Vento sì, ma di polemiche
Pontedera: 4 torri eoliche di 98 metri senza sconti in bolletta
di Francesco Turchi
PONTEDERA. Con le pale arrivano le prime
polemiche. Per il momento sono ristrette all’ambito politico, ma c’è
chi è pronto a scommettere che ci sono tanti cittadini pronti a
manifestare il loro dissenso, seppur in evidente ritardo. Metro
dopo metro, cilindro su cilindro, con la loro imponenza hanno già
guadagnato i “gradi” di simbolo di Pontedera: sono le quattro torri
del parco eolico, che sorge nei pressi del canale Scolmatore, in un’
area industriale, a ridosso della Piaggio da una parte e della
discarica Geofor dall’altra. Da tempo hanno catalizzato l’a
ttenzione dei passanti, che aspettano di goderne i benefici. Ieri è
iniziata l’installazione delle pale in cima ai quattro pilastri. A
metà settembre, con o senza polemiche, il parco eolico inizierà
ufficialmente a produrre l’energia elettrica che consuma più della
metà della popolazione di Pontedera (che conta circa 27mila
abitanti). Chiaramente si tratta di un esempio: l’energia prodotta
verrà semplicemente immessa nella rete. Tutto questo grazie a
quattro torri (della potenza di oltre 2 megawatt ciascuna), alte 98
metri (70 metri in cemento, poi 28 metri in acciaio), ognuna delle
quali supporterà tre pale di fibra di vetro e di carbonio, di 41
metri di diametro.
L’impatto è innegabile e l’interrogativo è sempre lo stesso: meglio
quattro torri che producono energia sfruttando il vento o non
intaccare il paesaggio alle fonti tradizionali? Fra l’altro per i
pontederesi non ci saranno sconti sulla bolletta. «Il Comune però -
assicura il sindaco Paolo Marconcini - ha una percentuale pari al
2% sulla vendita dell’energia prodotta». Ed è proprio questo
aspetto che non convince l’opposizione: «L’impatto paesaggistico è
devastante. Ed è ancora poco chiaro il beneficio diretto per i
cittadini, che continueranno a vedersi addebitato in bolletta lo
stesso prezzo dell’elettricità prodotta in modo tradizionale».
Parole del consigliere comunale del gruppo Progetti per Pontedera,
Renzo Ciangherotti, che non ha dubbi: «Il semplice primato di “
città pilota” mi sembra un costo troppo alto». I quattro anni di
incubazione del parco non sono stati sufficienti a sgombrare il
campo dai dubbi. Se ne iniziò a parlare nel 2004 e nel corso di
questi anni molti aspetti sono cambiati: inizialmente le torri
dovevano essere 11 a Pontedera e altrettante a Cascina.
Poi il Comune di Pontedera preferì poche “macchine” ma potenti e il
numero di torri scese a 4, mentre l’amministrazione comunale di
Cascina decise di fare un passo indietro, per timore che le pale
eoliche danneggiassero l’attività dell’antenna interferometrica
Virgo, che studia le onde gravitazionali. Allora tutta l’operazione
era gestita direttamente dalla società Pontedera Eolica, formata
dall’Electrawinds e dall’Asa (Azienda servizi ambientali) di
Livorno, che in un secondo tempo si è fatta da parte. La società
belga, che ha insediato un proprio “ramo” a Pontedera, è andata
avanti, fronteggiando gli ostacoli burocratici che accompagnano
operazioni così rilevanti, soprattutto quando si tratta di “
progetti-pilota”, o quasi. E ora vede il traguardo, con il pieno
supporto del sindaco Marconcini: «Per la città è importante
partecipare ad un progetto come questo; è infatti una novità
costruire un parco eolico in pianura. L’impatto visivo dei quattro
pilastri è forte, ma la costruzione è bella e imponente, si sposa
bene con le imprese circostanti e presto diventerà parte del
territorio, come è successo già per gli impianti eolici in Olanda e
Belgio».
(22 novembre 2009)