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martedì 09.02.2010 ore 18.38
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Debutta Obama, ma Andreotti è il re

Il Cavaliere presente in tutte le salse. E la sinistra? Scomparsa
di Claudio Vecoli
Sui carri anche il dramma degli immigrati Si replica il 15, 22, 24 febbraio e il primo marzo E infatti tutto dedicato a Giulio Andreotti - a partire dal titolo che ricorda un celebre detto andreottiano: "Il potere logora chi non ce l'ha" - uno dei carri grandi sfilati ieri pomeriggio sui viali a mare per il primo dei cinque corsi mascherati del Carnevale più celebre d'Italia (le repliche il 15, 22, 24 febbraio e 1 marzo). Fedele alla sua tradizione - e in ripresa rispetto al recente passato - la satira politica resta dunque uno dei tratti distintivi della festa viareggina. Ma per un ritorno eccellente (Andreotti fra l'altro è atteso in carne ed ossa ad una delle prossime sfilate: per lui sarebbe la prima volta nella storia del Carnevale), non sono certo mancati i debutti. Il più illustre, quello del neo presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. A lui i maghi viareggini hanno riservato una {prima volta} soft. La caricatura del leader americano campeggia infatti soltanto nelle costruzioni minori: ma il motivo è solo... tecnico, visto che i bozzetti dei carri grandi sono stati presentati a fine agosto, quando il nome del nuovo inquilino della Casa Bianca era ancora da decidere.

Obama è comunque rappresentato insieme agli altri grandi del pianeta nei panni di improbabili odalische che adescano un gigantesco Re Carnevale oppure come colui che ha il titanico compito di salvare il mondo dalla bancarotta. Sulla {croisette di cartapesta} fanno invece la loro prima uscita alcuni ministri saliti di recente sul palcoscenico della politica. E il caso di Mara Carfagna, rappresentata come una cacciatrice di lucciole. O di Renato Brunetta, nei panni di fustigatore dei fannulloni. O di Maria Stella Gelmini, presa di mira per la sua volontà di riformare la scuola. Tutti e tre insieme - e con loro anche i colleghi Alfano, Prestigiacomo e Calderoli - su un altro carro attizzano la brace del gigantesco spiedo al quale è cotto a puntino il povero contribuente. Poi, naturalmente, c'è lui: il Cavaliere. Silvio Berlusconi imperversa un po' in tutte le salse. E un re che chiede lumi sul suo futuro ad una cartomante. E un cuoco-cannibale che spadella a suo piacimento i politici dell'opposizione. E, soprattutto, è nei panni di Dio - uno e trino - che domina un Paradiso molto terrestre con Fini, Fede e altri {fedelissimi} del premier nei panni di angioletti desnudi. E la sinistra?


Scomparsa. O quasi. Se si escludono i personaggi di contorno cucinati dal Berlusconi-cannibale e i volti rappresentati fra le fiamme dell'Inferno che fa da contraltare al Paradiso berlusconiano, di lei non v'è quasi traccia. L'unico a {meritarsi} un ruolo da protagonista (e in una costruzione minore) è Fausto Bertinotti. Ma il titolo della mascherata ({Sprofondo rosso}) non è certo beneaugurante. E se è vero che al Carnevale di Viareggio si rispecchia - e talvolta si anticipa - l'attualità politica, per l'opposizione il messaggio che parte dai viali a mare è assai inquitante. Ma satira non fa rima solo con politica. Ormai da molte edizioni, i maghi viareggini della cartapesta portano sui carri anche uno spaccato della società. Ecco allora che - sul relitto di una imbarcazione manovrata da una figura di donna - sbarca inquietante al Carnevale anche la tragedia dell'immigrazione. Oppure c'è chi rappresenta la società come una sfilza di gigantesche oche o come manichini senza volto con lo sguardo incollato alla televisione. E chi, infine, raffigura lo Stato come una gigantesca vacca che - a forza di leccarlo - riduce in scheletro il popolo-vitello.
(09 febbraio 2009)
 
 
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