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UNIVERSITA' DI PISA

Docenti anziani in pensione
per poter assumere i giovani

Incentivi per i docenti anziani che andranno in pensione per permettere così ai giovani ricercatori di entrare definitivamente nel mondo dell'insegnamento. Una proposta che sarà presto discussa dal Senato accademico dell'università di Pisa. Ma tutto dipende da quanti professori accetteranno gli incentivi
PISA. Spazio alle nuove leve e in pensione (con un incentivo) i docenti. L’operazione di svecchiamento sarà in discussione alla prossima riunione del Senato accademico. E i numeri in gioco sono considerevoli: 68 posti di ricercatori più altri 17 pagati dal ministero. In tutto: 85. A questi numeri, vanno aggiunti gli 89 posti dei tecnici amministrativi. Una partita considerevole affrontata dalla commissione sviluppo del Senato Accademico.

Il tema che ha fatto da motore alla discussione deriva dal problema che si è assunto l’amministrazione universitaria nei confronti degli 89 tecnici amministrativi. C’è un accordo siglato alla direzione provinciale e un piano di assunzioni scaglionate. Una scadenza che va rispettata perché gli stabilizzandi, in caso contrario, si rivolgeranno al giudice del lavoro. Ma quest’o perazione non è isolata, ha un suo effetto “trascinamento” in base alla legge 1 del 2009 che obbliga gli atenei ad assumere il 60% del personale nella fascia dei ricercatori. Ed il 60% degli 89 tecnici amministrativi risulta formato da 68 posti per ricercatori.

All’interno della commissione, il rettore Marco Pasquali aveva fatto presente che, data la situazione difficile dei conti, non ci sono grandi margini di manovra. Quindi, ha preso la parola Massimo Augello, preside di Economia, il quale, insieme ad alcuni collaboratori, ha eseguito un’analisi in base alla quale è possibile assumere sia gli 89 tecnici stabilizzandi che i 68 ricercatori. Come? Con un’incentivazione al pensionamento per tutte e tre le fasce di docenti: ricercatori, associati e ordinari. La proposta prevede un contratto (è questa l’incentivazione) per un certo periodo di tempo fra l’ateneo e il docente che sceglie la strada volontaria della pensione. In questo modo, calcoli alla mano, sarebbe alleggerita la voce per il personale dipendente e si libererebbero risorse da destinare alle assunzioni. Un’operazione di “economia virtuosa” che mantiene il rapporto tra Fondo finanziamento ordinario (Ffo) e spese per il personale sotto il 90%, la soglia prevista dal ministero per ottenere finanziamenti. Il martedì 2 febbraio si è svolta la successiva riunione della commissione sviluppo in cui è stata discussa la proposta del preside della facoltà di Economia.

È stato, di fatto, approvato un percorso in base al quale quanto elaborato dalla commissione sviluppo sarà esaminato dal Senato accademico, il massimo organo dell’ateneo. In pratica, entro la fine del mese di marzo (questo il tema in discussione) sarà aperta una finestra alla pensione incentivata. In base al numero dei docenti che aderiranno all’iniziativa, si potranno fare due conti per vedere quante risorse si liberano. Se sono sufficienti o no, se è necessario integrare altre iniziative. La discussione è aperta, la strada alla pensione è volontaria.
(08 febbraio 2010)
 
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