GUERRA AL COMMERCIO ILLEGALE
Pisa e il governo, la strana alleanza
Situazione fuori controllo sotto la Torre: chiesto aiuto al sottosegretario all'Interno Mantovano
di Daniele Benvenuti
PISA. Il sindaco di Pisa Marco Filippeschi
(centrosinistra) e la Confesercenti rivendicano il loro impegno
contro il dilagare dell'abusivismo commerciale e chiedono aiuto al
governo. L'occasione c'è stata ieri, nel corso del convegno su
"Abusivismo, contraffazione e legalità" alla presenza del
sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano. A Pisa la situazione
dei venditori abusivi è fuori controllo: tra Piazza dei Miracoli ed
il mercato bisettimanale ogni giorno si contano oltre quattrocento
abusivi extracomunitari. Tensione alle stelle con gli operatori
regolari, esasperati dalla presenza soffocante dei giovani che
vendono illegalmente.
Da qui il passo della Confesercenti pisana che organizza un
incontro a Roma con il presidente nazionale Marco Venturi e il
sindaco Filippeschi in modo da dare il suo pieno sostegno alle
azioni necessarie a riportare la legalità nel settore del
commercio. Incontro che è poi sfociato nel convegno di ieri con il
sottosegretario Mantovano e lo stesso Venturi.
Pisa è la città dell'ordinanza antiborsone, con cui il Comune ha
cercato qualche mese fa di frenare l'abusivismo. Nonostante le
forti polemiche, venute soprattutto da centri sociali e comunità
degli stranieri, che hanno visto questa ordinanza come uno
strumento di repressione, il sindaco Filippeschi è andato avanti. E
questo affrontando anche oggettive difficoltà di applicazione
dell'ordinanza per mancanza di uomini delle forze
dell'ordine.
Da qui il nuovo pressante invito al governo, fatto dal sindaco
proprio nel convegno di ieri. «Pisa è una città speciale, di
frontiera - ha detto Filippeschi di fronte a Mantovano - con numeri
e problemi da realtà metropolitana. Abbiamo quindi bisogno di
un'attenzione speciale. Questo chiede un sindaco che, come altri,
la sua parte l'ha fatta firmando ordinanze e la fa, giorno per
giorno, collaborando con le forze dell'ordine con risultati già
evidenti».
Filippeschi ha incalzato il sottosegretario proprio sulla
questione della mancanza di uomini: «Ho assunto dieci vigili urbani
in più ed è stato l'unico e oneroso incremento di personale nel
primo anno di mandato». Poi l'ennesima richiesta della
sottoscrizione del cosidetto "Patto per Pisa sicura": «Questo patto
è pronto da tempo ed è importante che si sottoscriva per ottenere
risorse aggiuntive anche se, di fatto, lo stiamo già attuando in
piena collaborazione con la prefettura. Un patto che riconosce le
criticità del fenomeno con una valutazione matura dell'abusivismo a
Pisa, concentrato intorno a Piazza dei Miracoli dove gli irregolari
prima dell'ordinanza erano diventati molto di più dei
regolari».
Ma Filippeschi non segue solo la strada delle ordinanze: «Stiamo
lavorando per dare risposte concrete a questi cittadini
extracomunitari cercando nuove risposte di lavoro nella misura che
la nostra città può sostenere». Venturi dal canto suo ha
sottolineato che «quello della contraffazione è un fenomeno che
alimenta a sua volta altri reati e semina nel tessuto urbano
degrado, sfruttamento e malessere sociale».
«Tutto questo - ha proseguito - comporta gravi danni alle imprese,
all'erario con l'evasione dell'Iva e dell'imposta sui redditi,
distorsioni nel mercato con la conseguente concorrenza
sleale».
La gravità del fenomeno era stata chiaramente messa in evidenza
anche da Mantovano: «Quando si acquista un prodotto contraffatto,
non si fa una furbizia ma si collabora alla filiera criminale che
vede a monte il lavoro schiavistico ed a valle un turbamento grave
del mercato». «Non c'è sovrapposizione totale tra la contraffazione
e l'immigrazione clandestina - ha concluso il sottosegretario - vi
sono però link significativi perché spesso la clandestinità
mantiene se stessa attraverso il mercato di merci contraffatte e
spesso le grandi centrali della contraffazione usano i clandestini
come dettaglianti».
(28 novembre 2009)