Estate salvata dalla ripresa d'agosto
Tengono le località costiere e di montagna, secca diminuzione di presenze in campagna e in collina. E per le terme è un ko
Tengono le località della costa e della montagna, secco calo delle
destinazioni situate in campagna o in collina, addirittura un
tracollo per tutto ciò che riguarda il mondo del termale. Insomma,
è davvero tutta qui, in estrema sintesi, l'estate turistica della
Toscana, di una stagione iniziata sotto i peggiori auspici per
colpa della crisi, ma che poi ha recuperato nella parta centrale
dell'alta stagione fermandosi ad un calo complessivo di "appena" il
2,1 per cento.
Secondo un'indagine del Centro di studi turistici di Firenze, che
ha intervistato quasi 1.200 imprenditori della ricettività, è il
mese di giugno quello più negativo, sia per quanto riguarda gli
arrivi che le presenze, un trend proseguito nella prima metà di
luglio, caratterizzato da vacanze brevi e dal fenomeno del
pendolarismo nei weekend. Ma nella seconda parte sono aumentate
gradualmente le prenotazioni e le presenze, interrompendo la
negatività che durava da diversi mesi, con agosto che ha visto
consolidare la ripresa, grazie al caldo e alle scelte
last-minute.
«La flessione rispetto allo scorso anno c'è stata - commenta
Massimo Biagioni, presidente della struttura fiorentina -, ma per
fortuna l'estate non ha visto il tanto temuto crollo del mercato
che è stato all'insegna dei soggiorni brevi. Ciò che ha fatto la
differenza è stato il contenimento dei prezzi del ricettivo, con un
calo di fatturato tra il 5% e il 10%, a cui purtroppo non è seguito
un analogo allineamento degli altri servizi complementari. E
comunque prematuro parlare di un'inversione di tendenza nonostante
qualche timido segnale di ripresa economica sui mercati
internazionali».
Ad oggi i risultati del turismo regionale sono in linea con la
media nazionale: in base alle segnalazioni degli intervistati, la
flessione stimata è del 2,1%. Il calo maggiore è stato percepito
nel settore alberghiero (-5,8%) e in tutti i livelli di
classificazione. Nel panorama regionale la flessione più evidente è
stata registrato nelle aree del termale (-10%). Le strutture delle
città d'arte lamentano una diminuzione del -5,4%, soprattutto per
la riduzione della domanda straniera. Anche per la campagna e la
collina si stima un calo di presenze (-4,1%), con una contrazione
dei turisti stranieri. Risultati più incoraggianti emergono dalle
segnalazioni degli imprenditori del balneare (+0,9%), che hanno
retto alla crisi ed in molti casi hanno registrato un incremento
sia di italiani, sia di stranieri. (s.b.)
(28 settembre 2009)