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«Voglio ridare entusiasmo ad una piazza che merita»

Parla Lorenzi, nuovo mister del Rosignano retrocesso in Seconda Categoria «Un gruppo di giocatori esperti più alcuni giovani, chiedo spirito di sacrificio»

ROSIGNANO. Volta dunque pagina il Rosignano, e riparte con il nuovo mister Daniele Lorenzi.

Lorenzi, che significato ha per lei il rientro nel club biancoblù?

«Sicuramente per me ha un significato molto importante. Il fatto di essere cresciuto calcisticamente in questa società, avendo fatto le giovanili negli anni 70/80, me lo fa sentire come un ritorno a casa dandomi stimoli ancora maggiori per poter raggiungere obiettivi più importanti».

Quali sono le linee guida per la costruzione della squadra?

«Nel suo allestimento cerchiamo di avere la cosiddetta spina dorsale fatta da giocatori di esperienza e che conoscono la categoria. E intorno a loro far girare elementi giovani, se del vivaio meglio ancora. Ovviamente tutti i giocatori, giovani e meno giovani, devono dimostrare di avere entusiasmo, perché sono a giocare in una piazza importante, anche se ora è in 2.a categoria; umiltà, visto che sanno di doversi mettere in gioco; spirito di sacrificio, perché devono sapere che abbiamo tanto da lavorare per poterci migliorare».

Auspici per il campionato?

«Questo è l'anno zero per un Rosignano che viene da anni molto travagliati. Noi dovremo cercare di mettere insieme un buon gruppo, con l'impegno di ridare entusiasmo alla piazza di Rosignano. Da parte mia darò il massimo per raggiungere i migliori risultati possibili».

La prossima sarà probabilmente la stagione dei derby con realtà calcistiche della zona, che conosce bene per avervi allenato. Qual è quella di cui ha conservato il miglior ricordo?

«Ho avuto la fortuna di allenare diverse squadre di questa zona e di tutte porto con me bellissimi ricordi. Ho conosciuto tante persone: dirigenti, giocatori, gente di paese e con molti di questi sono ancora in contatto».

Il calcio dilettantistico non sta vivendo un buon momento. C'è una ricetta per riavvicinarlo all'interesse degli sportivi?

«Il problema è molto grande; difficile in poche parole spiegare ed è ancora più difficile trovare soluzioni. Certo, se anche sopito, l'amore per il calcio dilettantistico c'è, non morirà mai; la passione che anima giocatori, tecnici e dirigenti è più forte di tutte le difficoltà che si incontrano ogni anno».

Cosa si aspetta dalla piazza di Rosignano?

«Rosignano, sicuramente non è abituata a vivere la Seconda categoria. Fino a qualche anno fa la formazione maggiore giocava in ambiti molto più prestigiosi. Noi abbiamo l'obbligo di impegnarci seriamente, essere professionali, anche se ci troviamo in questa categoria, per trasmettere agli sportivi la passione vera del gioco del calcio. Spero tanto che la gente ci capisca e che ci aiuti da subito, perché con i tifosi dobbiamo essere un tutt'uno».

Quando inizierà la preparazione?

«La stagione attuale finisce a fine mese. Al momento non sappiamo se ci saranno novità da doverla programmare diversamente. Indicativamente inizieremo la preparazione dopo Ferragosto».

Cosa raccomanderà subito ai suoi giocatori?

«Le prime raccomandazioni saranno di carattere emozionale. Come ho detto

in precedenza dobbiamo avere quelle qualità come entusiasmo, spirito di sacrificio, umiltà, professionalità che ti aiutano a creare un forte gruppo. E per ultimo, ma non meno importante, dobbiamo divertirci e divertire, perché il calcio è uno sport fatto di passione e divertimento».

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