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Pugni, sudore e lacrime La notte più bella di Floriano l'«italiano»

 CECINA. Pugni, sangue, lacrime e grande commozione al Palazzetto dello Sport di Marina di Cecina. Ieri sera Floriano l'«italiano» è riuscito finalmente a conquistare il titolo di campione del mediterraneo Ibf al termine di dodici interminabili riprese, che il pugile cecinese ha dominato, chiudendo praticamente il match all' undicesimo round, nel tripudio generale delle 1000 persone sugli spalti. La serata, in diretta nazionale, ha visto quattro incontri fra pugili della Rosanna Conti Cavini, organizzatrice dell'evento, e la scuderia ungherese di Richard Szilagyi. Prima della diretta televisiva sono saliti sul ring i pugili dilettanti, tra cui Alessio Poggetti, vadese e portabandiera della boxe Cecina. Poggetti ha combattuto contro il pari categoria Marino de Santis, della boxe pisana. L'incontro è terminato in parità: inizialmente i due pugili iniziano molto cauti, poi Poggetti riesce a chiudere più volte l'avversario all'angolo. Il pugile di casa riesce a portare molti jab e diretti al volto dell'avversario, anche se nella seconda ripresa risulta essere meno incisivo che nella prima. L'ultima ripresa è davvero intensa, i due pugili comandano a vicenda il ring ed alla fine il risultato è di parità.  Il culmine della serata è stato ovviamente il match di Floriano "L'Italiano" Pagliara, che al tocco della campana finale si è lasciato andare in un pianto liberatorio, abbracciando la fidanzata e esprimendo tutta la propria gioia con la cintura di campione del mediterraneo. Il pugile cecinese ha fatto suo il match già dalla prima ripresa, dove ha fatto capire chi era il padrone di casa e chi voleva davvero vincere il titolo.  Dopo tre riprese chiaramente a favore di Pagliara, il match si è equilibrato con il pugile cecinese che conteneva il lento ritorno di Nagy, ottimo avversario che però non è riuscito ad esprimere il proprio stile. Fondamentali sono stati la settima e l'undicesima ripresa, dove Floriano ha espresso tutta la sua grinta e la sua velocità
costringendo Nagy alle corde e all'angolo più volte e colpendolo violentemente al corpo. Dodicesima ripresa di controllo per Pagliara, che al termine si lascia andare ad un pianto liberatorio davanti ai suoi tifosi: un pianto da campioni. Daniele Meucci ALTRO SERVIZIO A PAG.17

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