LA REGIONE
Famiglie, il 51% in difficoltà
Martini: "Piano per la Toscana"
Un calo del Pil regionale del 5% nel 2009, mentre tra il 2008 e il 2010 si avranno 60 mila occupati in meno, con il 51% delle famiglie che vedono peggiorare la loro situazione economica nell'ultimo anno. L'allarme viene dal presidente della Regione Martini. "Serve un piano con il governo per la Toscana". Boom per l'accesso ai finanziamenti regionali
Calo dell'export e degli investimenti, un calo del Pil regionale del 5% nel 2009, mentre tra il 2008 e il 2010 si avranno 60 mila occupati in meno, con il 51% delle famiglie che vedono peggiorare la loro situazione economica nell'ultimo anno. Sono i dati sulla situazione economica in Toscana resi noti dal presidente della regione Claudio Martini durante il consiglio regionale sull'economia. Per questo martini ha chiesto al governo una serie di interventi specifici per la situazione della Toscana
A essere più colpiti l'artigianato, la piccola impresa e l'industria. Non a caso, ha sottolineato ancora Martini, la maggiore caduta del Pil a livello territoriale "è attesa nei distretti industriali". Sul fronte del contrasto alla crisi gli interventi della Regione, è stato ricordato, riguardano, tra gli altri, gli ammortizzatori sociali e l'accesso al credito delle imprese.
Su questo aspetto al 30 ottobre sono pervenute 3.356 richieste per oltre 830 milioni di finanziamenti e Fidi Toscana ne ha accolte 2.182 per oltre 450 milioni dei quali 382 destinati alla liquidità delle imprese e 71 milioni per nuovi investimenti.
"Serve creare un tavolo istituzionale con il Governo per dare vita a un Pacchetto Toscana - ha chiesto Martini - "la crisi è profonda e la ripresa sarà lenta", per questo occorre "seguire da vicino le molte vertenze e le situazioni di crisi delle aziende. In questa prospettiva serve un'azione istituzionale della Regione, di concerto con il Governo nazionale e le Prefetture, per costruire un quadro sinergico e non frammentato di contrasto alla crisi in Toscana, concordando programmi strategici da far confluire nelle leggi Finanziarie e nei piani nazionali".
(11 novembre 2009)