LA SPESA PER LE MEDICINE
Farmacia che vai, prezzi che trovi
Dalla Tachipirina al Supradyn: al banco vige la legge della giungla
di Barbara Gambacorta
«Ma quanto mi costi?», ripeteva il famoso spot di una compagnia
telefonica. La domanda risuonerà ancora nella testa di qualcuno, ma
stavolta all’uscita della farmacia. I prezzi dei medicinali sono
aumentati e variano di zona in zona, a seconda del punto vendita.
Il risultato? La stessa confezione di Aspirina, acquistata in una
farmacia di Pisa, al supermercato di Firenze o in una parafarmacia,
può costare 3 euro, ma anche oltre i 4 o, addirittura, se si
sceglie il farmaco generico, solo 2.
Anche in Toscana rispetto ai prezzi dei medicinali sembra vigere
insomma la legge della giungla. A tre anni dal decreto Bersani, che
ha liberalizzato il mercato dei farmaci da banco (quelli che non
necessitano di ricetta), permettendone la vendita, non solo nelle
farmacie, ma anche nei corner dei supermercati e nelle
parafarmacie, strutture nate appunto con questo scopo, abbiamo
cercato di capire cosa è cambiato. Per fare luce sulle differenza
di prezzo in cui ci si può imbattere in regione abbiamo confrontato
i prezzi applicati da diversi punti vendita toscani su quattro
medicinali molto conosciuti: Tachipirina, Aspirina, Supradyn e
Fluibron.
La forchetta in cui può oscillare il prezzo dello stesso farmaco
va da 1,20 euro fino a 3,50 euro, con rincari dal 7% fino al 30%.
Il primo esempio è quello della Tachipirina: la si può trovare
(nella confezione da 20 compresse effervescenti) sia a 3 euro che a
4,20 euro. Oscillazione simile a quella della comunissima Aspirina
che, nel formato da 10 compresse effervescenti, varia dalle 3,31
euro ai 4,30 euro. Circa un euro di differenza anche nel prezzo del
Fluibron sciroppo, in vendita a 10,18 euro così come a 11,62 euro.
Ma c’è anche il caso del Supradyn, che nella confezione da 20
compresse, si può trovare a 8,99 euro ma anche a 12,50 euro, con
una differenza di oltre 4 euro.
Potere della liberalizzazione, verrebbe da dire. Sì perché, come
era prevedibile, l’aumento dei punti vendita extra-farmacie ha
portato a una maggiore e salutare concorrenza sui prezzi. Ma non
sempre al ribasso, visto che a livello nazionale il costo dei
medicinali da banco è salito nettamente oltre il livello dell’i
nflazione. E’ per questo che, uscendo di casa in due diverse città
della Toscana (ma può valere anche nella stessa), con l’intenzione
di acquistare tutti i quattro farmaci presi in considerazione, si
può tornare a casa con due scontrini dal peso molto diverso: la
spesa potrà variare infatti da un minimo di 25,55 euro ad un
massimo di 32,62 euro, a seconda dei punti vendita scelti e dei
prezzi applicati.
Ma dove si risparmia di più? I farmaci da banco più a buon mercato
si trovano nei cosiddetti “corner della salute”, gli spazi per la
vendita dei medicinali all’interno dei supermercati. In Toscana è
stata la Coop ad aprirne alcuni (Livorno, Piombino, Firenze,
Gavinana e Arezzo). E’ qui che i prezzi fanno sentire i ribassi
maggiori, anche nel campo dei medicinali equivalenti, un mercato
nel quale Coop si è lanciata come produttrice, vendendo prodotti a
proprio marchio.
Nella caccia al risparmio dopo i prezzi dei corner vengono quelli
delle parafarmacie. Infine le farmacie che giustificano le
differenze rispetto agli altri canali in parte con la libertà di
poter scegliere (visto che non esiste un massimo prezzo imposto) ma
anche con le diverse quantità di farmaci venduti (e quindi
acquistati) e i prezzi applicati dai rappresentanti in base alle
potenziali vendite.
A fronte delle 1095 farmacie, in Toscana ci sono soltanto 160
parafarmacie e 4 corner salute nei supermercati, nuovi canali
convenienti sulla carta che fanno però ancora fatica ad affermarsi.
(14 settembre 2009)