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Giovanni Morandi, direttore del quotidiano Il Giorno, torna a parlare della mancanza di qualunque segno del grande artista nella città che gli diede i natali, alla vigilia della presentazione del suo libro "La beffa di Modigliani". Secondo il giornalista dalla beffa delle teste a oggi Livorno "vive nella più totale inerzia, non si fa nulla e s'impedisce che qualunque cosa venga fatta"
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La verità non interessa a nessuno. Riproporre solo le “teste false” non ha senso. Lo dice Christian Parisot, presidente del Modigliani Institut
di Alice Barontini
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Guido Guastalla rivuole la sua parte di Casa Modigliani. E per farci cosa? Un Centro Studio Amedeo Modigliani da lui presieduto. Due fratelli, ciascuno con una propria idea dell'artista, ciascuno con una metà dell'immobile di via Roma 38
di Alice Barontini
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Chiusa per disputa in famiglia: la famiglia dei galleristi Giorgio e Guido Guastalla
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A venticinque anni dalla clamorosa beffa delle false teste ripescate nei fossi, ritorna il caso Modigliani. Cosimi pensa a vendere le pietre della burla per acquistare opere originali, e respinge la proposta di un'esposizione. Ma Sgarbi dice: "Le espongo io, in una mostra sull'inganno"
di Luciano De Majo
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A venticinque anni dalla clamorosa beffa delle false teste ripescate nei fossi, ritorna il caso Modigliani. Il sindaco Alessandro Cosimi pensa di vendere le pietre della burla per acquistare opere originali e respinge la proposta di un'esposizione. Ma Sgarbi dice: "Le voglio io a Salemi, in una mostra sull'inganno". E nel limbo della storia, a cavallo tra leggenda e vicende giudiziarie, ci sono sempre le statue del 1991 su cui nessuno si è ancora mai espresso
di Luciano De Majo
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Il critico d’arte insiste: sono autentiche. «Le altre tre sono schifezze, però fate pure»
di Alice Barontini
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L'assessore alla cultura, Mario Tredici, che non si sbilancia sul dibattito in corso ma neanche alza un muro sull'eventualità di tirar fuori dalla polvere dei magazzini del Comune le tre pietre che la storia dell'arte non l'hanno fatta (sarebbe successo se fossero state autentiche), ma quella della critica sì, anche se in negativo
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I tre falsi Modì che hanno tremare il mondo dell'arte entrando nella storia, giacciono nei magazzini comunali dei Bottini dell'Olio, impolverate e sistemate sopra le scatole d'imballaggio usate nel '99 per spedirle a Lugano. Sono proprietà del Comune ma della loro sorte non si sa che farne. Molta gente si domanda se non sarebbe il caso di esporle in una sede pubblica, vista la curiosità destata nelle rare occasioni in cui sono state esposte
di Alice Barontini