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sabato 20.03.2010 ore 22.17
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3-0 A CAGLIARI

Sconfitta da dimenticare
Le pagelle dei lettori

Tutto da rifare: il Livorno torna da Cagliari senza punti. Ma Cosmi guarda già alla sfida interna contro il Napoli
di Alessandro Bernini
CAGLIARI. Si torna alla realtà. In modo brusco, con uno (anzi tre) di quelli schiaffi in faccia che non ti danno neanche il tempo di chiederti “perché?”. Dilaga il Cagliari, 3-0, ma non massacrate il Livorno: per questi ragazzi è già un piccolo miracolo essere a 21 punti.

Poco da dire sul risultato, ci sta tutto anche se forse è un po’ troppo pesante nelle dimensioni. Questo Cagliari ha qualcosa in più del Livorno sotto ogni profilo: classe, potenza, velocità, astuzia, organico. Dopo il 4-1 contro la Lazio, è un altro segnale di come adesso la squadra vada puntellata in ogni reparto. Un difensore, un centrocampista, un attaccante, risolvendo il caso-Candreva prima possibile perché bisogna capire su chi si può puntare. Se può servire per comprendere come rinforzare l’organico, questa sconfitta non sarà poi così disastrosa. Ripetiamo. Solo se in cattiva fede si può fare un processo ai giocatori o a Cosmi per questa sconfitta. Anche se errori ci sono stati, soprattutto ingenuità.

Il pasticcio/1. Pesante come un macigno ad esempio quello del 3’, che ha condizionato tutta la partita. Un pallone da rilanciare subito, senza ricami, sulla trequarti del Livorno, invece Bergvold si è concesso un retropassaggio prendendo in controtempo Vitale, con quest’ultimo costretto a stendere Cossu. Sulla punizione, calciata proprio da Cossu, è spuntata la testa di Larrivey più in alto di Rivas e da due passi l’attaccante argentino ha punito De Lucia di testa.
Una bella mazzata considerando che non erano passati neanche 300 secondi.

Reazione e Cossu. Il Livorno c’ha provato a rialzare la testa subito, con Bergvold e Mozart a cucire gioco in mezzo al campo. In realtà è stato il Cagliari a sfiorare il raddoppio in due occasioni con Matri, in una decisiva la parata di De Lucia. Il vero problema è stato fermare Cossu: partiva da destra, finiva al centro, poi lo vedevi a sinistra, ora dietro alle punte, ora in mezzo al campo. Una zanzara senza frontiere.


Al Livorno invece è mancato il guizzo negli ultimi metri, il morso decisivo. Non è un caso che le iniziative più pericolose siano arrivate coi tiri di Mozart, le penetrazioni di Bergvold, un paio di angoli. Poco o niente nel primo tempo da Tavano e Lucarelli.

Il pasticcio/2. Neanche il tempo di vedere il Livorno con Candreva al posto di Tavano, che il Cagliari ha raddoppiato uccidendo la partita. Altro gol con complicità amaranto. Perché, pensate, il contropiede vincente è nato da un angolo del Livorno chiuso da un tiro sbilenco da fuori area di Candreva. Inutile l’uscita disperata di De Lucia su Matri sulla trequarti, sulla respinta Larrivey ha trovato il pallonetto giusto da 40 metri a porta ormai vuota.

La disperazione. Con 40’ ancora da giocare, Cosmi ha provato a cambiare tutto. Dentro Danilevicius per Vitale, squadra più offensiva con due punte e Candreva. Tutto inutile perché Jeda (1’ dopo il suo ingresso) al 18’ ha firmato addirittura il 3-0 di testa da due passi.

Cori razzisti. Anche la curva del Cagliari cade in fallo. Nei primi minuti infatti i tocchi di palla di Diniz e Rivas sono stati accompagnati da ripetuti “buu buu” tanto che al 19’ lo speaker dello stadio ha annunciato “in caso di altri cori razzisti, la partita verrà sospesa”. È già un primo passo.

PRIMO TEMPO 3’: punizione dalla trequarti di Cossu. Larrivey stacca di testa davanti a Rivas e mette la palla fra le gambe di De Lucia. 1-0.
31’: tiro di Cossu deviato da un difensore, la palla arriva a Matri che la sfiora soltanto.
36’: Cossu per Matri, dribbling a rientrare e sinistro. De Lucia blocca.
39’: rasoterra di Mozart da lontano, Marchetti sventa in tuffo.
43’: bella azione del Livorno, piattone di Mozart respinto da Parola.

SECONDO TEMPO  4’:
fulminea ripartenza del Cagliari. Biondini lancia Matri solo sulla trequarti, uscita disperata di De Lucia coi piedi, ma Larrivey è un falco e da 40 metri con un pallonetto infila la porta vuota.
13’: sponda di Lazzari e missile di Biondini da fuori, di poco a lato.
18’: cross da destra, Lazzari sul secondo palo fa sponda per Jeda appena entrato. Gol di testa da un metro.
23’: testa di Danilevicius, Marchetti respinge corto, la palla resta lì ma nessun amaranto ne approfitta.
32’: Candreva rasoterra, il portiere devia in tuffo.
(16 gennaio 2010)
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