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Gianmarco e il brivido delle sfide in serie A 

Rugby: Bientinesi, cecinese cresciuto nel vivaio rossoblù, ora coi Cavalieri Prato «Tanti sacrifici ma la voglia di giocare la domenica alla fine ripaga tutto» 

CECINA. Gianmarco Bientinesi, uno dei più celebri prodotti del vivaio del rugby cecinese, è ormai effettivo del XV dei Cavalieri Union Prato-Sesto, in serie A. Per alcuni giorni in città con la famiglia approfittando del periodo pasquale, abbiamo colto l’occasione per scambiare con lui qualche parola. Prima però ricordiamo il profilo di questo grande atleta nostrano. Nato a Firenze il 2 giugno 1995, risiede a Cecina. A 11 anni inizia a giocare nel Rugby club Emergenti Cecina e si forma nei Centri federali con un’attività specifica nell’Accademia di Roma. Nella società locale della palla ovale inizia il suo percorso sportivo nel mini rugby, allenatore Mary Casarosa, e crescendo lo prosegue con i tecnici Franco Mori e Cristiano Sturlini. Dopo il percorso delle giovanili esordisce in serie B a 17 anni giocando un campionato con il Rugby Cecina. Diciannovenne, si trasferisce a Firenze per motivi di studio e inizia a giocare nei Cavalieri Union Prato-Sesto, sodalizio di serie A, dove trova due allenatori di alto livello quali il neozelandese Rima Wakarua, nazionale italiano, e l’argentino Louis Otano. A vent’anni fa il suo esordio nella massima serie a Roma e nel campionato 2016-2017 è titolare con i Cavalieri, ruolo tre quarti/ala, agli ordini di Carlo Pratichetti, uno dei più quotati allenatori della Penisola. A Prato Gianmarco cresce come giocatore avendo la possibilità di condividere il campo con rugbisti di gran nome, fra tutti gli argentini Paulin ed Escalante dalle esperienze internazionali. Bientinesi studia all’università di Firenze Cesare Alfieri scienze politiche studi internazionali e prevede di laurearsi ad ottobre.
Gianmarco, perché hai deciso di scegliere la palla ovale come pratica sportiva?
«Avevo un amico che giocava a rugby ed ero attratto da questo sport».
Come è stato il periodo di militanza nel Cecina?
«A Cecina ho trovato un ambiente ideale dove crescere come sportivo e in particolare come uomo».
Qualcosa su questa seconda peculiarità.
«Il rugby ti forma nel carattere e mi sento di consigliarlo a tutti i bambini che possono vivere un clima ideale in cui misurarsi con i compagni divertendosi in un gioco duro ma leale che insegna ad impegnarsi per raggiungere la meta, ma sempre con il necessario aiuto dei compagni di squadra».
Cosa c’è alla base di questa disciplina?
«Il rispetto per l’avversario e per l’arbitro. Eppoi la tradizione del terzo tempo che è il momento dopo la partita dove le squadre si ritrovano per mangiare insieme; serve a creare rapporti e amicizie che durano tutta la vita».
E la tua attività nei Cavalieri?
«Sono molto impegnato con gli allenamenti che ogni giorno mi assorbono almeno tre ore; in più c’è l’attività di palestra indispensabile per competere al meglio in serie A. A Prato visioniamo con il video analyst il lavoro nelle sedute di allenamento e le partite ufficiali; questo si rivela particolarmente necessario per analizzare gli errori
da correggere e migliorare il gioco e la tattica. La domenica quando andiamo sui campi di Roma, Genova, Parma, l’Aquila le trasferte sono molto impegnative, ma la voglia di giocare e di misurarsi ripaga ampiamente i sacrifici richiesti».
Fabrizio Cavallini
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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