IL CASO
Maroni contro la curva
"Vergognosi quei cori"
Il ministro Maroni contro la curva amaranto. Un tifoso arrestato per i fumogeni allo stadio, conditi da cori come "Tartaglia uno di noi". Spinelli: "Che vergogna"
È bufera sui cori pro-Tartaglia scanditi dalla tifoseria livornese
durante il match Livorno-Sampdoria. Il ministro Maroni ha
annunciato che verranno valutati alla stregua degli inni razzisti.
Pesanti provvedimenti potrebbero essere decisi nei confronti della
società sportiva. Intanto un ultrà è stato arrestato per i petardi
in campo durante l'incontro che avevano provocato anche la
sospensione della partita.
Il ministro in campo. I cori allo stadio che inneggiano a
Tartaglia sono come quelli razzisti e "non bisogna mostrare
tolleranza": per questo l'Osservatorio sulle manifestazioni
sportive valuterà se prendere eventuali provvedimenti nei confronti
di quelle società i cui tifosi si siano resi responsabili dei cori.
Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, intervistato
al Gr Parlamento, commentando i cori contro Berlusconi e
inneggianti all'aggressore del presidente del Consiglio provenienti
dalla curva dei tifosi livornesi ieri durante la partita di
campionato Livorno-Sampdoria.
"Non sono tanto i cori contro Berlusconi, quanto l'inneggiare a una
persona che ha commesso un'aggressione così grave", ha rilevato il
ministro. "Sono atti di inciviltà equiparabili ai cori razzisti -
ha aggiunto - perché inneggiano alla violenza. Che sia razzista,
fine a se stessa, o la violenza criminale di chi ha attentato alla
vita di una persona non c'è differenza". Per questo, secondo il
ministro "sono da condannare e da punire". "Mi riservo - ha
concluso - di verificare con l'Osservatorio se sia utile adottare
provvedimenti. Ho già visto la presa di distanza del presidente del
Livorno Spinelli, e questo è importante".
Arrestato un ultrà. Un tifoso di 33 anni è stato arrestato
per gli episodi di ieri allo stadio Picchi di Livorno. Allo scadere
del primo tempo erao stati lanciati due petardi e la partita era
stata sospesa. La curva aveva inoltre intonato cori come:
"Tartaglia uno di noi" e "Spinelli compraci Tartaglia", inneggiando
a Massimo Tartaglia, autore dell'aggressione del presidente del
Consiglio a Milano. A fine partita, il presidente della società,
Aldo Spinelli, aveva definito il comportamento della curva "non
degno di una squadra di serie A". "Questi episodi - ha aggiunto -
mi allontanano da Livorno".
La partita. Danilevicius veste i panni di Lucarelli, anzi
di Babbo Natale e stende la Sampdoria con una doppietta che corona
una prestazione da superstar e regala il secondo successo
consecutivo in campionato proprio grazie ai gol decisivi (uno a
Catania e due oggi) del centravanti lituano schierato, in entrambe
le partite, al posto del bomber squalificato.
LE
FOTO |
LA
CRONACA DELL'INCONTRO
Nella domenica del gelo, l'uomo venuto dal grande freddo mette il
doppio sigillo su tre punti che per il Livorno valgono una miniera
d'oro e mette a segno la seconda doppietta consecutiva ai
blucerchiati (già eliminati dalla Coppa Italia 20 giorni fa). Con
la vittoria su una Samp troppo timida, gli amaranto si mettono alle
spalle ben sei squadre e poco importa se la giornata di oggi è
mutilata dal maltempo: quello che conta per Cosmi e soci è che del
Livorno moribondo ereditato dal tandem Russo-Ruotolo ora non se ne
vede neppure l'ombra.
La squadra toscana ha avuto il merito di reagire alla sberla di
Cassano, dopo appena un quarto d'ora di gioco. Ha tenuto il campo e
ha saputo reagire strameritando il successo finale. Cosmi cambia
modulo e manda in campo un 3-5-1-1 con Candreva a supporto del solo
Danilevicius e Mozart in regia. Dall'altra parte Del Neri risponde
con il collaudato 4-4-2, dal quale però emerge solo qualche lampo
di Cassano e la sostanza di Palombo.
Pazzini non si vede quasi mai, stretto com'è nella guardia quasi
insuperabile dei tre centrali livornesi, con un Rivas che
giganteggia sulle palle alte. Eppure al 15', al primo (e unico)
errore della difesa livornese la Samp passa: Cassano s'invola
indisturbato verso la porta di De Lucia e con un lezioso tocco di
esterno destro confeziona il gol del vantaggio. Il Livorno reagisce
ma fatica a rendersi pericoloso, anche se ha il merito di non
disunirsi mai. Così al 39' agguanta il pareggio con un prepotente
colpo di testa di Rivas, che devia in porta una punizione calciata
dalla destra da Candreva. Due minuti dopo sul 'Picchi cala la paura
per una follia collettiva della curva amaranto che riversa in campo
una pioggia di petardi e fumogeni e spinge Celi a sospendere il
match. Cosmi e Danilevicius (oggi per la seconda volta con la
fascia di capitano) vanno sotto la curva e la situazione torna
normale. Al 38' invece, sempre dalla curva dei livornesi, erano
partiti cori a favore dell'aggressore di Silvio Berlusconi, Massimo
Tartaglia.