CRISI E LAVORO
Il governo deve ancora 50 milioni
a 12mila cassintegrati toscani
Cinquanta milioni di euro: tanto devono riscuotere 12mila lavoratori toscani. Un esercito di persone senza stipendio che da gennaio fa crescere al ritmo di 44 al giorno le richieste per ottenere gli aiuti previsti dalla cassa integrazione in deroga
di Francesco Fondelli
FIRENZE. Cinquanta milioni di euro. A tanto
ammonta il debito che il governo ha accumulato nei confronti di
12mila lavoratori toscani. Un esercito di persone senza stipendio
che da gennaio fa crescere al ritmo di 44 al giorno le richieste
per ottenere gli aiuti previsti dalla cassa integrazione in deroga.
L’80% delle domande arriva dal settore
manifatturiero.
Tessile e metalmeccanico i settori maggiormente
interessati. A seguire trasporti, costruzioni, commercio e
turismo.
Ma cos’è la cassa in deroga? «In pratica - spiega Paolo Graziani,
della segreteria regionale Cgil - sono lavoratori dipendenti con
regolare contratto che non avevano diritto a niente quando il
datore di lavoro li mandava a casa per mancanza di occupazione,
operai in gran parte di aziende con meno di 15 dipendenti, di
imprese artigiane, dei trasporti, del commercio e dei servizi
oppure di imprese che, pur avendo diritto alla cassa integrazione
ordinaria e straordinaria, l’avevano consumata tutta. Per loro c’e
ra solo la mobilità, che è bene chiamare con il suo vero nome:
licenziamenti collettivi. Ora, proprio grazie a questa deroga hanno
diritto alla cassa integrazione: sei mesi a 700 euro. Ma finora non
hanno visto un euro. Aspettano da sei, sette mesi. Alcuni dall’u
ltimo trimestre 2008».
Nella provincia di Prato si trova il numero maggiore di addetti
interessati al provvedimento. Firenze invece è in vetta alla
classifica del maggior numero di ore di cassa integrazione, tanto
che il presidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci e il
vicesindaco di Palazzo Vecchio, Dario Nardella, hanno riunito il
tavolo sul patto provinciale per lo sviluppo per chiedere l’e
stensione della cassa integrazione in deroga.
«Perché sappiamo bene - ha dichiarato Barducci - che a settembre
ci saranno altre aziende ad averne bisogno. Mi auguro che nel
frattempo dal governo arrivino i soldi già stanziati».
In effetti la situazione sembra destinata a peggiorare. Tra due
mesi agli oltre 12mila lavoratori che aspettano gli aiuti promessi
dal governo si aggiungeranno altri 1.300 rimasti senza stipendio.
Tutti in attesa di soldi che non arrivano. Ormai è vicina la
scadenza (a settembre) in cui era addirittura previsto il termine
per l’erogazione di tutti i 50 milioni di anticipo che erano stati
individuati dal governo per aiutare le persone coinvolte nella
cassa in deroga della nostra regione.
«Per la Toscana sono a disposizione 300 milioni nel 2009 e 350 nel
2010 - spiega Franca Cecchini, segretaria regionale della Cgil con
delega al mercato del lavoro - La Regione ha fatto un accordo a
gennaio per un primo anticipo di 10 milioni. Questi soldi sono
arrivati solo due settimane fa e sono già finiti. Poi ha firmato un
altro accordo il 30 aprile per un altro acconto da 50 milioni. Ma è
stato trasformato in decreto da Tremonti solo il 7 luglio, ora è in
attesa di essere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale».
«Già si è perso molto tempo in attesa della pubblicazione del
decreto - conclude Graziani - quindi noi della Cgil chiediamo uno
sforzo per evitare che nei successivi passaggi burocratici si perda
altro tempo. Perché c’è il rischio che molti lavoratori, pur di
sopravvivere, finiscano vittime degli usurai».
(31 luglio 2009)