IL COMMENTO
Lucignoli tutta la vita
di Riccardo Pasquinelli
Bevono quasi tutti e bevono sempre più giovani. Ormai è normale
vedere un quindicenne con in mano una lattina di birra come nei
film americani: l’attore di turno arriva a casa, apre il frigo e si
mette a bere. Ed è facile immaginare che è la prima bevuta di una
lunga serie.
Che bellezza, ci stiamo arrivando anche noi con i ragazzini del
sabato sera (ma anche del venerdì e forse del giovedì sera) che
girano allegrissimi nelle strade seminando bottiglie di birra e di
alcol qua e là. Perché lo fanno? Per sentirsi più grandi, uomini
subito. Spunta qualche pelo e si è già adulti: si fuma, si tracanna
di tutto, si fa sesso, si guidano motorini e macchine giocando alla
roulette russa, si torna a casa all'alba distrutti. Poi ogni tanto
qualcuno fa il conto di morti e feriti, e magari spunta qualche
lacrima di coccodrillo. Ma le notti dello sballo di massa
continuano. Si parla e si riparla di orari di discoteche,
sorveglianza e severe sanzioni, alcoltest, pattuglioni antidroga,
buona educazione da insegnare, però di risultati non se ne
vedono.
Il guaio è che siamo i soliti indisciplinati di sempre, sforniamo
regole su regole e le ignoriamo puntualmente. Un paese di carta:
tutto è scritto, anche troppo. E troppo poco si fa perché quello
che è stato stabilito venga rispettato. Ma va anche detto che le
leggi non bastano. Perché certi genitori non si accorgono che loro
figlio arriva a casa alle 4 della notte mezzo morto? Una volta può
succedere, ma se diventa un'abitudine qualcosa non torna. E i
barman quante volte rifiutano il beverone a un adolescente? E'
l'eccezione o la regola? E come si fa a pretendere che dietro a
ogni ragazzo ci sia un gendarme?
Dietro a ognuno di noi in realtà ci vorrebbe un gendarme: quando
facciamo i furbi in macchina, quando abbandoniamo sul marciapiede
una poltrona rotta, quando scriviamo sui muri, quando portiamo
fuori il cane, quando facciamo lavorare un clandestino trattandolo
come uno schiavo, quando non paghiamo le tasse. Siamo un popolo di
Lucignoli e finché non ci daremo una regolata non basteranno tutti
i gendarmi del mondo a farci rigare diritti e farci vivere in un
paese che funziona.
I primi gendarmi - o meglio: i primi angeli custodi - di questi
ragazzi che sbandano sono i genitori: si alzino dai loro letti alle
4 di notte per vedere come torna a casa loro figlio, carichino la
sveglia. Si mettano in testa che è loro dovere farlo. Piangere dopo
servirà a poco.
(07 febbraio 2010)