PAURA A CASTIGLIONE DELLA PESCAIA
Naufrago per tre ore: è salvo
Dramma nel mare di Castiglione della Pescaia. Una barchetta si rovescia a meno di un miglio dal porto, i tre uomini a bordo cadono in acqua e uno di loro scompare inghiottito dalle onde
CASTIGLIONE. Dramma nel mare di Castiglione della
Pescaia. Una barchetta si rovescia a meno di un miglio dal porto, i
tre uomini a bordo cadono in acqua e uno di loro scompare
inghiottito dalle onde.
È Ascanio Montecchi, 75 anni, ex titolare della
Manifattura Montecchi di Rignano sull'Arno (Firenze), una delle più
note fabbriche di cotto della Toscana, oggi chiusa. Elicotteri,
motovedette e sommozzatori lo cercano per più di due ore. Finché,
intorno alle 22,30, quando ormai le speranze sono al lumicino,
arriva la notizia: Montecchi è vivo e lo stanno riportando a
terra.
Dove lo aspettano gli altri due naufraghi, compagni di
disavventura: l'ex comandante della Guardia di Finanza di
Castiglione, Giuseppe Cavese, e il fiorentino Mario Di
Martino.
I tre amici, secondo una prima ricostruzione, al tramonto partono
dal porto di Castiglione per una battuta di pesca, vogliono calare
i palamiti al largo. La barca, un piccolo motoscafo in legno di
cinque metri e mezzo, punta a sud, in direzione Marina di Grosseto.
Non percorre neppure un miglio quando, d'improvviso, si rovescia.
Forse un movimento troppo brusco a bordo, oppure uno sbilanciamento
causato dal peso dei piombi dei palamiti. O forse ancora un colpo
di vento, un maestrale piuttosto sostenuto che in serata aveva
preso a battere le acque antistanti a Castiglione. Un vento
normalmente non ostile ai naviganti, ma che su un'imbarcazione così
piccola può aver fatto sentire la sua forza.
Di fatto, la barca si rovescia e i tre uomini finiscono in mare.
Caneva e Di Martino riescono ad aggrapparsi a qualcosa che li tiene
a galla, forse la barca stessa. Montecchi, invece, sparisce,
inghiottito dall'oscurità che cala sulle acque. Sono da poco
passate le otto quando arriva la richiesta di soccorso alla
capitaneria. La lanciano gli occupanti di un'altra imbarcazione che
naviga a poca distanza dal motoscafo rovesciato e che subito
accorre. Caneva e Di Martino vengono issati a bordo, di Montecchi
nessuna traccia.
Si mette in moto la macchina delle ricerche. Si alzano due
elicotteri - carabinieri e guardia costiera - escono le motovedette
che con i loro fari illuminano il mare a giorno. Da Livorno partono
i sommozzatori dei vigili del fuoco. Passano le ore e ormai tira
aria di sconfitta. Invece la svolta: due carabinieri che
perlustrano la spiaggia davanti al bagno Il Gabbiano sentono delle
urla provenire dal mare. È proprio lui, Ascanio Montecchi, che
annaspa a 400 metri dalla riva e chiede aiuto. Parte la
motovedetta, lo raggiunge, lo carica a bordo e lo sbarca sul porto.
Dove un lungo applauso della folla in attesa saluta il miracolo di
mezz'agosto a Castiglione.
(19 agosto 2009)