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Solvay 1922 pronta a decollare

La nuova società di Rosignano partirà dalla Terza Categoria. «Oltre al calcio anche un risvolto sociale»

ROSIGNANO. La nuova società locale, il Rosignano Solvay 1922, venerdì si è presentata al territorio. Nell’affollata sala riunioni di piazza del Mercato, alla presenza degli sportivi e degli invitati – tra cui i rappresentanti dei Comuni di Rosignano Marittimo, dei viciniori Castellina Marittima e Santa Luce, e dei club calcistici che ricadono nell’area rosignanese – ad aprire i lavori dell’assemblea pubblica è stato Marco Giomi. Il quale ha iniziato col presentare i soci fondatori, con le relative cariche istituzionali. Ecco il gruppo di 11, che ha chiamato per questo squadra: Filippo Amodeo, Dino Balzini, Davide Cartoni (vice presidente), Marco Giomi (presidente), Andrea Gracci, Sauro Masini, Massimo Meniconi, Angelo Mustacchia, Massimo Pasquini, Luciano Tei (vice presidente) e Fulvio Tognotti (segretario con funzioni di tesoriere). Ha spiegato, Giomi, che il nome deriva dalla frazione più popolosa del comune, in ricordo peraltro del Gs Solvay fondato nel 1922 dall’omonima società chimica che ne è stata proprietaria fino alla fine degli anni Sessanta, arrivando a toccare la serie C nella stagione 1962-63. A ottobre l’iscrizione alla III categoria. Il presidente ha anche fatto cenno ad alcuni stralci di statuto, vedi il divieto dell’associazione di distribuire utili o avanzi di gestione, nonché fondi o riserve durante la propria vita; l’eventuale avanzo sarà impiegato per la realizzazione delle finalità istituzionali. Il consiglio direttivo, che rimane in carica 4 anni, è composto da un massimo di 15 membri eletti dall’assemblea; a titolo gratuito tutti gli incarichi sociali. Mission, la rifondazione del calcio a Rosignano, basata su quattro pilastri: disponibilità degli impianti sportivi (stadio Solvay e sussidiario, con indicazione sui tempi di affidamento e di gestione); sviluppo e attuazione di progetti (dall’impatto educativo sull’intera comunità sportiva e scolastica, con al centro il settore giovanile); eccellenza organizzativa e operativa (così da garantire stabilità e futuro); sostentamento della società (economicamente sostenibile e compatibile con le risorse economiche gestionali disponibili in loco). Il vice presidente Luciano Tei ha quindi sottolineato come il progetto non si limiti ad allestire una società di calcio, ma abbia risvolti a carattere sociale, che prevedano anche coinvolgimenti del mondo della scuola. L’assessore allo sport Licia Montagnani ha portato la soddisfazione dell’amministrazione comunale per la nascita di una nuova società sportiva (“Rosignano ne vanta 80, sinonimo di un tessuto importante”) ed ha colto l’occasione per invitarla al tavolo aperto con tutte le altre. Dopodiché il fiduciario comunale del Coni Mario Nocchi nel quadro di un rilancio del calcio a Rosignano ha riproposto l’idea della costituzione

di un unico sodalizio, già prospettata dall’amministrazione comunale negli anni Ottanta («ma non ci si riuscì»). Il consigliere Dino Balzini ha infine rilevato come il progetto societario, inclusivo e assai complesso, sia stato sviluppato con la mentalità industriale. (f.c.)

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