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mercoledì 17.03.2010 ore 23.52
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PAURA A CASTIGLIONE DELLA PESCAIA

Naufrago per tre ore: è salvo

Dramma nel mare di Castiglione della Pescaia. Una barchetta si rovescia a meno di un miglio dal porto, i tre uomini a bordo cadono in acqua e uno di loro scompare inghiottito dalle onde
CASTIGLIONE. Dramma nel mare di Castiglione della Pescaia. Una barchetta si rovescia a meno di un miglio dal porto, i tre uomini a bordo cadono in acqua e uno di loro scompare inghiottito dalle onde.

È Ascanio Montecchi, 75 anni, ex titolare della Manifattura Montecchi di Rignano sull'Arno (Firenze), una delle più note fabbriche di cotto della Toscana, oggi chiusa. Elicotteri, motovedette e sommozzatori lo cercano per più di due ore. Finché, intorno alle 22,30, quando ormai le speranze sono al lumicino, arriva la notizia: Montecchi è vivo e lo stanno riportando a terra.

Dove lo aspettano gli altri due naufraghi, compagni di disavventura: l'ex comandante della Guardia di Finanza di Castiglione, Giuseppe Cavese, e il fiorentino Mario Di Martino.
I tre amici, secondo una prima ricostruzione, al tramonto partono dal porto di Castiglione per una battuta di pesca, vogliono calare i palamiti al largo. La barca, un piccolo motoscafo in legno di cinque metri e mezzo, punta a sud, in direzione Marina di Grosseto. Non percorre neppure un miglio quando, d'improvviso, si rovescia. Forse un movimento troppo brusco a bordo, oppure uno sbilanciamento causato dal peso dei piombi dei palamiti. O forse ancora un colpo di vento, un maestrale piuttosto sostenuto che in serata aveva preso a battere le acque antistanti a Castiglione. Un vento normalmente non ostile ai naviganti, ma che su un'imbarcazione così piccola può aver fatto sentire la sua forza.

Di fatto, la barca si rovescia e i tre uomini finiscono in mare. Caneva e Di Martino riescono ad aggrapparsi a qualcosa che li tiene a galla, forse la barca stessa. Montecchi, invece, sparisce, inghiottito dall'oscurità che cala sulle acque. Sono da poco passate le otto quando arriva la richiesta di soccorso alla capitaneria. La lanciano gli occupanti di un'altra imbarcazione che naviga a poca distanza dal motoscafo rovesciato e che subito accorre. Caneva e Di Martino vengono issati a bordo, di Montecchi nessuna traccia.


Si mette in moto la macchina delle ricerche. Si alzano due elicotteri - carabinieri e guardia costiera - escono le motovedette che con i loro fari illuminano il mare a giorno. Da Livorno partono i sommozzatori dei vigili del fuoco. Passano le ore e ormai tira aria di sconfitta. Invece la svolta: due carabinieri che perlustrano la spiaggia davanti al bagno Il Gabbiano sentono delle urla provenire dal mare. È proprio lui, Ascanio Montecchi, che annaspa a 400 metri dalla riva e chiede aiuto. Parte la motovedetta, lo raggiunge, lo carica a bordo e lo sbarca sul porto. Dove un lungo applauso della folla in attesa saluta il miracolo di mezz'agosto a Castiglione.
(19 agosto 2009)
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