ATTENTATO A KABUL
Folgore colpita al cuore
Sei militari della Brigata Folgore morti, quattro di stanza di Siena, uno a Livorno, uno a Pistoia. È il bilancio dell'attentato avvenuto nella capitale afghana. L'esplosione nel distretto diplomatico di Kabul, nella zona dove è di stanza il 186esimo reggimento paracadutisti. Dolore e strazio nelle caserme toscane -
LA DIRETTA DI REPUBBLICA.IT
Quattro militari della Brigata Folgore di Siena, uno di stanza a
Livorno, uno a Pistoia. E' il bilancio dell'attentato avvenuto
nella capitale afghana. L'esplosione nel distretto diplomatico di
Kabul, nella zona dove è di stanza il 186esimo reggimento
paracadutisti. Una delle vittime, apparteneva al 187esima e viveva
in caserma a Livorno. Sulla strada per l'aeroporto, un'autobomba è
esplosa contro due blindati italiani Lince. Un'auto carica di
esplosivo si è lanciata contro il primo mezzo del convoglio,
uccidendo tutti e cinque gli occupanti. Danni gravi anche al
secondo Lince: uno dei militari a bordo è morto e altri quattro
sono rimasti feriti gravemente. Una delle vittime era appena scesa
dall'aereo a Kabul e con i commilitoni stava andando al quartier
generale del contingente. Vittime si contano anche tra i civili:
almeno quindici e 60 i feriti. Quattro i feriti in gravissime
condizioni. Due le vittime tra i soldati afghani.
Le vittime - Fonti della Difesa hanno reso noto i
nomi dei morti:
- Tenente
Antonio FORTUNATO, nato a Lagonegro
(PZ), classe 1974, in forza al 186/mo Reggimento.
- Sergente Maggiore
Roberto VALENTE, nato a
Napoli, classe 1972, in forza al 187/mo Reggimento.
- Primo caporal maggiore
Matteo MUREDDU, nato a
Oristano, classe 1983, in forza al 186/mo Reggimento;
- Primo Caporal Maggiore
Giandomenico PISTONAMI,
nato a Orvieto (Pg), classe 1983, in forza al 186/mo
reggimento
- Primo Caporal Maggiore
Massimiliano RANDINO,
nato a Pagani (Sa), classe 1977, in forza al 183/mo
Reggimento.
- Primo Caporal Maggiore
Davide RICCHIUTO, nato a
Glarus (Svizzera), classe 1983, in forza al 186/mo
Reggimento.
I feriti risultano quattro: tre appartenenti al 186/mo Reggimento
dell'Esercito e uno all'Aeronautica Militare.
La moglie di Valente, di stanza a Livorno -
"Mio
marito era un paracadutista, io sono orgogliosa di lui": Stefania
Giannattasio, moglie di Roberto Valente che era di stanza nella
caserma della Folgore di Livorno, ha reagito così apprendendo la
notizia della morte del marito. Il militare lascia anche un bambino
di due anni, Simone. La donna non era in casa quando la delegazione
dell'Esercito italiano ha raggiunto via Consalvo, dove a Napoli, in
un parco, vivono i parenti del militare caduto. Il colonnello Luigi
Masiello, assieme al generale Carlo Fortino, capo di Stato maggiore
del secondo comando Fod (Forze operative di difesa) hanno raggiunto
prima la madre di Valente, una donna anziana, vedova, che vive con
la sorella e due figli - il fratello è la sorella di Roberto. E
solo successivamente ha potuto parlare con la moglie del militare,
rientrata dal posto di lavoro proprio in seguito alla comunicazione
della notizia. A casa di Roberto nessuno si aspettava di vedere i
militari stamattina, perché nessuno aveva appreso della morte dei
soldati italiani.
Strazio in caserma a Siena (ascolta)
- Bandiera tricolore ammainata, strazio e dolore nella
caserma Roberto Bandini, sede del 186/mo reggimento Folgore e del
quinto Battaglione El Alamein da dove provengono i militari uccisi
e feriti nell'attentato a Kabul. La notizia ha sconvolto tutti e
anche le attività in caserma si sono fermate. Nessun commento
ufficiale arriva dai vertici. Tutti, soldati e ufficiali, per tutto
il giorno sono rimasti incollati ai notiziari radiofonici e
televisivi per conoscere i particolari dell'attentato, in attesa
delle informazioni ufficiali che arriveranno da Roma. La caserma si
trova in Piazza delle Armi, a ridosso delle mura, è perfettamente
inserita nel tessuto cittadino anche perché spesso i militari si
allenano e compiono piccole esercitazioni negli spazi circostanti.
"Siamo stati a testimoniare il nostro cordoglio e la nostra
vicinanza agli uomini della Folgore e ci siamo messi a disposizione
per ogni eventualità", ha detto il sindaco di Siena Maurizio Cenni
uscendo, assieme al presidente della Provincia Simone Bezzini,
dalla caserma Bandini dove hanno incontrato il comandante del
reggimento colonnello Benito Milani. "Con questi soldati - ha
aggiunto Cenni - abbiamo rapporti di vicinanza e li abbiamo
salutati in varie cerimonie per le varie partenze per le missioni.
Siamo abituati a vederli partire ma non siamo abituati a non
vederli tornare".