PRATO/ BIMBI FANTASMA
Clandestina? Non puoi essere madre
Il calvario dei riconoscimenti con le nuove norme sulla sicurezza. La prefettura di Prato lancia l'allarme
PRATO. Gli stranieri dovranno mostrare il permesso
di soggiorno per ogni atto di stato civile. Dall'8 agosto una norma
del “pacchetto sicurezza” - quello che prevede l’arresto per i
clandestini, più poteri ai vigili urbani, più competenze a sindaci
e prefetti - rischia di creare un esercito di migliaia di bambini
invisibili, irregolari, senza identità.
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IL SONDAGGIO
Gli atti di stato civile sono matrimonio, registrazione di morte e
registrazione delle nascite. Se i clandestini non si potranno
sposare nessuno alza la mano, ma se il babbo o la mamma non
potranno riconoscere il proprio figlio, beh, allora è un caso. A
Prato solo nei primi mesi del 2009, sono nati 412 bambini figli di
genitori senza il permesso di soggiorno.
L'allarme della prefettura. A lanciare l’allarme sull’i
mpossibilità per i genitori clandestini di riconoscere i propri
figli al momento della nascita è stato
Giovanni
Daveti, il funzionario responsabile per gli affari che
riguardano la comunità cinese per la prefettura di Prato. “Nel
pacchetto sicurezza – ha detto Daveti – è inserita una norma che
obbliga i clandestini a mostrare il permesso di soggiorno negli
atti di Stato civile. Attualmente non abbiamo alcuna circolare che
ci spieghi come comportarci nel dettaglio: dall’8 agosto, quando
entrerà in vigore la legge, quindi noi avremo neonati che non
potranno essere riconosciuti dai genitori, se entrambi clandestini.
L’unica via praticabile sembra quella di affidarli ai servizi
sociali. Solo nei primi sei mesi del 2009 a Prato sono nati 412
bambini in questa condizione”.
Il testo del ddl. Cosa accadrà dall'8 agosto? Di
chi saranno figli i bambini che nasceranno se nessuno potrà
registrarli? Gli effetti delle norme previste dall'articolo 1 comma
22 capo g (chiamato a sostituire due righe del D.Lgs. 286/1998) del
decreto sicurezza
(L.
94/2009) fanno preoccupare. È previsto l'obbligo di presentare
il permesso di soggiorno "agli uffici della pubblica
amministrazione ai fini del rilascio di licenze, autorizzazioni,
iscrizioni ed altri provvedimenti di interesse dello straniero
comunque denominati" per la richiesta degli "atti di stato civile o
per l'accesso a pubblici servizi". Secondo il ddl sicurezza, non
serve invece il permesso di soggiorno per motivi sportivi e
ricreativi e per "l'accesso alle prestazioni sanitarie" e per
quelle scolastiche obbligatorie. Gli atti civili rientreranno
invece tra le prestazioni per cui è obbligatorio esibire il
permesso, pena il reato di immigrazione clandestina.
I permessi di sei mesi. Qui interviene il Testo unico
sull'immigrazione (
articolo 19, Divieti di
espulsione e di respingimento), che prevede permessi di
soggiorno per maternità, ovvero concessi alle donne irregolari che,
essendo incinte, hanno bisogno di essere sottoposte a cure e visite
mediche. Tale permesso di soggiorno copre l'intera durata della
gravidanza e i primi sei mesi di vita del bambino, non consente di
lavorare e non è rinnovabile né convertibile. Ciò significa che
allo scadere del tempo previsto dal permesso di soggiorno, la madre
ritorna ad essere una irregolare unitamente a suo figlio che, però,
ha il diritto di andare a scuola e di essere curato.
Anche senza documenti? La madre irregolare potrà
denunciare la nascita di un figlio, in quanto titolare di questo
permesso di soggiorno per sei mesi. L'associazione Save The
Children sostiene però che una donna in gravidanza ha diritto al
permesso di soggiorno temporaneo solo se dotata di passaporto.
"L'inghippo della legge sta nel fatto che molte di queste donne non
hanno documenti e quindi non gli può essere concesso il permesso di
soggiorno", spiega Arianna Saulini.
Inoltre il permesso speciale sarebbe accordato alla madre ma non al
padre, che se è irregolare non potrà riconoscere il figlio. Infine
ottenere il permesso di soggiorno temporaneo per le donne in stato
di gravidanza sarà molto più difficile. “Fino ad oggi – spiega
Daveti - infatti una donna andava dal medico e si faceva fare un
certificato dove si diceva che aspettava un bambino. Questo
consentiva di avere un permesso di soggiorno in genere di 6 mesi.
Oggi con i medici che possono denunciare i clandestini questa
prassi sarà molto più difficile. Per le donne sarà un rischio
troppo alto”.
L'Asgi (l'Associazione studi giuridi sull'immigrazione)
sostiene infine che per il diritto internazionale tutti i bambini
(quindi anche quelli nati da mamme clandestine) hanno diritto alla
registrazione.
Un bel pasticcio. Lontano dalle “misure per rendere più sicura la
vita dei cittadini” con cui il governo ha presentato il pacchetto
sicurezza all’Italia. Ma del resto, la lingua italiana è chiara, i
clandestini non sono cittadini.
(28 luglio 2009)