AMBIENTE
Il supergeneratore dell'energia pulita
è "made in Prato"
Sul Navicelli una centrale grande dieci campi di calcio. Dopo anni di stasi, la Toscana prova a buttarsi sulla green economy, uno dei pochi settori nei quali la redditività è assicurata e il beneficio per l'ambiente è certo. Le aziende in prima linea, in un momento storico paragonato a quello che portato alla nascita delle radio libere
di Carlo Bartoli
Un generatore di elettricità che invece di inquinare brucia
anidride carbonica, un impianto fotovoltaico grande come dieci
campi da calcio, una sfilza di richieste di autorizzazione per
installare, se fossero accolte tutte, dalle 300 alle 400 pale
eoliche. Dopo anni di stasi, la Toscana prova a buttarsi sulla
green economy, uno dei pochi settori nei quali la redditività è
assicurata e il beneficio per l'ambiente è certo.
Le aziende si muovono. A muoversi, come spiega Alfredo De
Girolamo, presidente di Cispel Toscana, sono le aziende di servizio
pubblico-private, «perché nel settore c'è una forte frammentazione,
con 600 aziende sul mercato, mentre invece per sviluppare
importanti investimenti e avere la certezza della continuità,
occorrono buone dimensioni e grande solidità». Nel campo delle
rinnovabili, spiega De Girolamo con un'immagine suggestiva, siamo
in una fase paragonabile a quella della nascita delle radio libere:
«In cima ad ogni campanile - dice - spuntava un'antenna, ma poi è
venuta la selezione naturale e solo poche sono rimaste in
vita».
Il grande business. Le energie rinnovabili rappresentano
il business di questi anni e sono un settore che può dare lavoro,
ma che può consentire di sviluppare anche la ricerca. «Stiamo
sperimentando - afferma Roberto Tempestini, presidente di
Solgenera, società pubblico-privata del gruppo Consiag di Prato -
un grande bruciatore che utilizza come materie prime l'olio
ricavato dalle alghe e l'anidride carbonica. Invece di inquinare
libera l'aria dalla famigerata CO2. E' già in funzione un prototipo
nell'Alto Lazio, sviluppato in collaborazione con le università di
Padova, Trieste e del Massachusetts, che fornisce energia a un
centinaio di abitazioni. Una volta risolti i problemi di
calibrazione e trovate le risorse finanziarie, saremo in grado di
realizzare un impianto da 100 milioni di euro che potrebbe
garantire l'autosufficienza di mezza Prato».
Diffidenza e burocrazia. Il problema è trovare un'area
adeguata a ridosso di impianti industriali, ma soprattutto superare
i problemi di diffidenza della popolazione e di burocrazia.
Insomma, un impianto che sarebbe l'ideale per Piombino, Pontedera o
Pistoia, o anche per la stessa Prato: «Effettivamente, ci
piacerebbe realizzarlo in Toscana - sostiene Tempestini - ma
probabilmente lo costruiremo al sud. In Sicilia, ad esempio, ci
sono Comuni che scoraggiano qualsiasi iniziativa imprenditoriale,
ma anche giovani sindaci molto svegli e intraprendenti che
cambierei con tanti nostri amministratori».
Progetti idroelettrici. In ogni caso, Tempestini, che
oltre ad essere azionista di minoranza (con il 49,5%) di Solgenera,
ha due aziende che si occupano di progettazione e sviluppo di
impianti di energia rinnovabile, conta in un paio d'anni di avere a
disposizione un'ottantina di Mw da fotovoltaico. Tra Solgenera e
Fonteolica, l'altra società del gruppo Consiag, la multiutility
pratese sta sviluppando 11 progetti di impianti idroelettrici al
sud e a Sambuca Pistoiese, Calenzano e Vernio. Nell'eolico Consiag,
oltre a progettare quattro impianti a Calenzano, Sambuca Pistoiese,
Cutigliano e sul Pratomagno, sta rilevando una società titolare di
tre progetti di campi eolici in provincia di Foggia.
I Comuni reinvestono. Un'ottantina di Comuni toscani soci
di Toscana energia, tra cui Pisa, Empoli e Pistoia, hanno venduto
le quote nella società di commercializzazione del gas per
reinvestire parte dei 100 milioni ricavati in Toscana energia
green. La società, guidata dal presidente Marco Braccini, tanto per
cominciare, ha messo in campo un investimento da 10 milioni di euro
per realizzare nell'area dei Navicelli, vicino a Pisa, una grande
centrale fotovoltaica estesa come dieci campi di calcio, dotata di
13.500 pannelli che forniranno l'energia sufficiente a soddisfare
il consumo di 1.800 famiglie. «Questo è un esempio - spiega
Braccini - di sviluppo rispettoso dell'ambiente, realizzato
sfruttando un'area di esondazione e che entrerà in funzione entro
il dicembre del prossimo anno».
Asa e Sienambiente. Anche Asa Livorno si è mossa, facendo
delle rinnovabili la terza linea di business aziendale, dopo acqua
e gas. Oltre al parco eolico di Gello a Pontedera, Asa ha investito
cinque milioni per realizzare un impianto fotovoltaico da 1.300 Kw
a Macchialta, nel comune di Campiglia, in un'area dove ha un campo
di pozzi. Sienambiente, invece, punta sul fotovoltaico nelle
discariche esaurite e dal biogas sviluppato da queste produce
energia elettrica.
(06 settembre 2009)