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PRATO

Influenza A, un piano per informare

Febbre e psicosi da influenza A. Ancora a Prato non si sono creati allarmismi, anche se la Asl, i medici e le scuole stanno studiando un piano d'attacco per favorire la prevenzione e l'informazione
di Miriam Monteleone
PRATO. Febbre e psicosi da influenza A. Ancora a Prato non si sono creati allarmismi, anche se la Asl, i medici e le scuole stanno studiando un piano d'attacco per favorire la prevenzione e l'informazione. A Firenze in alcuni istituti sono già girate circolari sulle misure preventive per non favorire il contagio nelle scuole, mentre le aziende sanitarie un po'in tutta la Regione si stanno muovendo sul fronte del vaccino anti virus.
A Prato fino a oggi i casi registrati sono stati una decina. «Al contagio potenzialmente sono esposti tutti - fa sapere il dottor Luigi Ricci, direttore dell'Unità operativa malattie infettive di Asl 4 - certo per le scuole occorre fare un discorso a parte. Fino a ora si sono verificati solo pochissimi casi di influenza A H1N1, tutti riguardanti persone rientrate da paesi interessati dall'epidemia. Ma è comunque importante prevenire».

«Abbiamo già in ponte un incontro con i dirigenti scolastici - spiega ancora - stiamo perfezionando le misure preventive da applicare anche nelle scuole, in accordo con i pediatri. Per un'eventuale campagna - appena il vaccino anti virus sarà disponibile - pensiamo di contare anche sugli istituti scolastici, le prescrizioni del medico curante non sempre sono sufficienti».
Anche le scuole superiori sono in attesa di direttive, al momento nessun istituto pratese ha fatto girare circolari interne. «Abbiamo ricevuto disposizioni dal Ministero sulle misure da applicare per eventuali studenti provenienti da zone a rischio, anche se fino a oggi fortunatamente non ce n'è stato bisogno - spiega Maria Grazia Tempesti, preside del Gramsci Keynes». «Le scuole devono già far fronte a tutti i disagi causati dai tagli- continua- riusciamo a garantire i beni di prima necessità ai ragazzi, anche sul fronte igienico, solo grazie ai contributi delle famiglie. Ciò non toglie che siamo pronti a collaborare con la Asl per favorire la prevenzione e l'informazione sul virus tra i nostri studenti».

Un altro aspetto è quello del feedback percepito dai ragazzi stessi, che nelle ultime settimane hanno assistito attraverso i media a campagne anti bacio e contatto fisico. «I ragazzi sono tranquilli- racconta la preside Lucia Napolitano del Copernico. Sono informati sulla possibilità del contagio e, nell'ambito dei nostri piano di educazione alla salute, contiamo di contribuire anche noi alla prevenzione».
(17 settembre 2009)
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