
squadra più offensiva con due punte e Candreva. Tutto inutile
perché Jeda (1’ dopo il suo ingresso) al 18’ ha firmato addirittura
il 3-0 di testa da due passi.
Cori razzisti. Anche la curva del Cagliari cade
in fallo. Nei primi minuti infatti i tocchi di palla di Diniz e
Rivas sono stati accompagnati da ripetuti “buu buu” tanto che al 19’
lo speaker dello stadio ha annunciato “in caso di altri cori
razzisti, la partita verrà sospesa”. È già un primo passo.
PRIMO TEMPO 3’: punizione dalla
trequarti di Cossu. Larrivey stacca di testa davanti a Rivas e
mette la palla fra le gambe di De Lucia. 1-0.
31’: tiro di Cossu deviato da un difensore, la
palla arriva a Matri che la sfiora soltanto.
36’: Cossu per Matri, dribbling a rientrare e
sinistro. De Lucia blocca.
39’: rasoterra di Mozart da lontano, Marchetti
sventa in tuffo.
43’: bella azione del Livorno, piattone di Mozart
respinto da Parola.
SECONDO TEMPO 4’: fulminea ripartenza del Cagliari.
Biondini lancia Matri solo sulla trequarti, uscita disperata di De
Lucia coi piedi, ma Larrivey è un falco e da 40 metri con un
pallonetto infila la porta vuota.
13’: sponda di Lazzari e missile di Biondini da
fuori, di poco a lato.
18’: cross da destra, Lazzari sul secondo palo fa
sponda per Jeda appena entrato. Gol di testa da un metro.
23’: testa di Danilevicius, Marchetti respinge
corto, la palla resta lì ma nessun amaranto ne approfitta.
32’: Candreva rasoterra, il portiere devia in
tuffo.
(16 gennaio 2010)