Miliardario di Macao compra il supertartufo
Battuto all'asta per 330mila dollari. Era stato trovato in provincia di Pisa
di Luciano Gianfranceschi Sabrina Chiellini
FIRENZE. Una sfida tra un miliardario cinese e il
figlio di uno sceicco. I due si sono contesi il maxi-tartufo che
era stato trovato nella zona di Palaia ed è stato battuto ieri
pomeriggio all’asta internazionale del tartufo toscano a 330mila
dollari (225mila euro), che è il nuovo record di aggiudicazione.
Una cascata di soldi per 1.450 grammi di afrore che andranno in
beneficenza. Il maxi-tubero è andato, anzi è rimasto, a Macao in
Cina al ristorante “Don Alfonso 1890” dello chef Alfonso Iaccarino,
presso l’hotel The Grand Lisboa. La vendita, base d’asta 50mila
dollari, è stata una vera lotta tra giganti, tra il miliardario
cinese in corsa da Macao, proprietario del Grand hotel Lisboa, e
Mansoor Bin Zayed Al Nahyan, figlio dello sceicco di Abu Dhabi, in
collegamento telefonico con Firenze. Lo sceicco si è fermato a
320mila dollari lasciando l’aggiudicazione a Stanley Ho. In Cina si
trovava anche Cristiano Savini, di Forcoli, colui che ha trovato il
grosso tartufo.
Nel frattempo il padre Luciano ha assistito all’asta a Firenze. L’a
sta si svolgeva in contemporanea con Londra, al ristorante “
Refettorio” del noto chef Giorgio Locatelli. Il maxi-tartufo se l’è
aggiudicato personalmente Stanley Ho, proprietario cinese del
ristorante dove già, nei giorni scorsi, il prezioso tubero bianco
era stato trasportato con tutte le cautele necessarie per la sua
conservazione. I cinesi si sono aggiudicati anche altri dieci dei
quattordici lotti di tartufi toscani in asta, dei quali uno solo se
l’è aggiudicato l’Italia e due invece gli inglesi. L’asta, il cui
risultato complessivo della vendita all’incanto è stato di 453.500
dollari, è stata battuta dall’attore Andy Luotto, nel Palazzo
Medici Riccardi, ora sede della Provincia di Firenze, dove abitò
Lorenzo Il Magnifico nel Rinascimento. Il tartufone partiva da una
base di 50mila dollari, primo rilancio di 25mila, poi è arrivato al
record di 330mila dollari, come il peso merita.
Va detto che i cinque lotti di tartufo che erano in asta a Firenze
- gli altri erano a Londra o a Macao - erano completati da
bottiglie magnum di vini toscani, accessori di moda Cavalli e
Ferré, libri d’arte. Davvero l’eccellenza della Toscana che il
tartufo ha contribuito a valorizzare. Molto complimentato in sala
Luciano Savini, padre di colui che ha trovato il tartufo, e che ha
sempre contribuito alle varie edizioni dell’asta con tuberi
importanti. Quanto a Giorgio Locatelli, lo chef inglese, ha detto
al collegamento internazionale dell’asta «uso soltanto tartufo di
Toscana». I cinesi non si sono pronunciati apertamente, ma poi
hanno comprato un po’ tutto. Piange quasi dalla commozione
Cristiano, che abbiamo raggiunto al telefono a migliaia di
chilometri di distanza. A Macao sono le due di notte, ma Cristiano
a dormire non pensa proprio: «Mi sento realizzato, sono riuscito a
fare avverare un sogno che è quello di accostare il nome di Savini,
della mia famiglia, dell’azienda di casa al tartufo nel mondo.
Quando ho visto che il tartufo veniva venduto a quella cifra, mi è
venuto freddo. È stata un’emozione così grande che ci vorrà del
tempo per ritrovarla». Dopo l’asta, Cristiano ha parlato con i
genitori: «Abbiamo pianto, è stata una serata fantastica. Sono
dieci giorni che vivo insieme a questo tartufo, mi prendo cura di
lui notte e giorno». Cristiano non tornerà a casa prima di metà
settimana. Stanley Ho ha organizzato una festa (per 120 invitati!)
che si svolgerà martedì sera e ha voluto che Cristiano partecipasse
al rito: sarà lui a tagliare il tartufo nei piatti degli ospiti. I
proventi dell’asta saranno destinati alla beneficenza: in Italia al
Comitato Telethon, in Inghilterra al Consortium for Street Children
e in Cina alla Caritas di Macao.
(22 novembre 2009)