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lunedì 15.03.2010 ore 11.58
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AMBIENTE

Il supergeneratore dell'energia pulita
è "made in Prato"

Sul Navicelli una centrale grande dieci campi di calcio. Dopo anni di stasi, la Toscana prova a buttarsi sulla green economy, uno dei pochi settori nei quali la redditività è assicurata e il beneficio per l'ambiente è certo. Le aziende in prima linea, in un momento storico paragonato a quello che portato alla nascita delle radio libere
di Carlo Bartoli
Un generatore di elettricità che invece di inquinare brucia anidride carbonica, un impianto fotovoltaico grande come dieci campi da calcio, una sfilza di richieste di autorizzazione per installare, se fossero accolte tutte, dalle 300 alle 400 pale eoliche. Dopo anni di stasi, la Toscana prova a buttarsi sulla green economy, uno dei pochi settori nei quali la redditività è assicurata e il beneficio per l'ambiente è certo.

Le aziende si muovono.
A muoversi, come spiega Alfredo De Girolamo, presidente di Cispel Toscana, sono le aziende di servizio pubblico-private, «perché nel settore c'è una forte frammentazione, con 600 aziende sul mercato, mentre invece per sviluppare importanti investimenti e avere la certezza della continuità, occorrono buone dimensioni e grande solidità». Nel campo delle rinnovabili, spiega De Girolamo con un'immagine suggestiva, siamo in una fase paragonabile a quella della nascita delle radio libere: «In cima ad ogni campanile - dice - spuntava un'antenna, ma poi è venuta la selezione naturale e solo poche sono rimaste in vita».

Il grande business.
Le energie rinnovabili rappresentano il business di questi anni e sono un settore che può dare lavoro, ma che può consentire di sviluppare anche la ricerca. «Stiamo sperimentando - afferma Roberto Tempestini, presidente di Solgenera, società pubblico-privata del gruppo Consiag di Prato - un grande bruciatore che utilizza come materie prime l'olio ricavato dalle alghe e l'anidride carbonica. Invece di inquinare libera l'aria dalla famigerata CO2. E' già in funzione un prototipo nell'Alto Lazio, sviluppato in collaborazione con le università di Padova, Trieste e del Massachusetts, che fornisce energia a un centinaio di abitazioni. Una volta risolti i problemi di calibrazione e trovate le risorse finanziarie, saremo in grado di realizzare un impianto da 100 milioni di euro che potrebbe garantire l'autosufficienza di mezza Prato».


Diffidenza e burocrazia.
Il problema è trovare un'area adeguata a ridosso di impianti industriali, ma soprattutto superare i problemi di diffidenza della popolazione e di burocrazia. Insomma, un impianto che sarebbe l'ideale per Piombino, Pontedera o Pistoia, o anche per la stessa Prato: «Effettivamente, ci piacerebbe realizzarlo in Toscana - sostiene Tempestini - ma probabilmente lo costruiremo al sud. In Sicilia, ad esempio, ci sono Comuni che scoraggiano qualsiasi iniziativa imprenditoriale, ma anche giovani sindaci molto svegli e intraprendenti che cambierei con tanti nostri amministratori».

Progetti idroelettrici.
In ogni caso, Tempestini, che oltre ad essere azionista di minoranza (con il 49,5%) di Solgenera, ha due aziende che si occupano di progettazione e sviluppo di impianti di energia rinnovabile, conta in un paio d'anni di avere a disposizione un'ottantina di Mw da fotovoltaico. Tra Solgenera e Fonteolica, l'altra società del gruppo Consiag, la multiutility pratese sta sviluppando 11 progetti di impianti idroelettrici al sud e a Sambuca Pistoiese, Calenzano e Vernio. Nell'eolico Consiag, oltre a progettare quattro impianti a Calenzano, Sambuca Pistoiese, Cutigliano e sul Pratomagno, sta rilevando una società titolare di tre progetti di campi eolici in provincia di Foggia.

I Comuni reinvestono.
Un'ottantina di Comuni toscani soci di Toscana energia, tra cui Pisa, Empoli e Pistoia, hanno venduto le quote nella società di commercializzazione del gas per reinvestire parte dei 100 milioni ricavati in Toscana energia green. La società, guidata dal presidente Marco Braccini, tanto per cominciare, ha messo in campo un investimento da 10 milioni di euro per realizzare nell'area dei Navicelli, vicino a Pisa, una grande centrale fotovoltaica estesa come dieci campi di calcio, dotata di 13.500 pannelli che forniranno l'energia sufficiente a soddisfare il consumo di 1.800 famiglie. «Questo è un esempio - spiega Braccini - di sviluppo rispettoso dell'ambiente, realizzato sfruttando un'area di esondazione e che entrerà in funzione entro il dicembre del prossimo anno».

Asa e Sienambiente.
Anche Asa Livorno si è mossa, facendo delle rinnovabili la terza linea di business aziendale, dopo acqua e gas. Oltre al parco eolico di Gello a Pontedera, Asa ha investito cinque milioni per realizzare un impianto fotovoltaico da 1.300 Kw a Macchialta, nel comune di Campiglia, in un'area dove ha un campo di pozzi. Sienambiente, invece, punta sul fotovoltaico nelle discariche esaurite e dal biogas sviluppato da queste produce energia elettrica.
(06 settembre 2009)
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