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Successo della seconda giornata della 57ª edizione della kermesse Corso Matteotti colmo di famiglie, soddisfatti gli organizzatori 

Tra musica e ballerine il corteo dei carri si trasforma in una festa per centinaia di persone

I CARRIE così, tra il pubblico in festa e tanti bambini incuriositi dai costumi delle ballerine e dai travestimenti, anche l’edizione numero 57 della Targa Cecina va in archivio. Da sempre, la...

I CARRI

E così, tra il pubblico in festa e tanti bambini incuriositi dai costumi delle ballerine e dai travestimenti, anche l’edizione numero 57 della Targa Cecina va in archivio.

Da sempre, la seconda settimana suscita particolare attenzione perché assegna il trofeo più prestigioso, ma quest’anno il bilancio è ottimo rispetto al passato perché non solo per gli addetti ai lavori la presenza del pubblico è stata maggiore. Una piacevole inversione di rotta, sostenuta dall’impatto che i sette carri allegorici hanno suscitato negli spettatori: originali e curati. In una parola, belli da vedere. Merito delle idee divenute progetti con il passare dei mesi e delle accattivanti musiche scelte.

Per tutta la settimana, complici i posticipi serali in via Torres, i carristi hanno espresso il meglio di sé, raccontando e illustrando con la collaborazione figlia del gioco di squadra il tema scelto. La seconda domenica è la sintesi perfetta di un’attività che non si ferma mai. Da metà pomeriggio, nel rispetto del programma e della tradizione, via ai tre giri previsti con il presidente Alessandro Regoli e i rappresentanti del Comune, delle città gemellate – Sagunto, Gilching e Sin Le Noble –, della filarmonica Pietro Mascagni e delle auto storiche della polizia e dei carabinieri, pronti ad aprire la rassegna passeggiando sul corso e compiendo il primo giro d’onore davanti al pubblico e alla tribuna.

La voce di Radio Stop Roberto Giannoni ha presentato l’evento, scortato dall’entusiasmo dei rionali. Non sono mancati minuti di applausi per chi, spinto da forza di volontà, ha ritagliato ore alle proprie giornate dedicandosi alla festa di paese per eccellenza. L’ingresso gratuito, una scommessa del direttivo fino dal 2015, ha permesso ai residenti e, perché no?, ai turisti italiani e in qualche caso stranieri di assistere alla manifestazione che, regolamento sott’occhio, ha previsto ancora la presenza della giuria, il cui voto si è sommato a quelli del 2 settembre per assegnare i premi ai carri.

Buona parte dei presenti si è disposta secondo un’antica consuetudine lungo il tratto chiuso di corso Matteotti, dove si trovano la partenza e l’arrivo della corsa, e pure nelle strade segnate dal perimetro. Per gli appassionati di podismo e non solo è divertente vedere il numero delle persone che si accalca davanti alla chiesa a pochi minuti dal via per sostenere i corridori. C’è chi si avvicina e sussurra qualche parola di incoraggiamento e chi si limita a una pacca sulle spalle, sperando nella sorpresa.

La Targa attrae perché, sebbene la tecnologia regoli ormai la tutta

nostra vita, oltre ai telefonini e alle migliaia di autoritratti scattati il contatto umano è ancora determinante. Non ci sono barriere e trovarsi, per esempio, a un passo dai ballerini e dalle maschere equivale a compiere un salto indietro nel tempo. —

MICHELE FALORNI

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