DOPING
Doping, "La pillola era mia"
dice la madre di Mutu
Trovata sibutramina, uno stimolante che annulla gli effetti della fame. Preoccupazione in casa viola. È recidivo e rischia fino a 4 anni
BUCAREST. Rodica Mutu, la madre dell' attaccante
della Fiorentina, trovato positivo al doping, sostiene che il
figlio ha preso una medicina da lei usata per dimagrire. La donna
ha raccontato alla rete Telesport di aver visitato il figlio a
Firenze e di avere dimenticato a casa sua le sue pillole.
Assicurando che Mutu non prende pasticche dimagranti, la madre ha
precisato che sul foglio illustrativo della medicina si leggeva che
si trattava di un prodotto naturale, senza nessun accenno alla
sibutramina.
Il difensore dell'Inter Cristian Chivu ha detto invece al
quotidiano 'Gazeta sporturilor' che "Mutu è stato sempre
ossessionato dalla propria linea". "So che prendeva delle pillole
per andare spesso in bagno e mantenere la linea e probabilmente ora
ha preso quella sbagliata", ha detto Chivu, convinto però che non è
stata una cosa voluta.
"Io faccio vedere al medico persino il foglio illustrativo del gel
per i capelli per accertarmi che è tutto in ordine", ha aggiunto
Chivu auspicando clemenza per Mutu "come nel caso di
Cannavaro".
Il direttore della Federcalcio romena, Ionut Lupescu, ha detto da
parte sua di essere sorpreso e di aspettare i risultati del secondo
test antidoping per Mutu, mentre l'ex campione del tennis romeno
Ilie Nastase, citato dal quotidiano Adevarul, è convinto che la
carriera e l'immagine del calciatore ne risentiranno.
"E' un ribelle, va controllato anche quando dorme", ha detto invece
il testimone alle nozze di Mutu, Nicu Gheara alla tv Gsp: "Fa solo
quel che vuole". La notizia era arrivata come un fulmine a ciel
sereno: Mutu era risultato positivo a un test antidoping cui era
stato sottoposto il 10 gennaio scorso al termine di Fiorentina-Bari
conclusasi 2-1 (il romeno aveva segnato uno dei due gol viola) e la
cosa aveva scosso Firenze e messo in subbuglio i tifosi.
I controlli, come riportato dal comunicato ufficiale del Coni,
avevano rivelato nel primo campione analizzato la presenza di
metaboliti della sibutramina, sostanza che aiuta a dimagrire, e che
si trova anche in alcune vitamine e in alcuni integratori non
certificati. Mutu era stato informato poco dopo le 15 dal medico
sociale della Fiorentina Paolo Manetti e dal team manager Roberto
Ripa mentre, dopo il lavoro in palestra, si stava recando al campo
d'allenamento: era apparso scosso, sorpreso, stupito. Poi con il
medico e Ripa aveva raggiunto gli spogliatoi dentro lo stadio.
Sorpreso anche il ds viola Pantaleo Corvino che aveva appreso la
notizia a Milano dove si trova per gli ultimi giorni di calcio
mercato: "Mutu positivo? Ma cosa state dicendo?".
A Milano si trova pure l'amministratore delegato viola Sandro
Mencucci per la riunione della Lega: i due in serata si sono
riuniti per fare il punto della situazione anche in previsione di
un eventuale ritorno sul mercato (sono tornati a circolare i nomi
di Rocchi, Matri, Pellissier, Caracciolo). Ciò considerando anche
che Mutu in via cautelativa è stato sospeso e nel timore, alla luce
dell'istanza col Chelsea che nel 2004 lo licenziò dopo un test a
sorpresa che lo trovò positivo alla cocaina, che possa scattare
un'altra squalifica, forse di pochi mesi, ma c'è chi ipotizza anche
da uno fino a 4 anni: il trentunenne attaccante rumeno rischierebbe
di chiudere anticipatamente la carriera.
I fratelli Becali, manager di Mutu, hanno contattato subito il loro
assistito: "Ovvio che sia un po' preoccupato, ma siamo ottimisti",
hanno ripetuto più volte annunciando poi che il giocatore intende
sottoporsi alle controanalisi. Lo stesso Mutu si sarebbe anche
informato sul piano legale, mentre la Fiorentina, con un
comunicato, ha fatto sapere di credere alla buonafede del suo
attaccante in attesa di fare chiarezza sulle dimaniche della
vicenda. Nel clan viola si è convinti che Mutu abbia commesso una
grossa leggerezza assumendo un integratore non certificato,
probabilmente durante la settimana di vacanze natalizie in cui non
ci si allena con continuità e ci si concede qualche strappo alla
regola a tavola. Allenatore, squadra e staff si sono stretti
attorno a lui: "Non diamo all'untore, Adrian merita rispetto", è il
ritornello. I compagni, informati a fine allenamento, hanno scelto
di non parlare.
Quanto ai tifosi c'è sorpresa, ma pure preoccupazione nel timore
che tale vicenda possa in qualche modo condizionare il prosieguo
della stagione della Fiorentina che a febbraio si giocherà tutto in
campionato, Champions e Coppa Italia.
(28 gennaio 2010)