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calcio il caso rosignano

Solvay 1922, piano ritirato salta il torneo di categoria

La neonata società biancoblù continuerà comunque a rimanere in vita La decisione legata alla mancata assegnazione della gestione dello stadio  

ROSIGNANO. Dunque l’Asd Rosignano Solvay 1922, come hanno reso noto i soci costituenti dello stesso sodalizio in una lettera al nostro giornale, ha ritirato “il progetto che in questi mesi ha sviluppato, presentato e sostenuto”, per cui “il futuro del calcio a Rosignano Solvay non esiste più”. Allora “lasciamo spazio alle altre società di calcio del territorio, augurando successo e lunga vita”.

Niente adesione alla 3.a categoria del Solvay 1922. Il 30 giugno si concluderà l’annata sportiva 2017-2018. Nel mese di luglio le società di calcio provvederanno alle iscrizioni al campionato successivo. Il prossimo. I club che ricadono nel comune di Rosignano Marittimo riporteranno le loro formazioni maggiori in ambiti perlopiù uguali a quelli che hanno frequentato fino a poco tempo fa. L’Us Castiglioncello, sfumata per un soffio la possibilità di partecipare ai play off per la Promozione, affronterà nuovamente la Prima categoria. L’As Vada continuerà a militare in Seconda, che vedrà pure la presenza del Rosignano Sei rose, appena retrocesso. La Cantèra Acli Gabbro, conclusa domenica scorsa l’annata in Terza categoria (culminata nel 3° posto) è invece in procinto di partecipare ai play off per l’accesso al circuito superiore. Ma l’iscrizione non si farà registrare per la neonata Asd Rosignano Solvay 1922, sorta nel marzo scorso.

Decaduta una condizione irrinunciabile. Il Rosignano Solvay 1922, pur rimanendo in vita come associazione, non ha garantito alcun impegno calcistico per la stagione a venire. Motivo, l’impossibilità di usufruire della gestione dello stadio comunale Ernesto Solvay, visto che sta per essere concessa in proroga (fino al 2020) all’attuale gestore Rosignano Sei rose. Il Solvay 1922 l’aveva del resto indicata come conditio sine qua non per poter sviluppare il proprio variegato progetto di rifondazione del calcio a Rosignano. Un progetto, a detta della dirigenza, “dove si potesse parlare da subito di qualità di vita e che unisse i valori sportivi a quelli educativi e formativi come, ad esempio, un’adeguata e corretta alimentazione”.

Le basi di partenza. Una concreta speranza, quella di ottenere la gestione dello stadio, che sarebbe stata suffragata da una parte da inadempienze gestionali del Sei rose e dall’altra da indicazioni ricevute da “qualcuno” sulla possibilità di gestirlo e da promesse che i fondatori del Rosignano Solvay 1922 avrebbero ricevuto dal Comune. Promesse però sconfessate proprio in questi giorni dall’assessore allo sport Licia Montagnani, che pure aveva manifestato apprezzamento, in una recente assemblea pubblica, per il progetto del nuovo club calcistico.

Le precisazioni del sindaco. Il sindaco Alessandro Franchi ha ricordato come da diversi mesi la giunta abbia prorogato al Sei rose fino al 2020 la gestione dell’impianto del “Solvay” e del vicino campo sussidiario. Per cui con una delibera aveva autorizzato l’ufficio addetto a procedere. Però “si sono presentati problemi per la prevenzione degli incendi e a quel punto la società doveva garantire la presenza di soggetti abilitati, muniti di idonee certificazioni”. Dopodiché si sarebbe potuto effettivamente procedere. Ora che la pratica è stata presentata ai Vigili del fuoco, come ha affermato il presidente del club di via della Repubblica Adriano De Pieri, “si attende che il Comune ci chiami per la firma”. Quanto alla rivendicazione del Rosignano Solvay 1922 della gestione, Franchi ha detto che nessuno l’ha promessa. E che “per ogni eventuale gestione applichiamo il regolamento, come abbiamo fatto presente in altre circostanze”. Gli uffici appositi fanno la supervisione su concessioni e manutenzioni degli impianti, ma a questo punto ci sarà una verifica per appurare che tutte le gestioni siano cristalline.

C’è anche il Castiglioncello. Il nuovo bando – quando ci sarà – per la concessione dell’impianto di via della Repubblica, con ogni probabilità vedrà pure la partecipazione del Castiglioncello calcio, inquilino al “Solvay” non avendo la disponibilità per le partite di campionato del “Francesco Bellagotti” di via della Pineta perché non è a norma. E trattandosi del sodalizio più anziano, peraltro titolato, del comune di Rosignano, i requisiti per partecipare ed eventualmente aggiudicarselo, li possiede.

L’interrogazione. Intanto la consigliera del Gruppo misto Silvia Gesess ha presentato all’assessore allo sport Licia Montagnani un’interrogazione relativa alla proroga della concessione al Gsd Rosignano Sei rose dello stadio Ernesto Solvay chiedendo se la stessa società fosse all’epoca in regola con la manutenzione e le norme di sicurezza e con il canone di concessione; inoltre, perché nella proroga è stato inserito l’uso del campo sussidiario che non risultava nel bando del 2013 e infine per quale motivo è stato deciso di concedere una proroga e di non andare ad un bando ad evidenza pubblica. L’operato di Gesess, come la stessa ha sottolineato, non vuole in alcun modo ledere la società Gsd 6 Rose, ma semplicemente ottenere dall’amministrazione comunale un chiarimento sui criteri di assegnazione delle strutture sportive e soprattutto sulla scelta di andare in deroga alla legge regionale ed al regolamento comunale.

Il motivo del contendere. Lo stadio cittadino come lo vediamo è stato oggetto di un grosso intervento nel 2000 e di successivi lavori nel 2004. Ci giocava ai

primordi (1922) il Gs Solvay, nato come opera sociale della società Solvay. Nel 1977 il club biancoblù cambiò il nome in Gs Rosignano, con l’auspicio di poter diventare l’unica squadra comunale in seguito alla fusione con Castiglioncello e Vada, ma l’operazione non andò a buon fine.

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