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venerdì 19.03.2010 ore 21.18
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IL CASO

Maroni contro la curva
"Vergognosi quei cori"

Il ministro Maroni contro la curva amaranto. Un tifoso arrestato per i fumogeni allo stadio, conditi da cori come "Tartaglia uno di noi". Spinelli: "Che vergogna"
È bufera sui cori pro-Tartaglia scanditi dalla tifoseria livornese durante il match Livorno-Sampdoria. Il ministro Maroni ha annunciato che verranno valutati alla stregua degli inni razzisti. Pesanti provvedimenti potrebbero essere decisi nei confronti della società sportiva. Intanto un ultrà è stato arrestato per i petardi in campo durante l'incontro che avevano provocato anche la sospensione della partita.

Il ministro in campo.
I cori allo stadio che inneggiano a Tartaglia sono come quelli razzisti e "non bisogna mostrare tolleranza": per questo l'Osservatorio sulle manifestazioni sportive valuterà se prendere eventuali provvedimenti nei confronti di quelle società i cui tifosi si siano resi responsabili dei cori. Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, intervistato al Gr Parlamento, commentando i cori contro Berlusconi e inneggianti all'aggressore del presidente del Consiglio provenienti dalla curva dei tifosi livornesi ieri durante la partita di campionato Livorno-Sampdoria.

"Non sono tanto i cori contro Berlusconi, quanto l'inneggiare a una persona che ha commesso un'aggressione così grave", ha rilevato il ministro. "Sono atti di inciviltà equiparabili ai cori razzisti - ha aggiunto - perché inneggiano alla violenza. Che sia razzista, fine a se stessa, o la violenza criminale di chi ha attentato alla vita di una persona non c'è differenza". Per questo, secondo il ministro "sono da condannare e da punire". "Mi riservo - ha concluso - di verificare con l'Osservatorio se sia utile adottare provvedimenti. Ho già visto la presa di distanza del presidente del Livorno Spinelli, e questo è importante".

Arrestato un ultrà.
Un tifoso di 33 anni è stato arrestato per gli episodi di ieri allo stadio Picchi di Livorno. Allo scadere del primo tempo erao stati lanciati due petardi e la partita era stata sospesa. La curva aveva inoltre intonato cori come: "Tartaglia uno di noi" e "Spinelli compraci Tartaglia", inneggiando a Massimo Tartaglia, autore dell'aggressione del presidente del Consiglio a Milano. A fine partita, il presidente della società, Aldo Spinelli, aveva definito il comportamento della curva "non degno di una squadra di serie A". "Questi episodi - ha aggiunto - mi allontanano da Livorno".


La partita.
Danilevicius veste i panni di Lucarelli, anzi di Babbo Natale e stende la Sampdoria con una doppietta che corona una prestazione da superstar e regala il secondo successo consecutivo in campionato proprio grazie ai gol decisivi (uno a Catania e due oggi) del centravanti lituano schierato, in entrambe le partite, al posto del bomber squalificato.

LE FOTO | LA CRONACA DELL'INCONTRO


Nella domenica del gelo, l'uomo venuto dal grande freddo mette il doppio sigillo su tre punti che per il Livorno valgono una miniera d'oro e mette a segno la seconda doppietta consecutiva ai blucerchiati (già eliminati dalla Coppa Italia 20 giorni fa). Con la vittoria su una Samp troppo timida, gli amaranto si mettono alle spalle ben sei squadre e poco importa se la giornata di oggi è mutilata dal maltempo: quello che conta per Cosmi e soci è che del Livorno moribondo ereditato dal tandem Russo-Ruotolo ora non se ne vede neppure l'ombra.

La squadra toscana ha avuto il merito di reagire alla sberla di Cassano, dopo appena un quarto d'ora di gioco. Ha tenuto il campo e ha saputo reagire strameritando il successo finale. Cosmi cambia modulo e manda in campo un 3-5-1-1 con Candreva a supporto del solo Danilevicius e Mozart in regia. Dall'altra parte Del Neri risponde con il collaudato 4-4-2, dal quale però emerge solo qualche lampo di Cassano e la sostanza di Palombo.

Pazzini non si vede quasi mai, stretto com'è nella guardia quasi insuperabile dei tre centrali livornesi, con un Rivas che giganteggia sulle palle alte. Eppure al 15', al primo (e unico) errore della difesa livornese la Samp passa: Cassano s'invola indisturbato verso la porta di De Lucia e con un lezioso tocco di esterno destro confeziona il gol del vantaggio. Il Livorno reagisce ma fatica a rendersi pericoloso, anche se ha il merito di non disunirsi mai. Così al 39' agguanta il pareggio con un prepotente colpo di testa di Rivas, che devia in porta una punizione calciata dalla destra da Candreva. Due minuti dopo sul 'Picchi cala la paura per una follia collettiva della curva amaranto che riversa in campo una pioggia di petardi e fumogeni e spinge Celi a sospendere il match. Cosmi e Danilevicius (oggi per la seconda volta con la fascia di capitano) vanno sotto la curva e la situazione torna normale. Al 38' invece, sempre dalla curva dei livornesi, erano partiti cori a favore dell'aggressore di Silvio Berlusconi, Massimo Tartaglia.
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